Il bagno del futuro tra sostenibilità e innovazione materica: le novità dal Salone del Mobile 2026

Vismaravetro, 64ª edizione del Salone del Mobile.Milano

Vismaravetro, 64ª edizione del Salone del Mobile.Milano

Al Salone internazionale del bagno 2026, il bagno è ancora una volta uno dei territori più avanzati del progetto contemporaneo. Un tempo spazio prettamente tecnico, oggi appare come un ecosistema complesso in cui convergono architettura, benessere, sostenibilità, ricerca sui materiali e nuove ritualità dell’abitare

Il Salone del Mobile.Milano 2026 ha reso evidente una trasformazione ormai strutturale: il bagno non è più un ambiente separato dal resto della casa, ma una sua estensione culturale e sensoriale. Le aziende più interessanti non presentano soltanto prodotti, ma vere e proprie visioni dello spazio domestico. Rubinetterie, sanitari, cabine doccia, arredi e superfici diventano strumenti per interpretare un nuovo modo di vivere il tempo privato. Tra le tendenze emerse ci sono la centralità della materia e la durabilità come forma di lusso, l’integrazione discreta della tecnologia e una crescente attenzione ai processi produttivi. Il bagno del 2026 è uno spazio discreto in cui materia, colore e essenza progettuale si fondono. 

 

Nuove materie: quando il materiale diventa progetto 

Uno dei focus principali dell’edizione 2026 riguarda il ruolo dei materiali. Non più semplice scelta finale o rivestimento superficiale, ma punto di partenza del concept progettuale. Il materiale diventa linguaggio, prestazione, identità. Laufen ha presentato Experience Tomorrow, un racconto immersivo che sintetizza perfettamente questo approccio. Al centro della scena compare VITREON, nuovo acciaio smaltato sviluppato per i lavabi premium: resistente come il metallo, levigato come il vetro, igienico, antigraffio e pensato per durare nel tempo. Una materia ibrida che supera i confini tradizionali tra ceramica e metallo, ampliando il lessico contemporaneo del bagno. Anche Hotbath sceglie il materiale come dichiarazione di identità con GENT, collezione firmata da Gabriele e Oscar Buratti. Interamente realizzata in acciaio inox 316, la serie traduce la forza del materiale in forme morbide ed ergonomiche. Tecnologia CNC, saldature laser invisibili e limitatori di portata integrati dimostrano come la ricerca tecnica possa produrre eleganza e responsabilità ambientale insieme. Itlas porta invece al Salone una lettura calda e naturale della materia, fondata sul legno proveniente da filiere certificate e su una visione progettuale orientata alla sostenibilità. Nel progetto bagno presentato a Milano, collezioni come L’Essenziale, Linea e 5 Millimetri combinano rovere, noce americano, marmo, resine e boiserie decorative, trasformando il bagno in uno spazio sartoriale dove superfici e arredo dialogano con continuità architettonica.  

 

Sostenibilità e durata al centro 

Nel bagno contemporaneo la sostenibilità non coincide più con una semplice certificazione. È piuttosto un insieme di decisioni coerenti: materiali longevi, manutenzione ridotta, riciclabilità, processi puliti, prodotti destinati a restare. QuadroDesign continua a rappresentare uno dei casi più solidi in questa direzione. La scelta esclusiva dell’acciaio inox AISI316L coinvolge non solo la rubinetteria ma l’intera filosofia aziendale. HUM, firmata da Philippe Malouin, riduce il prodotto all’essenziale con una sola curva generatrice. A14, disegnata da Maddalena Casadei, nasce invece dal riuso di componenti già esistenti a catalogo, trasformati in nuovi accessori bagno attraverso un approccio sistemico che riduce sprechi e complessità produttiva. Il gesto più emblematico arriva dallo stand progettato da Giacomo Moor: una struttura temporanea pensata per diventare, al termine della fiera, il primo bagno pubblico di Masala. Una riflessione concreta sul destino degli allestimenti fieristici e sulla possibilità di trasformare l’effimero in infrastruttura utile. Anche Tubes lavora sul tema della durata attraverso Terre, radiatore elettrico disegnato da Sebastian Herkner che introduce la terracotta come corpo scaldante strutturale. All’interno, un’anima in alluminio riciclato e riciclabile ottimizza performance e consumi. È la dimostrazione di come materiali arcaici e tecnologie avanzate possano convivere in un oggetto contemporaneo.  Su questa linea si inserisce anche Antrax, che continua a reinterpretare il termoarredo come elemento architettonico. Le nuove proposte presentate a Milano uniscono efficienza energetica, ricerca formale e lavorazione dell’alluminio riciclabile, trasformando il radiatore in presenza grafica capace di dialogare con bagno e living. Itlas rafforza questa direzione con una strategia concreta: certificazioni FSC®, PEFC, sistemi ISO 14001 e 9001, packaging riciclato e tre recenti EPD che misurano l’impatto ambientale dei prodotti lungo l’intero ciclo di vita. Un approccio industriale che trasforma la sostenibilità in metodo e trasparenza.   

