Letture per un'estate. Per perdersi tra architetture, oggetti, pensieri

Letture per un'estate

Il mondo creativo di Mollino, il lavoro collettivo di Piuarch, l’albero pop-up di Komagata, gli aforismi da Socrate a Rem Koolhaas, i mobili di famiglia di Emmanuel Carrère. 14 titoli da non perdere

ARCHITETTURA 

Tra virgolette, a cura di Alessandro Mauro, LetteraVentidue Edizioni 

L’architettura è musica congelata, un miscuglio di nostalgia e di anticipazione estrema, l’interpretazione della vita. Questi – rispettivamente di Wolfgang Goethe, Jean Baudrillard e Gio Ponti - sono alcuni dei millecinquecento aforismi, frasi, battute sull’architettura, sull’arte e sulla creatività di noti architetti, designer, scrittori, filosofi di tutti i tempi, da Socrate a Rem Koolhaas. “Gli aforismi “– si chiede il curatore, alla sua terza raccolta – “sono pensierini troppo brevi e dunque superficiali per essere presi sul serio, oppure rappresentano quella capacità di sintesi che è la dote essenziale per attraversare agilmente questi anni? Gli aforismi sono frasi sciocche ma brillanti, buone solo per i post piacioni dei social o sono il condensato di pensieri complessi, spesso sciorinati in pagine verbose da accademici logorroici? Gli aforismi, insomma, sono efficaci o semplicemente populisti?” Ai lettori l’ardua sentenza. 

Tra virgolette, a cura di Alessandro Mauro, LetteraVentidue Edizioni

Tra virgolette, a cura di Alessandro Mauro, LetteraVentidue Edizioni 

BOOK DESIGN 

Piccolo albero, testo, illustrazioni e book design di Katsumi Komagata, Lazy Dog Press 

Uno dei capolavori assoluti del grande designer giapponese, erede di Bruno Munari, che ha rivoluzionato il libro per l’infanzia attraverso un approccio sensoriale e minimalista. Poesia e narrazione tattile e visiva si fondono armoniosamente dando vita a un albero pop-up che, con lo sfogliare delle pagine, cresce, stagione dopo stagione. È la metafora della vita racchiusa tra pagine bianche in un gioco di pieghe, texture e tagli di carta: la pianta nasce, si sviluppa e muore, lasciando però un seme che ne garantisce la continuità. Premiato al concorso Les plus beaux livres français nel 2009 e insignito della menzione speciale al BolognaRagazzi Award nel 2010, è la prima (attesissima) edizione in italiano, rilegata a mano a Tokyo con un lavoro artigianale particolare. Un libro che sembra appartenerci da sempre. 

Piccolo albero, testo, illustrazioni e book design di Katsumi Komagata, Lazy Dog Press

Piccolo albero, testo, illustrazioni e book design di Katsumi Komagata, Lazy Dog Press 

FOTOGRAFIA 

Paolo Monti, testi di Barbara Carnevali, Silvia Paoli, Humboldt Books 
in italiano e inglese   

È la Milano dinamica e in trasformazione, tra il 1957 e il 1973, quella ritratta in rigoroso b&w da Paolo Monti, pioniere della fotografia d’architettura contemporanea italiana, in questo ventiseiesimo volume della collana Time Travel – rivolta alla valorizzazione degli archivi di fotografi, artisti e architetti del Novecento. “Mi interessano sempre la natura morta e la composizione” scrive, “non solo come ottimi esercizi ed esperimenti ma come mezzo per strappare un segreto alle cose”. Quello degli spazi vuoti dei bombardamenti della guerra, degli scali ferroviari, delle periferie in trasformazione, della neonata metropolitana, degli edifici di Viganò (Istituto Marchiondi Spagliardi), Moretti (complesso in corso Italia), Pagano (Università Bocconi) e Muzio (Cà Bruta). Fino all’apoteosi del Pirelli e della Torre Velasca, immortalati come presenze quasi astratte nei loro reticolati geometrici e sempre visti da angolature diverse, rifiutando a priori la visione frontale. Un accattivante diario per immagini. 

