10 mostre da vedere quest’estate tra architettura e design

La Pyramide, Abidjan, Côte d’Ivoire. 1968–⁠73. Rinaldo Olivieri (1931–⁠1998). 2025. Photograph: François-Xavier Gbré

La Pyramide, Abidjan, Côte d’Ivoire. 1968–⁠73. Rinaldo Olivieri (1931–⁠1998). 2025. Photograph: François-Xavier Gbré

L’estate 2026 disegna una geografia espositiva in cui architettura e design si muovono tra archivi del modernismo, pratiche contemporanee e nuove ecologie del progetto

Dalla rilettura critica della tradizione italiana al MAXXI alle genealogie post-coloniali del modernismo in Africa occidentale al MoMA, fino alle sperimentazioni materiali di terra cruda a Lisbona, emerge un campo allargato in cui il progetto è sempre più intrecciato a contesto, risorse e politiche dello spazio. Tra istituzioni storiche e piattaforme di ricerca, la mostra diventa strumento per leggere non solo ciò che l’architettura è stata, ma ciò che sta diventando. A queste si aggiungono le grandi mostre e monografie pubblicate a inizio anno.  

 

Vitalità dell’architettura italiana 1946–2026 

Curata da Pippo Ciorra ed Elena Tinacci, la mostra ripercorre ottant’anni di architettura italiana dal dopoguerra a oggi. Archivi, modelli e progetti contemporanei costruiscono una narrazione critica che mette in relazione eredità modernista e nuove pratiche progettuali. 
Dove: Roma, MAXXI 
Quando: fino al 15 novembre 2026 

Vitalità dell’architettura italiana 1946–2026, Roma, MAXXI - ©Giorgio Benni, courtesy Fondazione MAXXI

Vitalità dell’architettura italiana 1946–2026, Roma, MAXXI - ©Giorgio Benni, courtesy Fondazione MAXXI

A Structure of Feeling. On a New Generation of Architects in China 

Curata da Gao Changjun (Kris) con Li Xiangning, la mostra riprende l’eredità di TUMU per leggere una nuova generazione di architetti cinesi fuori dai grandi istituti statali ma ancora dentro le loro tensioni. Dodici progetti tra urbano, rurale e infrastrutture definiscono una condizione in trasformazione. Il titolo richiama Raymond Williams e una “struttura del sentire” in divenire, più che una forma compiuta. 
Dove: Berlino, Aedes Architecture Forum
Quando: 4 luglio – 14 ottobre 2026 

A Structure of Feeling - courtesy aedes - dida LYCEUM School, Chongzuo, Guangxi, CN, 2022. © Zhu Yumeng  Annoso · Hill, Tengchong, Yunnan, CN, 2019. © Jin Weiqi

A Structure of Feeling - courtesy aedes - dida LYCEUM School, Chongzuo, Guangxi, CN, 2022. © Zhu Yumeng  Annoso · Hill, Tengchong, Yunnan, CN, 2019. © Jin Weiqi

Atlas Re-Edificatòria – Adrià Goula 

Curata da Alexandra Laudo insieme ad Adrià Goula, la mostra si inserisce nel programma di Barcelona 2026 World Capital of Architecture. Attraverso fotografie di cantieri e processi di riqualificazione, il progetto costruisce un atlante della trasformazione architettonica, mettendo in dialogo pratica costruttiva e arti visive contemporanee. 
Dove: Barcellona, Palau d’Alfarràs
Quando: fino al 28 settembre 2026

Atlas Re-Edificatòria, Barcellona, Palau d’Alfarràs - Courtesy metalocus ©Adrià Goula

Atlas Re-Edificatòria, Barcellona, Palau d’Alfarràs - Courtesy metalocus ©Adrià Goula

Is Nature Modern? Ecological Perspectives in the MAO Collection 

Curata da Cvetka Požar e Maja Vardjan, la mostra rilegge la collezione del MAO per interrogare il rapporto tra modernismo e natura. Attraverso progetti del XX secolo, fotografia e design, mette in luce la frattura tra progresso industriale e ambiente, ma anche le prime forme di pensiero ecologico. Una lettura critica che oggi riconsidera il modernismo alla luce della crisi climatica e del rapporto tra natura e cultura. 
Dove: Lubiana, MAO
Quando: fino al 31 ottobre 2026 

Is Nature Modern? Ecological Perspectives in the MAO Collection, Lubiana, MAO - Courtesy MAO

Is Nature Modern? Ecological Perspectives in the MAO Collection, Lubiana, MAO - Courtesy MAO

Form Follows Love – Anna Heringer 

La mostra dedicata ad Anna Heringer presenta i suoi progetti attraverso il principio “Form Follows Love”, inteso come approccio etico e sociale all’architettura. Al centro, l’uso di materiali locali e tecniche costruttive condivise con le comunità. Una sezione è dedicata al metodo “Claystorming”, sviluppato con Martin Rauch, che unisce intuizione progettuale e processo collettivo. Il percorso include anche la sua attività didattica e la diffusione internazionale del suo lavoro come modello di sostenibilità attiva e trasformativa. 
Dove: Dornbirn, Vorarlberger Architektur Institut
Quando: fino al 19 settembre 2026

