La storia di un’azienda icona del design internazionale. Un intreccio di idee, visioni e sperimentazioni. Oltre le tendenze, oltre le mode, oltre il presente. Nel nome di una precisa cultura progettuale
Arper, Paravan, design Lievore Altherr
Dalle scrivanie flessibili ai booth acustici: una selezione di progetti per ripensare lo spazio di lavoro
L’ufficio deve essere un luogo piacevole: uno spazio in cui lavorare bene, con concentrazione e senso, ma anche in armonia con gli altri. Nell’open space questa è una sfida tutt’altro che semplice. La privacy e la flessibilità sono fondamentali per evitare che la condivisione dello spazio si trasformi in una dinamica di controllo permanente, fatta di rumori, distrazioni e occhi sempre addosso. Un buon progetto dovrebbe fare il contrario: permettere di stare insieme senza essere necessariamente esposti.
La luce è fondamentale, a partire da quella naturale, da accompagnare con un’illuminazione puntuale sulla scrivania e con lampade d’ambiente capaci di modificare il tono dello spazio. Altrettanto importante è il benessere acustico: pareti divisorie leggere e pannelli fonoassorbenti possono creare vere e proprie “stanze nella stanza”, mentre i booth insonorizzati permettono di isolarsi per una call o una riunione quando serve.
Poi c’è il corpo, che troppo spesso nell’ufficio contemporaneo sembra avere un ruolo secondario. L’ergonomia è tutto, a cominciare dalle sedie, ma anche la possibilità di cambiare postura, fare movimento, riposarsi. La siesta, del resto, è ormai sdoganata: in alcune aziende dieci o venti minuti di sonno possono bastare per recuperare energie e concentrazione. Perché allora non prevedere divani e chaise longue in cui farlo? E magari uno spazio per lo stretching: dieci minuti di esercizi possono essere più utili di quanto siamo abituati a pensare.
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Anche mangiare e stare insieme fanno parte della qualità della vita in ufficio. Una cucina, un frigorifero per il pranzo portato da casa, una macchina del caffè possono trasformare una pausa in un momento di relazione; persino un aperitivo improvvisato può avere più senso di un’altra riunione in calendario. Un tappeto, infine, aggiunge calore e quella sensazione di spazio confortevole che non dovrebbe mai mancare. L’ufficio non vuole sostituire la casa, ma per molti è ormai la seconda casa. Rendiamolo allora il più possibile stimolante e capace di favorire dinamiche interpersonali fruttuose e rispettose. Anche attraverso gli oggetti.
Scrivania — Diemmebi, Slim, design Angelo Pinaffo
Slim di Diemmebi è una scrivania che non pretende di decidere una volta per tutte come debba essere organizzato il lavoro. Slim di Diemmebi, disegnata da Angelo Pinaffo, nasce proprio con questa idea: la struttura metallica permette di affiancare e configurare più tavoli secondo esigenze diverse, mentre le ruote con freno ne facilitano lo spostamento. Il piano ribaltabile aggiunge ulteriore flessibilità, rendendola adatta anche a meeting, aule e ambienti multifunzionali.
Pannelli acustici — Arper, Paravan, design Lievore Altherr
Nell’open space il silenzio è diventato una materia progettuale. Paravan di Arper, disegnato da Lievore Altherr, lavora proprio su questo confine: pannelli fonoassorbenti che separano senza interrompere completamente la continuità dello spazio. I pannelli fonoassorbenti possono comporre configurazioni lineari, angolari, curve o circolari, creando zone più raccolte e protette. Al sistema si possono aggiungere mensole, lavagne e organizer, trasformando la parete in un vero elemento operativo.
Sedia — Quinti, The Season Net, design Alegre Design
Passiamo gran parte della giornata seduti, eppure la sedia da ufficio è ancora troppo spesso considerata un accessorio. The Season Net di Quinti parte invece dal corpo: una membrana continua riveste seduta e schienale, mentre la struttura tubolare e i braccioli in alluminio completano un sistema pensato per il comfort prolungato. Una presenza leggera, dove l’ergonomia non ha bisogno di esibire la propria complessità.
