Il nuovo Presidente Vincenzo Trione e la Direttrice Generale Carla Morogallo hanno presentato le linee strategiche per il prossimo quadriennio. Nel nuovo assetto figura l'introduzione della carica di Direttore creativo, affidata a Michele De Lucchi, che assume anche il ruolo di responsabile del Museo del Design Italiano di Triennale
Fare rigenerazione urbana in Italia. Storie, prospettive, progetti
Ex deposito ATAC nel quartiere Prati-Delle Vittorie, Roma - Progetto Stefano Boeri Architetti
Cosa può fare la rigenerazione urbana nello stratificato tessuto urbano italiano? In quale modo le pratiche di rigenerazione possono contribuire a riqualificare città e quartieri, riattivando il patrimonio esistente spesso in condizioni di disuso o abbandono? Un’overview
Non estranea a usi inadeguati e ad associazioni incoerenti, l’espressione rigenerazione urbana conosce in anni recenti un’ascesa senza precedenti. Utilizzata con rigore e consapevolezza da alcuni, avversata ad altri, tirata impropriamente in discussione in operazioni che spesso fanno divampare il dibattito pubblico, si riferisce a un’ampia modalità di interventi. Ad accomunarli è il proposito di riqualificare aree in condizioni di degrado, abbandono o sottoutilizzo, recuperando i manufatti edilizi che in esse ricadono. Dal punto di vista pratico, può essere attuata con forme, tempistiche e budget variabili. Può essere l’esito di sollecitazioni e urgenze espresse da residenti, associazioni e altri soggetti, così come può essere trainata da investimenti pubblici, privati o pubblico-privati. Agire sul patrimonio esistente, per rilanciarlo e attribuirgli nuove funzioni (anche di interesse collettivo), costituisce il punto di avvio delle opere di rigenerazione urbana. Nel contesto nazionale, percorsi di questa natura stanno interessando i nuclei urbani principali, le città medio-piccole, i contesti periferici, i paesi: ovunque sono in corso (o sono in fase di progettazione o definizione) operazioni mirate e diffuse, motivate dal proposito di riscrivere l’avvenire di interi quadranti urbani, di circoscritte porzioni di quartieri, di complessi architettonici in disuso e, soprattutto, di piccole o nutrite comunità.
Memorie del Novecento da rigenerare: la storia di MIRA a Messina
Costruito a Messina a metà degli anni Cinquanta, su progetto dell’ingegnere Riccardo Morandi, il complesso di torri a lui intitolato era sorto come parte dell’infrastruttura per la trasmissione dell’energia elettrica ad altissima tensione in Sicilia. Esempio di rilievo della storia delle telecomunicazioni del Novecento, le Torri Morandi non assolvono più a tale funzione da oltre trent’anni. A lungo considerate una controversa eredità di archeologia industriale, situata a ridosso di un borgo di pescatori, sono tornate alla ribalta in associazione a Villa Pace, una dimora risalente al secondo Ottocento memore di alterne vicende (incluso il devastante terremoto di Messina datato 1908). Questi due siti nel prossimo futuro intrecceranno i rispettivi destini per effetto di un piano di rigenerazione urbana e rilancio culturale ufficialmente presentato solo pochi giorni fa, a Messina. Quello relativo al nascente MIRA – Mediterranean Institute for Research and Arts, che si insedierà negli spazi delle torri e della villa, non prima dei lavori dei necessari lavori di riqualificazione. La prospettiva è quella di dare vita a un polo culturale dedicato alla ricerca, alla formazione e alla produzione artistica contemporanea nel Mediterraneo in una città da sempre cerniera tra Italia, Europa e Nord Africa.
