Neuroscienza e architettura: parola a Lombardini22

salonemilano, lombardini22

Neuroscience Experiment, Lombardini22

Il gruppo leader nello scenario italiano dell’architettura e dell’ingegneria racconta il percorso di re-design dell'edizione numero 62 della Manifestazione, mettendo al centro del progetto visitatori e aziende espositrici

È partito dall’ascolto delle esigenze degli utenti il nuovo progetto di ridistribuzione dei padiglioni per il Salone del Mobile.Milano 2024, in programma dal 16 al 21 aprile negli spazi di Fiera Milano Rho. L’obiettivo è stato quello di migliorare l’esperienza di visita e la fruibilità degli spazi. Tutto questo grazie alla rinnovata sinergia con Lombardini22, gruppo leader nello scenario italiano dell’architettura e dell’ingegneria, che si è avvalso delle neuroscienze e ha avviato una serie di test in 3D per analizzare i comportamenti emotivi e inconsci di coloro che percorrono padiglioni e stand. Uno dei temi focali di questa edizione è il concetto di “sorprendenza” neologismo introdotto dal Direttore Generale di Lombardini22, Juri Franzosi, con cui intende l’incontro di mondi apparentemente distanti in grado di creare un effetto di stupore e meraviglia. Sono proprio l’unione delle differenze, la multidisciplinarità, la contaminazione e l’attitudine all’evoluzione, a generare nuove risposte a esigenze reali.

In che modo due discipline come neuroscienze e architettura possono incontrarsi sullo stesso tavolo? 

Le neuroscienze e l’architettura sono due discipline che si arricchiscono vicendevolmente. Semplificando, possiamo dire che il processo integrato tra architettura e neuroscienza si articola in 4 fasi:  

1. Brief 
i principi neuroscientifici riguardo agli effetti che lo spazio ha sulle persone si aggiungono a quelli architettonici, fornendo suggestioni progettuali specifiche per un brief integrato e neuroscience driven. 

2. Verifica scientifica in itinere 
durante la fase di design si effettua una verifica scientifica delle scelte progettuali adottate, immergendo un campione di soggetti in realtà virtuale monitorando le loro reazioni neuropsicologiche, come successo per il Salone del Mobile 2024.  

3. Aggiornamento del progetto 
attraverso un processo iterativo, sulla base dei risultati degli esperimenti condotti in fase due, si apportano modifiche e miglioramenti al progetto. 

4. Verifica scientifica finale 
quando il progetto è realizzato, si ripetono gli esperimenti condotti in fase due nel mondo reale, andando a verificare che gli obiettivi condivisi in fase di brief siano stati raggiunti. 

Il valore aggiunto del nostro processo progettuale, infatti, è dato dalle prospettive diverse con cui ogni progetto viene guardato. Così, per il Salone del Mobile 2024, abbiamo da subito individuato gli obiettivi sperimentali specifici e una strategia che ci ha portato, ad esempio, a migliorare l’esperienza di visita all’interno dei padiglioni. Come? analizzando le reazioni emotive e inconsce delle persone che percorrono e abitano padiglioni e stand.  

Attraverso il nostro processo integrato tra architettura e neuroscienza abbiamo potuto progettare un nuovo modello di fiera, più facile nell’orientamento e nella fruizione, con percorsi, piazze, luoghi di sosta e di quiete, spazi d’incontro, che ci fanno impiegare meno tempo, meno sforzo cognitivo e con una visione più completa degli stand. 

Come state verificando l’efficacia delle vostre scelte?

Abbiamo condotto un esperimento neuroscientifico – in collaborazione con MySpace Lab, centro di ricerca in neuroscienze che studia come il nostro cervello costruisce una rappresentazione del corpo nello spazio - per misurare quantitativamente l’esperienza dei visitatori (che solitamente non è misurabile con dei numeri o parametri oggettivi). L’esperimento è diviso in due fasi, una virtuale durante il processo di progettazione, e una nella fiera reale durante la manifestazione. La prima fase si è svolta a dicembre nel nostro studio. Abbiamo allestito un laboratorio di sperimentazione neuroscientifica in cui i soggetti selezionati hanno potuto navigare il modello virtuale di due padiglioni della fiera, uno con layout tradizionale e uno con layout di EuroCucina 2024 progettato da noi. Le valutazioni sono state elaborate attraverso questionari per misurare l’esperienza soggettiva percepita e per la facilità di navigazione e la memorizzazione dell’esperienza. La seconda fase di lavoro sarà costituita da una ricerca sul campo che si propone di dimostrare i benefici percepiti e vissuti dai visitatori nel mondo reale. Per farlo verrà coinvolto un altro gruppo di partecipanti (almeno un centinaio) durante la visita al Salone del Mobile, cui verranno proposti i test sviluppati nella fase 1. Attraverso sensori portabili, sarà possibile misurare diversi parametri fisiologici e ricostruire i pattern di esplorazione degli ambienti, per realizzare delle mappe di navigazione e metterle in relazione ai parametri dell’esperienza soggettiva e implicita misurati. Lombardini22 svilupperà infine un report in cui verranno illustrati i dati relativi alle variazioni della qualità dell’esperienza dei visitatori del nuovo layout, in confronto a un layout “tradizionale”. 

