Gallotti&Radice, 70 anni di ricerca tra sperimentazione e visione

Gruppo presente, Gallotti&Radice - Ph. Carlotta Manaigo

Gruppo presente, Gallotti&Radice - Ph. Carlotta Manaigo

La storia di un’azienda pioniera dell’arredo in vetro. Un racconto di trasparenze, luce e materia. E una mostra per celebrare l’anniversario tra memoria, innovazione, nuovi linguaggi e mete progettuali

È un traguardo importante quello che l’azienda comasca festeggia quest’anno, rilanciando, ancora una volta, la propria visione del vivere contemporaneo. Nata nel 1956 da un’intuizione di Pierangelo Gallotti e Luigi Radice come spazio d’arte dedicato alla decorazione del vetro, l’azienda è stata pioniera nell’uso del cristallo nel settore arredo, trasformando una materia trasparente in un racconto progettuale, ancora estremamente attuale. 

Oggi, infatti, quell’intuizione originaria si traduce in una collezione che è la perfetta combinazione di stile ed eleganza: un equilibrio calibrato tra forme, materiali, artigianalità e sperimentazione, profondamente radicato nel Made in Italy. Il vetro come protagonista, ma non più solo. Accanto alle sue trasparenze dialogano metalli, legni e marmi selezionati con cura, lavorati per durare e per emozionare. È una narrazione intima, fatta di dettagli – bisellature, foglie d’oro, rame o alluminio, finiture manuali – che non cercano l’effetto glamour, ma la durata 

L’identità aziendale si consolida tra gli anni ’70 e ’80 con l’introduzione del giunto metallico, che da soluzione tecnica diventa elemento formale distintivo. Tra gli anni ’90 e il 2020, l’evoluzione dell’azienda porta al lancio della collezione ufficio, all’ampliamento delle categorie merceologiche e allo sviluppo di un concept lifestyle. Nel tempo, restano centrali i valori artigianali delle origini, mentre il vetro, reinterpretato con finiture contemporanee, continua a essere il protagonista, che trova espressione in prodotti come la credenza Admira (vetro foglia alluminio), il tavolino Re-Verre (vetro riciclato), la lampada Bolle (vetro soffiato a bocca e colorazione ottenuta attraverso sublimazione) o la scrivania President (vetro laccato e spazzolato a mano): tutti esempi di una ricerca in progress tra materia, funzione e linguaggio decorativo.

Gruppo passato, Gallotti&Radice - Ph. Carlotta Manaigo

Gruppo passato, Gallotti&Radice - Ph. Carlotta Manaigo

Gruppo futuro, Gallotti&Radice - Ph. Carlotta Manaigo

Gruppo futuro, Gallotti&Radice - Ph. Carlotta Manaigo

Kooshi, Gallotti&Radice - Ph. Carlotta Manaigo

Kooshi, Gallotti&Radice - Ph. Carlotta Manaigo

Arcipelago, Gallotti&Radice - Ph. Carlotta Manaigo

Arcipelago, Gallotti&Radice - Ph. Carlotta Manaigo

Elege, Gallotti&Radice - Ph. Carlotta Manaigo

Elege, Gallotti&Radice - Ph. Carlotta Manaigo

Adam, Gallotti&Radice - Ph. Carlotta Manaigo

Adam, Gallotti&Radice - Ph. Carlotta Manaigo

Admira, Gallotti&Radice - Ph. Carlotta Manaigo

Admira, Gallotti&Radice - Ph. Carlotta Manaigo

T35, Gallotti&Radice - Ph. Carlotta Manaigo

T35, Gallotti&Radice - Ph. Carlotta Manaigo

A celebrare questo 70° anniversario, Tales in Glass. Un dialogo tra passato, presente e futuro. Un viaggio esclusivo attraverso i sette decenni fra storie di artigianalità e di passione per il vetro raccontato dall’architetta francese Sophie Dries. Ambientato nello storico palazzo milanese Meli Lupi di Soragna, trasformato ad hoc in palcoscenico immersivo per la settimana del Salone del Mobile.Milano 2026, l’installazione ha giocato con luce e spazio: la solidità dei soffitti affrescati e delle boiserie incontra la leggerezza e la trasparenza del vetro in un dialogo quasi elettrico, un corto circuito estetico che amplifica la natura stessa dei materiali. Attraverso sei inedite interpretazioni di artiste internazionali e contemporanee, Valentina Cameranesi Sgroi (Italia), Ivania Carpio (Paesi Bassi/Belgio), Estudio Persona (USA/Uruguay), Rania Hamed (Emirati Arabi Uniti/Canada), Fumie Shibata (Giappone) e Miminat Shodeinde (UK/Nigeria), la mostra ha ripercorso l’evoluzione cronologica e stilistica del brand, guardando soprattutto avanti e lasciando spazio a contaminazioni e linguaggi eterogenei. 

Il racconto dei 70 anni è proseguito anche al Salone del Mobile, dove il brand ha portato una visione coerente ma in continua evoluzione. Nuove percezioni tattili e visive, accostamenti materici inattesi, cromie sofisticate sono tutti segni di un’identità forte che non resta ancorata al passato, ma si lascia contaminare. Dove la tensione verso il futuro si riflette anche nei progetti più recenti. Se il cristallo continua a vivere, la voglia di sperimentare si traduce in pezzi che mescolano essenze e superfici: dal legno di noce al marmo di Carrara, fino a composizioni complesse che uniscono frassino, alluminio e vetro in un unico gesto progettuale. Emerge, comunque sempre, la duplice linea di produzione: una altamente industrializzata e l’altra artigianale, legata alle tradizioni. 

È un approccio corale, aperto anche al contributo di designer di fama internazionale – da Oscar e Gabriele Buratti a Martina e Massimo Castagna, da Studiopepe a Dainelli Studio, da Pietro Russo a Federica Biasi, da David / Nicolas a Pinuccio Borgonovo fino alla recente collaborazione con Francesco Meda & David Lopez Quincoces, Marco Boga, Marialaura Rossiello Irvine e il promettente Samuele Tremolada - che ridefinisce continuamente i confini dell’abitare. Da Como al mondo, Gallotti&Radice continua così a ripensare la bellezza del vivere contemporaneo. Con la stessa leggerezza del vetro, ma con radici solide, costruite in settant’anni di storia.

22 giugno 2026
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