Paolo Monti, testi di Barbara Carnevali, Silvia Paoli, Humboldt Books

Paolo Monti, testi di Barbara Carnevali, Silvia Paoli, Humboldt Books 

MONOGRAFIE 

Piuarch, introduzione di Alessandro Valenti, Forma Edizioni 
in italiano e inglese 

Quarto titolo della nuova collana di architettura “Progressive. Sezioni sull’architettura italiana” diretta da Maurizio Carones per Forma Edizioni. Trattasi di piccole monografie bilingue che individuano esempi di qualificato impegno progettuale nel panorama contemporaneo italiano attraverso saggi, schede di progetto e apparati. Il sottotitolo “Architetture scelte 2010-2026” ci porta nel cuore dell’attività di Piuarch, studio milanese creato da Francesco Fresa, Germán Fuenmayor, Gino Garbellini e Monica Tricario nel 1996. Bandendo il primato della forma come base progettuale in favore dell’attenzione ai processi e ponendo parimenti al centro il lavoro collettivo piuttosto che il riferimento personale, lo studio, composto da un eclettico team di 50 persone, si è velocemente affermato tra i principali della realtà italiana. DNA dei progetti - dalla Fendi Factory allo Human Techopole HQ alla Manifattura Tabacchi Firenze - è la grande sensibilità verso il luogo e l’impegno per la sostenibilità. 

Piuarch, introduzione di Alessandro Valenti, Forma Edizioni 

Piuarch, introduzione di Alessandro Valenti, Forma Edizioni 

FOTOGRAFIA 

Brutalist London di Owen Hopkins, fotografie di Nigel Green, Blue Crow Media 

Dai più celebri, come il National Theatre o il Barbican Estate, ai meno conosciuti ma tutti edifici brutalisti londinesi - anche se, secondo l’autore, non esiste una sola etichetta brutalista. I 50 edifici scelti – sapientemente ritratti con meticolosa attenzione a materiali, superficie e forma – rivelano, infatti, una notevole diversità. Nati nel contesto della ricostruzione seguita alla Seconda Guerra mondiale, non sono semplicemente oggetti architettonici isolati, ma parte di un progetto più ampio volto a ricostruire la città, ad affrontare la crisi abitativa e a immaginare nuove forme di vita collettiva. Molte di queste opere sono profondamente integrate nel tessuto sociale e culturale di Londra a dimostrazione – secondo l’autore –di come l’architettura possa trasformare radicalmente città e società. Una rilettura del Brutalismo come fenomeno complesso, non solo compreso in termini di crudezza e forza, ma al contempo definito da momenti di precisione, raffinatezza e controllo formale. 

Brutalist London, di Owen Hopkins, fotografie di Nigel Green, Blue Crow Media

Brutalist London, di Owen Hopkins, fotografie di Nigel Green, Blue Crow Media 

MONOGRAFIE 

Margaret Calvert, a cura di Adrian Shaughnessy, Thames&Hudson 
in inglese 

Prima monografia sulla designer, tipografa e illustratrice britannica, nata in Sudafrica nel 1936, considerata la madre della grafica segnaletica contemporanea del Regno Unito e punto di riferimento per la segnaletica stradale a livello internazionale. I suoi pittogrammi (è lei che sul cartello per l’attraversamento pedonale nei pressi di una scuola ha raffigurato per la prima volta una figura femminile anziché maschile), i suoi caratteri tipografici (Transport, Rail Alphabet, Motorway e Calvert), i suoi cartelli di stazioni e aeroporti (come quelli per British Airports Authority e British Rail) hanno indicato la strada a milioni di viaggiatori a partire dagli anni ’60. Progettato dalla stessa Calvert e da A2/SW/HK, lo studio co-fondato dal suo collaboratore creativo ed ex studente Henrik Kubel e da Scott Williams, il volume, sottotitolato Woman at Work, abbraccia la sua intera vita professionale: dalle prime esperienze formative al Chelsea College of Art alla brillante carriera come graphic designer, alla docenza al Royal College of Arts, dal 1966 al 2001 e alla direzione del suo dipartimento di graphic design. Una vera scoperta. 