Form Follows Love – Anna Heringer, Dornbirn, Vorarlberger Architektur Institut - ©Günter König, courtesy VAI Vorarlberger Architektur Institut

Form Follows Love – Anna Heringer, Dornbirn, Vorarlberger Architektur Institut - ©Günter König, courtesy VAI Vorarlberger Architektur Institut

Architects of Liberation: Modernism in Western Africa 

Curata da Martino Stierli e Ikem Stanley Okoye, la mostra è la prima grande indagine sull’architettura modernista in Africa occidentale tra fine anni ’50 e primi ’80, nel contesto delle indipendenze politiche. Attraverso circa 450 materiali tra disegni, modelli e fotografie d’archivio, il percorso attraversa sette paesi e temi come città, educazione e abitare. Il modernismo viene rilettura come strumento di costruzione identitaria post-coloniale, tra pan-africanismo e africanizzazione. 
Dove: New York, MoMA
Quando: 5 luglio 2026 – 2 gennaio 2027

MOMA 1 – Banque Ouest Africaine de Développement (BOAD), Lomé, Togo - Guy Durand, Yves Ménard e Messan Raphaël Ekoué-Hagbonon - Ph. François-Xavier Gbré

MOMA 1 – Banque Ouest Africaine de Développement (BOAD), Lomé, Togo - Guy Durand, Yves Ménard e Messan Raphaël Ekoué-Hagbonon - Ph. François-Xavier Gbré

Heritage in Resistance – From Timbuktu to Odesa 

La mostra esplora il patrimonio architettonico in contesti di crisi e ricostruzione. Attraverso casi studio da Timbuktu a Odessa, il progetto riflette sul ruolo dell’architettura come forma di resistenza culturale e politica. Attraverso mappe, testi, modelli, fotografie, video, opere d’arte e ricostruzioni digitali, la mostra si articola in tre sezioni tematiche: Cancellare, Resistere e Restaurare. Invita i visitatori a considerare il patrimonio non solo come insieme di oggetti materiali, ma anche come ambienti vivi, memoria e relazioni sociali. Al centro, la domanda su come immaginare il futuro dopo la distruzione. 
Dove: Parigi, Cité de l’Architecture et du Patrimoine
Quando: fino al 3 gennaio 2026 

Heritage in Resistance – From Timbuktu to Odesa, Parigi, Cité de l’Architecture et du Patrimoine - ©Didier Plowy

Heritage in Resistance – From Timbuktu to Odesa, Parigi, Cité de l’Architecture et du Patrimoine - ©Didier Plowy

Soup is Life 

Diretta da Natsumi Toyama, la mostra utilizza la zuppa come dispositivo per indagare le origini di cibo, abbigliamento e abitare, intesi come sistemi che “avvolgono” il corpo. Attraverso ingredienti, calore, contenitori e atmosfera, Soup is Life mette in relazione ambiente interno ed esterno, memoria e percezione sensoriale. Il gesto minimo del cucinare diventa così una lente per leggere le infrastrutture invisibili della vita quotidiana contemporanea.
Dove: Tokyo, 21_21 Design Sight
Quando: fino al 9 agosto 2026 

SOUP IS LIFE - Nao Tsuda, Grassland Tears, Omotedate #1 - ©Nao Tsuda courtesy Taka Ishii Gallery Photography Film

SOUP IS LIFE - Nao Tsuda, Grassland Tears, Omotedate #1 - ©Nao Tsuda courtesy Taka Ishii Gallery Photography Film

Wenche Selmer. What Can You Live Without? 

La mostra dedicata a Wenche Selmer presenta la sua architettura essenziale, sviluppata insieme a Jens Selmer, come ricerca di una vita ricca basata su mezzi semplici. Al centro, la “cabin” norvegese: frugale, funzionale e profondamente integrata nel paesaggio. Attraverso studi del contesto e del costruire locale, Selmer elabora un linguaggio moderno e poetico, fondato sulla domanda “che cosa si può davvero fare senza?”, oggi riletta come critica all’espansione edilizia e alla trasformazione del territorio naturale.
Dove: Oslo, National Museum
Quando: fino al 4 ottobre 2026

Wenche Selmer. What Can You Live Without? - Wenche and Jens Selmer, Summer House on Fjelldalsøy Fjelldals island, 1960. - Ph. Max Creasy, 2025

Wenche Selmer. What Can You Live Without? - Wenche and Jens Selmer, Summer House on Fjelldalsøy Fjelldals island, 1960. - Ph. Max Creasy, 2025

Terra Crua 

Curata da Madalena Vidigal, la mostra affronta la terra cruda come materiale di costruzione contemporaneo, tra risorsa locale, sapere tecnico e pratica circolare. A partire dal suolo come “archivio vivo”, il percorso riunisce prototipi, casi studio e sperimentazioni che riutilizzano terre di scavo nei cantieri di Lisbona. Ne emerge una riflessione sull’architettura come pratica radicata nel territorio e nelle sue trasformazioni materiali. 
Dove: Lisboa, MAC/CCB – Centro de Arquitetura
Quando: fino al 11 ottobre 2026 

Terra Crua, Lisboa, MAC/CCB – Centro de Arquitetura - Ph. NunoVasconcelos

Terra Crua, Lisboa, MAC/CCB – Centro de Arquitetura - Ph. NunoVasconcelos

30 giugno 2026
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