Le neuroscienze rappresentano un abilitatore per migliorare la progettazione degli spazi e percorsi più sostenibili in termini di esperienza per il visitatore?

Le neuroscienze ci aiutano a valutare l’esperienza delle persone che vivono e interagiscono nello spazio, focalizzandosi sul benessere della persona e sulla qualità degli ambienti. E per quanto riguarda i risultati della prima fase, mettendo a confronto l’esperienza del layout tradizionale e l’esperienza del nuovo layout di Eurocucina a di ogni soggetto, abbiamo ottenuto importanti risultati:  

1. Tempo di percorrenza: -10% 
Il visitatore ha risparmiato il 10% di tempo per visitare lo stesso numero di stand; 

2. Orientamento: +15% 
Il visitatore ha raggiunto le mete desiderate all’interno del padiglione più facilmente, con capacità di orientamento migliori del 15%; 

3. Memorabilità: +50% 
Il visitatore si è ricordato il 50% in più degli stand presenti nel modello; 

4. Stress e carico cognitivo: + onde alpha 
L’attività cerebrale registrata tramite elettroencefalografia mostra un aumento delle onde alpha, in particolare dalle aree posteriori e sensoriali del cervello, il che suggerisce un minor carico di informazioni. In concreto il design - ispirandosi alla conformazione degli spazi “naturali” - ha reso la visita meno stancante, e ha permesso ai partecipanti avere più energie mentali per poter vivere al meglio i contenuti della fiera. 

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Neuroscience Experiment, Lombardini22

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Neuroscience Experiment, Lombardini22

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Salone del mobile Salone del mobile
Che relazione esiste tra spazi ed emozioni? Gli spazi sono in grado di influenzare lo stato emotivo?

La percezione dello spazio con le sue componenti architettoniche influenza lo stato emotivo delle persone che lo abitano. Per indagare questo tema, Lombardini22 conduce da molti anni ricerche al riguardo con diversi centri di ricerca. Oltre a MySpace Lab, con cui si collabora per questo progetto, dal 2019 si è avviata una ricerca con Cnr-In (Consiglio Nazionale delle Ricerche, istituto di Neuroscienze) con cui è stato dimostrato ad esempio che ci sono delle architetture che valutiamo più rilassanti ed altre che ci trasmettono uno stato di tensione. Ricerche in campo neuroscientifico dimostrano che le emozioni, generate dal cervello, ma vissute da tutto il corpo, innescano cambiamenti comportamentali. D’altra parte le emozioni contribuiscono alla nostra regolazione biologica, permettendo al corpo di adattarsi e di modificare i propri comportamenti in base ai cambiamenti ambientali e per garantire la nostra sopravvivenza. Il cervello e il corpo rispondono continuamente ai cambiamenti ambientali, dai riflessi di base fino alle emozioni più complesse, con una regolazione fisiologica che spesso non viene notata fino a quando non si analizza quantitativamente attraverso sensori di monitoraggio. Dopo aver compreso questa forte connessione tra emozioni e corpo, pensiamo che noi come esseri umani facciamo costantemente esperienza dello spazio in cui siamo perennemente immersi, proprio attraverso il nostro corpo. A partire dall’ambiente e dalle sue componenti architettoniche, i nostri sensi ricevono costantemente informazioni che vengono trasformate in stimoli, i quali dopo diversi processi di percezione e livelli di elaborazione cognitiva, si trasformano in interpretazioni della realtà soggettive e personali, che a loro volta si trasformano in risposte diverse del cervello e del corpo. In questo modo l’architettura influenza il nostro stato d’animo e di conseguenza il nostro comportamento, le nostre capacità cognitive fino alle interazioni sociali.  

Quale metodo andrete a utilizzare per creare maggiore armonia tra gli spazi della manifestazione e le necessità degli espositori e visitatori?

Grazie all’attitudine basata sull’ascolto e al know how del nostro team multidisciplinare, abbiamo supportato il Salone nel suo percorso di continua evoluzione e rinnovamento. Quest’anno abbiamo inserito nel progetto il fattore sorprendenza: l’effetto che provoca l’unione di fattori, mondi e saperi che, pur esistendo, non sono mai stati combinati tra loro. Fattori che, messi in relazione con l’ecosistema esistente, generano nuovi approcci al progetto e nuove risposte concrete a esigenze reali.  

Tra le altre, citiamo 3 soluzioni progettuali essenziali: una fuga prospettica capace di offrire ai visitatori sempre qualcosa di interessante, spazi pubblici di quiete e tempi di percorrenza dimezzati. L'obiettivo è garantire la stessa qualità di esperienza al visitatore dall'inizio alla fine della giornata, puntando al superamento della mera esposizione fieristica a favore della creazione di veri e propri luoghi di esperienza e di relazione. 

11 marzo 2024
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