Margaret Calvert, di Adrian Shaughnessy, Thames&Hudson - © Margaret Calvert/Thames & Hudson

Margaret Calvert, di Adrian Shaughnessy, Thames&Hudson - © Margaret Calvert/Thames & Hudson

LETTERATURA 

Kolchoz di Emmanuel Carrère, Adelphi 

Esiste un valore affettivo e pratico dei mobili di famiglia che accompagnano i cambiamenti di vita di ciascuno di noi. Cucito nelle pieghe dei ricordi e dei racconti tramandati, tra un trasloco e l’altro, il libro lo racconta attraverso una storia di famiglia, anzi delle due famiglie – russa e giorgiana – della madre dello scrittore, storica e politica di fama internazionale nonché prima donna a guidare l'Académie française in qualità di Segretaria Perpetua. Ampio spazio è lasciato alla descrizione degli ambienti domestici, soffermandosi su dettagli architettonici, la distribuzione degli spazi e gli arredi. Tra questi, le librerie dello studio materno “i cui scaffali più alti si potevano raggiungere grazie a una scala di legno verniciato”, oppure il secrétaire dello studio del padre “uno dei mobili più massicci e più brutti che mi sia mai capitato di vedere”. Mobili che assumono un valore simbolico, come il divanetto rosa antico, usato dalla madre come letto, espressione della sua austerità e del suo modo di vivere la solitudine e la malattia. Arredi che contribuiscono a costruire l'atmosfera domestica e a trasmettere il senso di continuità e cambiamento che attraversa le generazioni.

Kolchoz, di Emmanuel Carrère, Adelphi - collezione privata © Emmanuel Carrère

Kolchoz, di Emmanuel Carrère, Adelphi - collezione privata © Emmanuel Carrère  

DESIGN   

Le caffettiere dei maestri di Giulio Iacchetti, Corraini 
in italiano/inglese 

“La caffettiera è rito, simbolo e perfetta sintesi tra forma e funzione”, scrive l’autore, restituendo il valore culturale e progettuale di un oggetto che ha segnato la quotidianità domestica di generazioni. Definita come un elemento al tempo stesso “democratico” e capace di offrire un piacere esclusivo, la moka viene raccontata come una piccola architettura casalinga, presenza familiare che unisce memoria, design e tradizione. Ventiquattro interpretazioni progettuali firmate da alcuni tra i più importanti designer e architetti contemporanei, come Michele De Lucchi, Tom Dixon, Isao Hosoe, Piero Lissoni, Angelo Mangiarotti, Alessandro Mendini, Gaetano Pesce, Ettore Sottsass e Marco Zanuso danno vita a un percorso che esplora la moka non solo come strumento funzionale, ma come oggetto di ricerca e creatività, capace di intrecciare design industriale e cultura del caffè. Un dettaglio coerente con il tema del libro è stata la scelta di stamparlo su carta ecologica ottenuta da sottoprodotti della lavorazione del caffè, che consentono di sostituire fino al 15% della cellulosa tradizionalmente ricavata dal legno.  

Le caffettiere dei maestri di Giulio Iacchetti, Corraini 

Le caffettiere dei maestri di Giulio Iacchetti, Corraini 

GRAFICA 

The Elements of Brand Design di Jens Müller e Katherina Sussek, Taschen 
in inglese, francese, tedesco 

