Per anni le riviste hanno cercato il modo di diventare qualcos’altro. Sono diventate siti, newsletter, account Instagram e, infine, podcast. The Grand Tourist ha percorso la strada opposta. È partito da una voce ed è arrivato alla carta
Stalk Tree-hugger Bar, Giacarta, design RAD+ar (Research Artistic Design + architecture)
Principale porta d’accesso allo stato insulare dell’Indonesia, nonché sua capitale, Giacarta è una delle più grandi megalopoli del mondo; è sede di un porto commerciale strategico per l’intero quadrante asiatico
Sebbene forse Giacarta non sia la prima città indonesiana a venire in mente, analizzandola con la lente dell’architettura rivela indirizzi inattesi: tra spazi pubblici che dimostrano le potenzialità della plastica riciclata, interni d’autore sinonimo ospitalità di alto livello, e audaci progetti di apprezzate firme internazionali. Un esempio? La scultorea Intiland Tower disegnata negli anni Ottanta dall’architetto statunitense Paul Rudolph e considerata per le sue strategie di ventilazione naturale e la presenza di piante un esempio ante litteram di “grattacielo green”.
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Lattice Creative Garden - Creative Compound, Giacarta, design RAD+ar (Research Artistic Design + architecture)
La Giacarta contemporanea dello studio RAD+ar (Research Artistic Design + architecture)
Impiegare come matrice per un itinerario a Giacarta i progetti di spazi pubblici e per la ristorazione dello studio locale RAD+ar restituisce una delle direzioni seguite dall’architettura contemporanea a queste latitudini. Acronimo di Research Artistic Design + architecture e attiva nei principali ambiti della professione architettonica, questa realtà con sedi a Bali e nella capitale indonesiana si sta facendo notare con progetti come il Lattice Creative Garden - Creative Compound, ultimato in città nel 2025 nel denso distretto degli affari. Oltre a rappresentare un esempio di architettura parametrica, l’edificio commerciale dispone di un rivestimento ondulato scandito da oltre 16mila pannelli: sono stati realizzati con 4.800 kg di plastica riciclata. Se da una parte questa fluttuante opera concepita attorno agli alberi esistenti rimanda al principio della struttura a reticolo, ovvero a una radicata a tradizione architettonica per la regolazione del clima tropicale, dall’altro vuole lanciare un messaggio: i 7 milioni di tonnellate di plastica di cui ogni anno l’Indonesia non si occupa potrebbe diventare una risorsa per sperimentazione e riuso. Si resta a Giacarta anche per i bar-ristoranti Stalk, the Tree Hugger e Tanatap Canopy Garden, progettati anch’essi da RAD+ar: nel primo, attorno a cinque alberi preesistenti alti 30 metri, prende forma una dinamica struttura a ritmata da membrane tese e passerelle; nel secondo gli ospiti hanno a disposizione audaci sedute sulla copertura, per un cocktail o una pausa sospesi sopra al giardino.
Tanatap Canopy Garden Café and Restaurant, Giacarta, design RAD+ar (Research Artistic Design + architecture)
Musei a Giacarta? Tappa al Museum Macam
Nella capitale indonesiana non mancano musei, moschee, mercati e siti di interesse storico da visitare nel corso di un soggiorno. Sul fronte dell’arte contemporanea, si possono segnalare l’Art: 1 New Museum, che dal 2009 si è insediato negli spazi un tempo usati da una galleria d'arte privata, e soprattutto il Museum of Modern and Contemporary Art in Nusantara. Noto anche come Museum Macam e prossimo al decennale nel 2027, è stato istituito dalla Yayasan Museum MACAN, una fondazione senza scopo di lucro promossa dai collezionisti HaryantoAdikoesoemo e Sintawati Ongkowijoyo. Ospita regolarmente mostre che monitorano la scena artistica locale, oltre a talk e altri appuntamenti culturali.
