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Maxdivani: settant’anni di comfort tra memoria e visione
GALA – salotto angolare
Da bottega artigiana a realtà industriale, la storia di un’azienda che ha fatto della qualità sartoriale e del benessere domestico la propria missione, coniugando tradizione e innovazione
Settant’anni e non sentirli, o meglio: sentirli tutti, perché ognuno racconta una storia di mani, materiali e visione. Il 2026 segna una tappa fondamentale per Maxdivani, realtà simbolo del distretto dell’imbottito delle Murgia, creata ad Altamura nel 1956 dall’intuizione di Rocco Ferri. Una manifattura artigianale cresciuta nel tempo grazie a una cultura del fare radicata nel territorio e a una capacità imprenditoriale che ha saputo evolversi senza perdere identità.
Oggi alla guida c’è la terza generazione. Una “generazione forzata”, come la definisce Paola Ferri, General Manager, salita ai vertici insieme al fratello Rocco Ferri, CEO, dopo la scomparsa prematura del padre Mimmo nel 2021. Un passaggio delicato, che ha trasformato l’eredità in responsabilità: custodire e rilanciare una visione fatta di competenza, passione e profondo rispetto per il lavoro.
È proprio nel segno della memoria che l’azienda celebra questo anniversario, portando al Salone 2026 la riedizione della “Pecora poltrona”, in due finiture. Più che un oggetto, un simbolo. Idea nata dall’intuizione dell’artista della pietra Vito Maiullari e subito sostenuta da Mimmo Ferri, la Pecora poltrona diventa metafora di un territorio e della sua storia produttiva. In un luogo quale la Murgia, da sempre legato alla terra, l’exploit del mobile imbottito porta all’allontanamento dalla cultura contadina, fino al contraccolpo della recessione. Da un lato, il richiamo alla crisi degli anni duemila che ha colpito il cosiddetto “triangolo del salotto”; dall’altro, il legame con la cultura pastorale della Murgia, dove la pecora rappresentava una risorsa essenziale. L’opera reinterpretata si fa così racconto critico e poetico di un passato che dialoga con il presente: un preciso monito a non smarrire il valore della lentezza e della qualità.
Maxdivani è oggi una piccola-media impresa che conta circa cinquanta collaboratori, ma conserva un’impostazione profondamente artigianale, fondata sulla qualità delle relazioni tra management, impiegati e maestranze oltre che del prodotto. Una realtà che ha scelto di mettere al centro il progetto, più che la firma, privilegiando una cultura del design in cui estetica, funzionalità e comfort convivono in equilibrio.
Divani, letti, sedute e complementi nascono da un processo produttivo che unisce sapere manuale e organizzazione industriale. La cura sartoriale dei dettagli, la selezione dei pellami, l’attenzione alle performance: ogni elemento è pensato con quel quid pluris per garantire durata e benessere. Molti modelli offrono, infatti, soluzioni personalizzabili, a conferma di una progettazione orientata alla persona.
Tradizione e innovazione si intrecciano, così, in una collezione capace di abitare il contemporaneo senza inseguire le mode. Le linee accoglienti, l’equilibrio tra forme moderne e suggestioni attuali, la ricerca costante sul comfort definiscono un linguaggio riconoscibile, che ha nel miglioramento della qualità della vita l’obiettivo finale.
Perché, in fondo, il vero lusso – per Maxdivani – resta quello di sentirsi a casa.
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