Meeting table — MIDJ, Organic, design Franco Poli
Per un tavolo riunioni non serve necessariamente una geometria rigida. Organic di MIDJ, disegnato da Franco Poli, porta nell’ambiente di lavoro forme fluide e asimmetriche ispirate alla natura. Il grande piano da 300 × 130 cm si abbina a un basamento centrale, disponibile in cemento spatolato a mano o metallo, mentre il piano può essere in cemento o marmo. Un tavolo importante, ma dall’estetica sorprendentemente morbida.
Meeting chairs — Fora Form, BUD
Attorno a un tavolo di lavoro anche la sedia può contribuire a rendere l’atmosfera più informale. BUD di Fora Form, disegnata da Skogstad & Wærnes, ha una presenza giocosa e un carattere quasi domestico. Lo schienale basso e arrotondato favorisce il contatto tra le persone, mentre i braccioli sostengono le braccia durante il lavoro al computer. Disponibile con diverse basi e rivestimenti, può essere configurata anche per ambienti meeting più dinamici.
Parete attrezzata — Fantoni, Framework 2.0
Framework 2.0 di Fantoni tratta il contenimento come una parte dell’architettura. Locker, contenitori, postazioni, elementi divisori e fioriere entrano in un sistema modulare che può essere composto e ricomposto nel tempo. Non un fondale immobile, dunque, ma una struttura aperta alle trasformazioni dell’ufficio, pensato per organizzare lo spazio senza irrigidirlo, con componenti facilmente riconfigurabili e materiali progettati pensando anche al fine vita.
Pareti divisorie — Dooor
Il sistema di Dooor lavora sulla separazione in modo radicalmente leggero: strutture curve, sottili e quasi immateriali che delimitano gli ambienti senza costruire barriere pesanti. Una soluzione particolarmente interessante per l’open space: le superfici possono suggerire stanze, percorsi e zone di privacy mantenendo fluida la percezione dello spazio.
Booth — Fantoni, Acoustic Room
Telefonate, videocall, riunioni: nell’open space non tutto può essere condiviso e non tutto vuole essere ascoltato. Acoustic Room di Fantoni crea ambienti protetti all’interno dello spazio comune, con cinque configurazioni dimensionali, dalla postazione individuale fino alla sala riunioni. Una vera e propria stanza nella stanza, pensata per ridurre le interferenze e permettere di concentrarsi quando il resto dell’ufficio continua a vivere.
Lampada a sospensione — Artemide, Dusk, design BIG
La luce cambia con la giornata, e anche l’ufficio dovrebbe poterlo fare. Dusk di Artemide, progettata da BIG – Bjarke Ingels Group, è una sospensione disponibile in tre lunghezze, da uno a tre metri, con temperatura di colore regolabile tra 1800 e 4000 K. Una variazione apparentemente sottile, ma capace di accompagnare il passaggio dalla concentrazione alla pausa, dalla luce operativa a un’atmosfera più morbida.
Lampada da tavolo — Davide Groppi, Ribbon, design Maurici Ginés
Sembra quasi un tratto disegnato nell’aria: Ribbon di Davide Groppi porta la luce sulla scrivania con un gesto essenziale che diventa un segno grafico nella stanza. Disegnata da Maurici Ginés nel 2024, ha bracci in alluminio nero opaco collegati da un tubo in silicone e snodi che permettono di orientare la luce. L’accensione e la regolazione sono touch, mentre l’alimentazione passa attraverso USB-C. Una piccola architettura luminosa per il piano di lavoro.
Exercise — Technogym, Reform
Se il corpo passa gran parte della giornata seduto, l’ufficio può diventare anche il luogo in cui interrompere questa immobilità. Technogym Reform porta il Pilates nell’ambiente di lavoro attraverso un reformer pensato per allenare forza, mobilità e controllo. Inserito in uno spazio aziendale, diventa un invito molto concreto a interrompere la sedentarietà: perché una pausa non deve necessariamente significare un’altra sedia, solo in un’altra stanza.
Divano — Visionnaire, Bomber, design Alessandro La Spada
Bomber di Visionnaire, disegnato da Alessandro La Spada, non è un divano che cerca di passare inosservato. Volumi generosi, superfici morbide e camere imbottite costruiscono una presenza quasi scultorea, sostenuta da una struttura in legno e da una seduta con Memory Foam®. Perfetto per una lounge, una zona d’attesa o una conversazione informale, porta nell’ufficio una certa idea di comfort che serve a cambiare ritmo e concedersi una pausa lontano dalla scrivania.