Di che cosa sono fatti i brand? Ce lo raccontano queste 500 pagine dedicate al mondo dell’identità visiva e del branding contemporaneo. Con 100 casi di studio e 17 capitoli tematici, gli autori analizzano gli elementi che rendono un marchio riconoscibile e memorabile, come logo, colore, tipografia, testo, immagini, suono, movimento e nuove tecnologie digitali. Il punto di forza del libro è il suo approccio concreto che mostra come brand globali – da Nike a Netflix, da Instagram a Deutsche Bank, da Visa al Sundance Film Festival, da Braun a WhatsApp – abbiano costruito la propria identità attraverso scelte progettuali coerenti e distintive. Valore aggiunto è l’intervista a Paula Scher e Michael Bierut di Pentagram, due tra le figure più influenti del design contemporaneo, che offrono una prospettiva autorevole sul significato e sull’evoluzione dei marchi. Il volume si distingue per ricchezza visiva e qualità delle immagini, caratteristiche che lo rendono tanto da consultazione quanto fonte di ispirazione per designer, studenti e professionisti della comunicazione. 

The Elements of Brand Design di Jens Müller e Katherina Sussek, Taschen 

The Elements of Brand Design, di Jens Müller e Katherina Sussek, Taschen

MONOGRAFIE 

Mollino A-Z a cura di Fulvio Irace e Sergio Pace 

Un ritratto di una tra le personalità più affascinanti e inclassificabili del Novecento italiano. Lontano dalla tradizionale monografia, il volume adotta una struttura enciclopedica composta da 68 voci affidate a 34 studiosi, che restituiscono la complessità di un autore interdisciplinare capace di muoversi tra architettura, design, fotografia, scenografia, letteratura e cultura visiva. Attraverso temi, luoghi, idiosincrasie, relazioni, amicizie, ossessioni come la velocità o passioni quali il volo, la montagna e la città di Torino, emerge il profilo di un intellettuale che ha saputo attraversare le varie discipline mantenendo intatta la tensione tra rigore progettuale e libertà immaginativa. Un percorso aperto e dinamico che invita il lettore a costruire il proprio attraverso la libera associazione di idee, riflettendo il metodo stesso del suo protagonista. Il libro è anche uno strumento di consultazione che restituisce tutta la vitalità e l’attualità dell’opera e metodo molliniani, restituendo un autore meno eccentrico e più radicato nelle tensioni culturali del suo tempo.

Mollino A-Z, a cura di Fulvio Irace e Sergio Pace

Mollino A-Z, a cura di Fulvio Irace e Sergio Pace 

DESIGN 

La sedia del Sadico di Chiara Alessi, Laterza 

Una riflessione originale sul modo in cui gli oggetti influenzano il rapporto delle donne con il proprio corpo. Attraverso esempi che spaziano dalla sedia ginecologica allo speculum, l’autrice mette in luce come molti strumenti progettati per la salute e il benessere femminile siano il risultato di una cultura che ha assunto il corpo maschile come modello universale. Il saggio intreccia storia del design, ricerca sociale e pensiero femminista, mostrando come la progettazione non sia mai neutrale ma contribuisca a definire ruoli, gerarchie ed esperienze quotidiane. Un invito a guardare gli oggetti con occhi nuovi e a immaginare un design più inclusivo, capace di accogliere bisogni e prospettive differenti. Uno spunto per comprendere il legame tra cultura materiale, potere e identità. E un invito, infine, a rinegoziare il pensiero progettuale in una prospettiva critica di genere. Contro il design, lo standard, l’invenzione, la neutralità e la storia unica l’autrice suggerisce che occorre rinegoziare rispettivamente i corpi, il potere, il sapere, le funzioni e le voci.