Rigenerare le dismesse manifatture tabacchi in giro per l’Italia
A qualche anno di distanza dei progetti di rigenerazione urbana che stanno interessando le dismesse manifatture tabacchi di Firenze e Bologna, anche in altre città d’Italia si attivano percorsi di riconversione di questa specifica tipologia di siti industriali, le cui storie uniscono le generazioni e restituiscono uno spaccato del passato produttivo del Paese. Risale, per esempio, all’autunno 2024, l’aggiudicazione del concorso internazionale per la riqualificazione urbanistica, architettonica e funzionale del complesso dell’ex manifattura tabacchi di Torino, che ricade nell’ex quartiere industriale Regio Parco (nell’area nord-est del capoluogo piemontese, a sua volta, oggetto di rigenerazione). Indetta da Agenzia del Demanio, la gara è stata vinta dal raggruppamento guidato dallo studio Eutropia Architettura (masterplan e concept design: Eutropia Architettura, Pininfarina Architecture, Weber Architects; design for sustainability Weber Architects; landscape design Paisà Landscape, insieme ad altri partner), che ha concepito un intervento in cui al recupero dei volumi preesistenti si affiancano riconoscibili innesti di architettura contemporanea. Nel complesso, l’operazione mira all’apertura di un polo archivistico e culturale, fruibile dalla cittadinanza, e di un polo universitario dotato anche di aule e residenze per la comunità studentesca, nooché alla definizione di nuovi spazi pubblici, verdi e attrezzati.
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Rigenerazione urbana e cambiamento climatico: un esempio da Milano
Lavori già in corso, a Milano, per la realizzazione di Giardino Manifesto, la nuova area esterna di Santeria Toscana 31, poliedrica realtà culturale attiva in viale Toscana 31. Fondato dall'architetta Cristiana Cutrona, lo studio di architettura ReValue (specializzato in riqualificazione energetica e rigenerazione urbana) ha messo a punto l’articolato progetto destinato allo spazio cementato all’esterno dello stabile di Santeria. Numerose le azioni previste, incoraggiate anche dalla necessità di arginare la formazione delle isole di calore nei contesti urbani e introdurre all’aperto aree di uso collettivo, per la sosta e la socialità. Opera chiave di questo iter, che dovrebbe concludersi entro la primavera 2027 con alcuni step intermedi, è la deimpermeabilizzazione totale del suolo, con la successiva nascita di un giardino pluviale di circa 1000 mq.
Come rigenerare la (stratificata) Roma?
Prendono in esame due scale dimensioni eterogenee la peculiare esperienza del concorso di idee A vision for Rome, promosso dalla Fondazione Roma REgeneration, e l’annunciato recupero architettonico di un ex deposito ATAC, collocato in uno strategico quartiere capitolino. Nel primo caso, si fa riferimento a una competizione internazionale, senza precedenti per la città, finalizzata a elaborare ipotesi e modelli per il futuro della Capitale, orientando in particolare lo sguardo verso il 2050. Con Roma Continua, il team formato IT’S, OMA, LGSMA, OKRA, NET Engineering e altri collaboratori ha ottenuto il primo premio, facendosi portatore di “una visione sistemica e diffusa di recupero e riattivazione” come sottolineato dall’architetto Alessandro Cambi, partner di IT’S. Per David Gianotten, Managing Partner di OMA, si tratta di un progetto che “mette radicalmente in discussione il significato stesso della crescita per una città contemporanea profondamente plasmata dalla storia, dalla cultura e dal potere. (…) Attraverso il riallineamento di infrastrutture, natura e riuso, puntiamo a creare le condizioni affinché Roma possa continuare a evolversi secondo le proprie dinamiche nei prossimi 25 anni”. Il programma si basa su cinque concetti chiave (cura, bellezza, conoscenza, movimento, riuso) e sostiene l’idea di una Roma priva di un’unica centralità urbana.
Adattamento e riuso sono infine le parole chiave da associare anche al progetto di rigenerazione urbana curato dallo studio Stefano Boeri Architetti, sempre nella Capitale. Non più in attività, gli edifici dell’ex deposito ATAC nel quartiere Prati-Delle Vittorie saranno recuperati per accogliere una pluralità di funzioni (commerciali, culturali, per il tempo libero); gli spazi all’aperto di pertinenza verranno riqualificati con un sistema di alberature e piazza. Nel progetto è compresa la realizzazione di un parco pensile di 8mila mq, posto a 15 metri di altezza, da impiegare anche per esporre opere d’arte en plein air.