Tappeto — Nanimarquina, Lucia Eames Sunbirds
Lucia Eames Sunbirds di Nanimarquina nasce dall’osservazione della natura e la traduce in un disegno fatto di segni organici, quasi calligrafici. Realizzato in juta intrecciata e cucita a mano, ha una superficie materica e un carattere grafico deciso. Più che riempire un pavimento, il tappeto costruisce una soglia visiva: delimita un’area, ne cambia il ritmo e introduce una nota di calore inatteso nel paesaggio dell’ufficio. E magari invita a toglierci le scarpe…
Chaise longue — Desalto, Roller, design Francesco Rota
Roller di Desalto, disegnata da Francesco Rota, nasce da un gioco di geometrie. La collezione scompone la seduta in elementi cilindrici e ovali imbottiti, combinati per creare divani, poltrone, pouf e chaise longue che richiamano le linee di Joe Colombo. La versione lounge invita a cambiare postura e a prendersi una pausa, o una siesta, ma con una forma abbastanza precisa da essere anche un elemento d’arredo.
Pouf — Potocco, Jade, design Hanne Willmann
Il pouf è uno degli elementi più semplici per rendere flessibile un ambiente di lavoro: si sposta, crea una seduta aggiuntiva e permette di costruire piccoli luoghi di incontro informale. Jade di Potocco, disegnata da Hanne Willmann, appartiene a un sistema di divani e tavolini dalle forme morbide e organiche. Le linee sinuose portano nell’ufficio un linguaggio più intimo, senza rinunciare a una precisa identità progettuale.
Cucina — Very Simple Kitchen, A Island
Perché l’ufficio dovrebbe avere una cucina anonima? L’isola di Very Simple Kitchen trasforma la pausa pranzo in un momento realmente condiviso. Il sistema modulare e autoportante, realizzato in acciaio riciclato e inox, può integrare piano cottura, lavello, elettrodomestici, contenimento e area snack. Più che una cucina separata, è un vero hub sociale: un punto attorno a cui incontrarsi, preparare qualcosa o improvvisare un aperitivo.
Frigorifero — Smeg, FAB10
Un piccolo frigorifero può cambiare completamente il modo in cui si vive la pausa pranzo in ufficio. FAB10 di Smeg porta nello spazio di lavoro l’estetica bombata degli anni Cinquanta, con una finitura lucida che aggiunge una nota cromatica decisa. Compatto ma capiente, offre 135 litri di volume utile, illuminazione interna a LED e un allestimento pensato anche per conservare bottiglie e bevande.
Macchina da caffè — Bosch, Styline TKA8013
La pausa caffè è uno dei pochi rituali capaci di interrompere spontaneamente la giornata di lavoro. La macchina da caffè americano Styline di Bosch prepara fino a 10-15 tazze e dispone di una caraffa in vetro da 1,4 litri. Il serbatoio removibile e il portafiltro estraibile semplificano l’utilizzo, mentre lo spegnimento automatico dopo 40 minuti evita consumi inutili.
Carta da parati — Wall/Pepper, Fresche Frasche
Una parete può diventare un giardino, almeno visivamente. Fresche Frasche di Wall/Pepper porta sulle superfici un paesaggio vegetale leggero e mosso, fatto di rami, foglie e colori naturali. Il disegno introduce una componente decorativa forte senza ricorrere a opere o arredi ingombranti, e può bastare a cambiare la gerarchia di una stanza
Appendiabiti — Segis, Ellipse, design Bartoli Design
Ellipse di Segis, design Bartoli Design, risolve con un unico gesto l’organizzazione dell’ingresso. La struttura verticale in tubo di alluminio integra appendiabiti, portaombrelli e una vaschetta estraibile, sostenuti da una base in pressofusione. È un oggetto funzionale ma tutt’altro che anonimo: il tipo di dettaglio che stabilisce il tono di un ambiente ancora prima che inizi la giornata di lavoro.