La sedia del Sadico, di Chiara Alessi, Laterza

La sedia del Sadico, di Chiara Alessi, Laterza 

ARTIGIANATO e DESIGN 

Jeong di Hyo Jung Lee, Phaidon 
in inglese 

Il sottotitolo The Spirit of Korean Craft and Design conduce immediatamente in un viaggio nell’anima della cultura coreana. 175 oggetti, dai manufatti tradizionali come ceramiche e oggetti tessili ai prodotti nati durante la rapida industrializzazione del Paese, raccontano come estetica, funzionalità e memoria siano profondamente intrecciate. Le pagine mostrano come l’artigianato e il design contemporaneo condividano gli stessi valori di semplicità, rispetto dei materiali e attenzione all’uso quotidiano. Filo conduttore è il concetto di jeong, un sentimento tipicamente coreano che unisce affetto, cura e appartenenza, maturato nel tempo attraverso le relazioni con persone, luoghi e oggetti. Splendidamente illustrato, il volume alterna pezzi iconici e oggetti comuni, rivelando la bellezza nascosta nella vita di tutti i giorni e un modo di pensare il design in cui la trasformazione non interrompe la continuità, ma la rinnova. L’invito a osservare da vicino materiali, dettagli e imperfezioni fa emergere un’idea di design come relazione – tra persone, tempo e materia – che continua a evolversi senza perdere il proprio radicamento. 

Jeong, di Hyo Jung Lee, Phaidon 

Jeong, di Hyo Jung Lee, Phaidon 

FOTOGRAFIA  

Butabu Remix di James Morris, a cura di Lesley Lokko, Architangle  
edizione in inglese e in francese 
in uscita in agosto 

Tradotto idealmente il titolo significa "una nuova interpretazione di Butabu", il progetto fotografico che James Morris più di vent’anni fa ha dedicato all'architettura in terra dell'Africa occidentale. Oggi quel patrimonio viene osservato con occhi contemporanei e inserito nel dibattito globale sul costruire sostenibile. Il volume – una riflessione profonda sul rapporto tra architettura, territorio, memoria e sostenibilità – con oltre 200 immagini rielaborate e in parte inedite, documenta una serie di edifici del Mali, Niger, Burkina Faso, Ghana, Benin e Togo, mostrando come queste costruzioni non siano reliquie del passato, ma esempi vivi di intelligenza ecologica, creatività collettiva e adattamento al clima. Curato da Lesley Lokko, fondatrice dell’African Futures Institute di Accra, affianca alle fotografie saggi di architetti e studiosi come David Adjaye e Francis Kéré, che riflettono su sostenibilità, identità e futuro del costruire. Tesi centrale: le tradizioni edilizie in terra possono offrire lezioni preziose per l'architettura contemporanea, soprattutto in un'epoca segnata dalla crisi climatica. Unendo valore estetico e riflessione culturale, propone una visione dell'architettura come strumento di memoria, appartenenza e innovazione. 

Butabu Remix, di James Morris, a cura di Lesley Lokko, Architangle

Butabu Remix, di James Morris, a cura di Lesley Lokko, Architangle  

MONOGRAFIE

Gianfranco Frattini a cura di Silvana Annicchiarico, Silvana Editoriale 
in italiano e inglese 

Primo catalogo ragionato dell’opera del designer e architetto (quasi) milanese, pubblicato in occasione del centenario della nascita e parte del programma di celebrazioni a lui dedicate a Milano. Con un arco temporale che va dal 1953 (l’anno della laurea in architettura al Politecnico di Milano) al 2003 (l’anno prima della scomparsa), il volume raccoglie l’opera omnia: dagli esordi ai primi passi nello studio di Gio Ponti, agli interni su misura, alla maturità industriale degli anni Sessanta, all’incontro con i grandi imprenditori dell’industria, alla sperimentazione e alla ricerca. “Ogni materiale veniva esplorato per quello che poteva fare, non per quello che rappresentava”, spiega la figlia Emanuela Frattini Magnusson, una degli autori unitamente alla curatrice e al critico di design Stephen Bailey. Gli oltre 430 progetti fra arredi, lampade, oggetti e gioielli, esprimono il piacere di Frattini del lavorare bene, del privilegiare discrezione e precisione. Questa pulizia formale lo porta a dare a ogni elemento il suo posto, quasi a essere ossessionato da quello che non deve essere visto, come il vaso Marco, disegnato nel 1970, oggi parte della collezione permanente del Castello Sforzesco di Milano, in cui un cilindro interno nasconde gambi e acqua, lasciando visibile soltanto il fiore. 

Gianfranco Frattini a cura di Silvana Annicchiarico, Silvana Editoriale

Gianfranco Frattini a cura di Silvana Annicchiarico, Silvana Editoriale

26 giugno 2026
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