Il mondo creativo di Mollino, il lavoro collettivo di Piuarch, l’albero pop-up di Komagata, gli aforismi da Socrate a Rem Koolhaas, i mobili di famiglia di Emmanuel Carrère. 14 titoli da non perdere
Ferruccio Laviani e la sua Geen-A per Kartell
Una luce destinata al piacere della lettura. Lieve, essenziale, quasi poetica. E dedicata alla mamma. Un progetto “senza fronzoli” che va dritto all’obiettivo e al cuore
Geen-A è una lampada da lettura essenziale, dalla forma estremamente riconoscibile ma allo stesso tempo non invadente, un oggetto nomade sempre al nostro fianco.
Mi era stata chiesta esplicitamente una lampada da lettura e ciò che non volevo era finire in tecnicismi o rivisitazioni moderne di lampade retrò; ne è nato un segno semplice e deciso con carattere e identità proprie, qualcosa di contemporaneo e facile sia nella collocazione sia nella fonte luminosa per la quale sono ritornato all’utilizzo delle care e vecchie lampadine (LED naturalmente).
In questo caso specifico, e con una precisa funzione da soddisfare, gli aspetti ergonomici ed illuminotecnici sono stati importanti per riproporzionare l’idea creativa e renderla concreta. La lampada è prodotta utilizzando del semplice metallo verniciato e una zavorra che ne eviti il ribaltamento dovuto all’esigua dimensione della base; così realizzata ci ha permesso di evitare complessi stampi che avrebbero fatto lievitare il costo al pubblico e rendendola più appetibile a un mercato più ampio.
Geen-A è un prodotto che pur nella sua semplicità ha richiesto circa un anno e mezzo per essere completata ed essere messa in vendita. Ci si affeziona ai propri progetti un po’ come ci si affeziona alle persone e questa lampada ancor di più portando il nomignolo con cui veniva chiamata da me e dai miei familiari, mia madre.
Dove esattamente non so, ma spero in tutto il mondo, di certo è che sarà sempre in compagnia di un libro e già questo mi rende felice.
Design longevity, il progetto ai tempi della silver economy
Le nostre società, si sa, cambiano ed evolvono in base a necessità più o meno latenti, e se in parallelo il design fa proprie queste evoluzioni accompagnandole e dandogli forma, ecco che la crescita dell’età media e dell’aspettativa di vita è un tema urgente che il design deve abbracciare e affrontare



