Il mondo creativo di Mollino, il lavoro collettivo di Piuarch, l’albero pop-up di Komagata, gli aforismi da Socrate a Rem Koolhaas, i mobili di famiglia di Emmanuel Carrère. 14 titoli da non perdere
Marina Bautier
Il suo materiale preferito è il legno, il rigore è la sua cifra stilistica e si divide abilmente tra progetto e imprenditoria.
La designer belga, classe 1980, fa parte della folta schiera dei designer che hanno avuto il loro debutto al SaloneSatellite. Dopo gli studi in Inghilterra presso la Buckinghamshire New University, ha aperto il suo studio nel 2003 a Bruxelles, sua città natale, dove nel 2013 ha lanciato il suo marchio, Bautier, e aperto il suo negozio. Ha collaborato e continua a collaborare con numerose aziende, fra le quali: Case Furniture, Idée, Ligne Roset, Stattmann Neue Moebel e Swedese.
Non sto cercando di trasmettere alcun messaggio con il mio design. I prodotti sono progettati per essere utilizzati e durare nel tempo. Essere perfettamente funzionali e fondersi nell’ambiente della persona.
Attualmente non sto lavorando su progetti di interni e allestimenti. Principalmente sto sviluppando i miei progetti per aziende e per il mio marchio. In realtà adoro la combinazione delle figure designer e imprenditore. Sviluppare idee, ma poi anche gestire la produzione, pensando a come comunicare e vendere i prodotti. Una buona combinazione fra lavoro creativo e lavoro più pragmatico.
Il sito web per me ha una grande importanza. E senza dubbio, fra i canali social, Instagram è il più importante ed è l’unico che effettivamente uso. Prende un po’ il sopravvento nella comunicazione e sembra essere il media attraverso cui le informazioni si diffondono. Ma solo alla fine indirizzo le persone al mio sito web per saperne di più e per ordinare i prodotti.
In realtà Ligne Roset ha appena interrotto la produzione di specchi. Questo è stato il mio primo prodotto in produzione, quindi un ottimo primo passo nel settore, che mi ha aiutato ad accreditarmi con altri marchi. Però è stato un pezzo unico con Roset e non ha stabilito una relazione di collaborazione tra di noi. Ma al SaloneSatellite ho incontrato Idée, un marchio giapponese con cui lavoro ancora oggi, e alcuni prodotti progettati nel 2007 sono ancora disponibili oggi. E soprattutto, questa è diventata la mia collaborazione più intensa e di successo. Abbiamo già fatto 3 collezioni insieme e alcuni oggetti extra. Ancora in sviluppo.
Non mi sento molto legata alla città dal punto di vista lavorativo. È la mia città natale dove ci sono i miei amici e la mia famiglia. Adoro questa città per la sua vivacità e per la dimensione non grande né piccola che consente una vita molto confortevole. Continuo a trarre grande ispirazione per il mio lavoro dal Regno Unito.
Design longevity, il progetto ai tempi della silver economy
Le nostre società, si sa, cambiano ed evolvono in base a necessità più o meno latenti, e se in parallelo il design fa proprie queste evoluzioni accompagnandole e dandogli forma, ecco che la crescita dell’età media e dell’aspettativa di vita è un tema urgente che il design deve abbracciare e affrontare