Stalk Tree-hugger Bar, Giacarta, design RAD+ar (Research Artistic Design + architecture)
Un’ode all'artigianato tradizionale indonesiano nel Park Hyatt Jakarta
Progettato dallo studio di architettura e interior design di fama internazionale Conran and Partners, con sedi a Londra e Hong Kong, il Park Hyatt Jakarta ha segnato nel 2022 il debutto del brand dell’hotellerie di lusso nello stato indonesiano. Distribuito su 19 piani della Park Tower (un grattacielo nel distretto finanziario e diplomatico di Menteng), l’hotel dispone di 222 tra camere e suite, oltre a un’ampia gamma di ristoranti e bar, aree wellness, sauna, spa, piscina all'aperto, centro fitness, spazi per eventi e ricevimenti, un ristorante con bar panoramico nell’ultimo livello. La volontà dei progettisti è stata quella di porsi in ascolto delle eccellenze dell’articolato territorio indonesiano. “Il nostro concept per il Park Hyatt Jakarta mira a portare in città parte della bellezza e della varietà dell'Indonesia, valorizzando la natura, le risorse naturali e l'artigianato locale, ma elevandoli agli standard di un hotel sofisticato. Gli ospiti del Park Hyatt Jakarta potrebbero non spingersi oltre nella scoperta dell'Indonesia; tuttavia, anche se dovessero farlo, questo hotel rappresenterà il loro punto di partenza. Attraverso il nostro concept, volevamo offrire agli ospiti un primo assaggio non solo della città, ma dell'intero Paese, fornendo loro una base elegante da cui partire per le proprie esplorazioni” ha spiegato l’architetta e interior designer Tina Norden, Principal di Conran and Partners. Un approccio che si riflette nella dichiarata scelta di ispirarsi alle foreste pluviali indonesiane, nel ricorso a legni e materiali autoctoni, ad arredi e accessori selezionati presso fornitori locali. Tra dettagli in pietra lavica o legno intagliato, motivi tessili ikat, non manca neppure la componente artistica, con installazioni, opere d’arte e perfino tipici gioielli indonesiani esposti nelle camere.
Park Hyatt Jakarta, design Conran and Partners
Da OMA a MVRDV: Giacarta come sarebbe potuta essere
Negli ultimi decenni, le maggiori città del quadrante asiatico sono state oggetto di concorsi di progettazione o di studi su specifici quartieri redatti anche da importanti studi di architettura internazionali. Giacarta inclusa. A partire dal 2004 la città ha intrapreso un percorso a trazione pubblico-privata finalizzato alla rivitalizzazione del quartiere storico Kota Tua (anche noto come Old Batavia). Si tratta di un’area contraddistinta da alcuni musei, siti di interesse collettivo e soprattutto da un tessuto architettonico in prevalente stile olandese: risalenti in larga parte al XVII secolo, con il passare degli anni gli edifici che lo compongono hanno conosciuto situazioni di degrado e periodi di abbandono. Nel 2014, lo studio OMA è stato invitato a collaborare (insieme ad architetti locali) all’iniziativa Jakarta Old Town Reborn: Projects for the City. Dopo aver evidenziato alcune carenze strutturali che avevano concorso nel tempo alla condizione di declino, OMA ha messo a punto una strategia per questa zona – annoverata tra i must see locali. Comprendeva una pluralità di “interventi leggeri”, condotti nella piccola scala anziché su vaste porzioni, con innesti anche in contrasto con la preesistenza. Una modalità suggerita per tenersi a distanza dal rischio di tramutare questa eredità architettonica in un “parco a tema” per i soli turisti. Risale, infine, al 2014, il progetto (rimasto su carta) della cosiddetta “giungla lussureggiante circondata dall’oceano”. Al secolo Peruri 88, era il complesso a uso misto con una superficie di 360000 mq disegnato dallo studio MVRDV su incarico di Wijiya Karya - Benhill Property. In un isolato precedentemente occupato dalla Zecca di Stato, sarebbero dovuto sorgere “blocchi urbani sovrapposti”, con varie tipologie di abitazioni e uffici, ciascuno corredato da giardini pensili. Nella svettante torre, un hotel di lusso avrebbe occupato dal 44° all'86° piano; sull'88° e ultimo livello spazio a un ristorante panoramico e a una piattaforma di osservazione.



