La storia di un’azienda pioniera dell’arredo in vetro. Un racconto di trasparenze, luce e materia. E una mostra per celebrare l’anniversario tra memoria, innovazione, nuovi linguaggi e mete progettuali
Design longevity, il progetto ai tempi della silver economy
Slalom, Salone del Mobile.Milano 2026
Le nostre società, si sa, cambiano ed evolvono in base a necessità più o meno latenti, e se in parallelo il design fa proprie queste evoluzioni accompagnandole e dandogli forma, ecco che la crescita dell’età media e dell’aspettativa di vita è un tema urgente che il design deve abbracciare e affrontare
In Italia, uno dei Paesi più longevi al mondo, l'aspettativa di vita supera gli 84 anni e quasi un cittadino su quattro ha più di 65 anni. Mentre il tasso di natalità continua a diminuire, la longevità non è più soltanto una questione anagrafica o sanitaria, ma una condizione culturale destinata a ridefinire gli spazi dell'abitare. In questo scenario emerge con forza il tema della silver economy: un ecosistema economico e progettuale che guarda a una popolazione più adulta, attiva e longeva non come categoria marginale, ma come nuovo centro della società contemporanea.
Al Salone del Mobile.Milano 2026 questo cambio di paradigma si è manifestato in modo trasversale, attraverso prodotti, tecnologie e ambienti che mettono al centro la qualità della vita nel lungo periodo. Il design è chiamato a rispondere a questa trasformazione non attraverso soluzioni medicalizzanti o esclusivamente assistive, ma ripensando comfort, ergonomia, benessere ambientale e flessibilità dell'abitare.
Tra i casi più evidenti c'è Technogym, che ha consolidato una visione in cui il movimento entra stabilmente nello spazio domestico: non più attrezzi relegati alla palestra, ma sistemi integrati nell'architettura della casa, pensati per accompagnare salute e invecchiamento attivo. B&B Italia lavora invece su sedute ergonomiche e ambienti fluidi, adattabili a esigenze diverse nel tempo. Nel mondo cucina e bagno, aziende come Scavolini e antoniolupi integrano logiche di accessibilità invisibile: superfici intuitive, sistemi automatizzati, soluzioni che semplificano l'interazione quotidiana senza assumere un linguaggio clinico. Parallelamente, cresce l'attenzione verso il comfort acustico: Caimi Brevetti e Slalom portano soluzioni fonoassorbenti che agiscono non solo sulla performance tecnica, ma anche sulla percezione del benessere psicofisico.
Non è un caso che proprio Milano sia diventata anche sede del Milan Longevity Summit, che si è svolta all'Allianz MiCo dal 20 al 23 maggio 2026. La piattaforma ha riunito oltre 250 speaker internazionali, tra premi Nobel, founder e policy maker, attorno a una visione che il Summit chiama "One Health": la longevità declinata attraverso dodici settori interconnessi, dalla salute ai sistemi alimentari, dalle città intelligenti alla finanza. Tra i temi centrali, il rapporto tra ambienti costruiti e benessere urbano, gli stessi temi su cui si muovono design e architettura d'interni e Milano, con il suo doppio ruolo di capitale del design e laboratorio della longevità, si candida a diventare un modello internazionale per immaginare il futuro dell'abitare.
A questo si aggiunge un ulteriore livello cioè quello della tecnologia. L'IoT applicato alla casa, sensori ambientali, luci circadiane adattive, monitoraggio della qualità del sonno, sta rendendo possibile un'abitazione che anticipa i bisogni dei suoi abitanti invece di limitarsi a rispondervi. Ma il salto più radicale viene dalla robotica umanoide: realtà come 1X Technologies stanno portando sul mercato assistenti come NEO, robot domestici capaci di svolgere faccende quotidiane in modo autonomo e sicuro, con un design volutamente morbido e non minaccioso. Non per sostituire la presenza umana, ma per estendere l'autonomia delle persone nel proprio ambiente di vita il più a lungo possibile.
La sfida del design, in questo scenario, è integrare tutto questo senza spezzare l'equilibrio estetico ed emotivo dell'abitare, IoT e robotica possono diventare invisibili, un'infrastruttura silenziosa che agisce in background. Questo è quello che si è visto nei migliori progetti del Salone del Mobile 2026, prodotti che supportano senza mostrarsi, che assistono senza medicalizzare. La convergenza tra design, tecnologia e longevità non è più una prospettiva futura, è già in corso, e Milano ne è oggi uno dei principali laboratori a livello mondiale.