Laufen, 64ª edizione del Salone del Mobile.Milano

Laufen, 64ª edizione del Salone del Mobile.Milano

Hotbath, 64ª edizione del Salone del Mobile.Milano

Hotbath, 64ª edizione del Salone del Mobile.Milano

Itlas, 64ª edizione del Salone del Mobile.Milano

Itlas, 64ª edizione del Salone del Mobile.Milano

QuadroDesign, 64ª edizione del Salone del Mobile.Milano

QuadroDesign, 64ª edizione del Salone del Mobile.Milano

Tubes, 64ª edizione del Salone del Mobile.Milano

Tubes, 64ª edizione del Salone del Mobile.Milano

Antrax, 64ª edizione del Salone del Mobile.Milano

Antrax, 64ª edizione del Salone del Mobile.Milano

Roca, 64ª edizione del Salone del Mobile.Milano

Roca, 64ª edizione del Salone del Mobile.Milano

Inbani, 64ª edizione del Salone del Mobile.Milano

Inbani, 64ª edizione del Salone del Mobile.Milano

Fantini, 64ª edizione del Salone del Mobile.Milano

Fantini, 64ª edizione del Salone del Mobile.Milano

Vismaravetro, 64ª edizione del Salone del Mobile.Milano

Vismaravetro, 64ª edizione del Salone del Mobile.Milano

Onsen, 64ª edizione del Salone del Mobile.Milano

Onsen, 64ª edizione del Salone del Mobile.Milano

Tecnologia invisibile e benessere quotidiano 

Un’altra linea forte dell’edizione 2026, riguarda la tecnologia integrata con discrezione. Il bagno intelligente non ostenta schermi o funzioni superflue: preferisce migliorare l’esperienza d’uso senza interrompere la purezza dello spazio. Roca ha presentato In-Wash® Vorea, evoluzione del WC intelligente che incorpora funzioni di lavaggio e asciugatura mantenendo l’aspetto sobrio di un sanitario tradizionale. La tecnologia scompare dentro l’oggetto, lasciando emergere solo comfort e semplicità d’uso. Inbani conferma la trasformazione del bagno in ambiente domestico evoluto, presentando collezioni che fondono arredo, architettura e benessere. Lavabi scultorei, volumi monolitici, finiture sofisticate e sistemi modulari mostrano una visione in cui il bagno dialoga sempre più con la zona living, superando i confini tradizionali della stanza funzionale. Fantini ha posto l’acqua al centro della narrazione. Nello stand firmato da Piero Lissoni vasche e docce funzionanti accompagnano il visitatore in un percorso quasi meditativo. Tra le novità emergono il cinquantesimo anniversario della serie I Balocchi, la collezione Flora di Vincent Van Duisen e il nuovo capitolo wellness sviluppato con Hofer.  Il bagno evolve da stanza di servizio a spazio rigenerativo, una piccola spa privata inserita nella vita quotidiana. 

 

Architettura del vetro e nuovi sistemi spaziali 

Anche il mondo delle cabine doccia e delle partizioni evolve verso un linguaggio più architettonico. Il vetro non è più semplice chiusura tecnica, ma elemento compositivo capace di organizzare lo spazio. Vismaravetro amplia il sistema Domino con nuove aperture scorrevoli, configurazioni interne e accessori integrati come il portasalviette. La parete doccia diventa dispositivo flessibile capace di adattarsi a residenziale, hospitality e contract. Parallelamente, F.Line introduce un telaio ultra sottile che ridefinisce il limite tra struttura e trasparenza.  Anche Onsen interpreta il bagno come spazio architettonico immersivo: pareti curve, vegetazione, materiali naturali e percorsi fluidi accompagnano la presentazione delle nuove collezioni Atelier ed Essenza. Il mobile bagno non è più volume isolato, ma parte di una scena domestica coerente.   

 

Una nuova cultura del bagno 

Il Salone del Mobile 2026 conferma quindi una tendenza ormai irreversibile: il bagno è diventato uno dei luoghi più sofisticati del progetto contemporaneo, dove si incontrano ricerca industriale, ergonomia, sostenibilità, emozione e innovazione tecnica. Non si tratta più soltanto di arredare uno spazio funzionale ma di costruire un’esperienza quotidiana fatta di materia, luce, comfort e tempo ritrovato. Il bagno è una macchina perfetta, che funziona, dura a lungo, consuma meno, migliora la vita.  

22 aprile 2026
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