Ferruccio Laviani e la sua Geen-A per Kartell

Ferruccio Laviani e Geen-A

Una luce destinata al piacere della lettura. Lieve, essenziale, quasi poetica. E dedicata alla mamma. Un progetto “senza fronzoli” che va dritto all’obiettivo e al cuore

Il prodotto in poche parole.
Geen-A è una lampada da lettura essenziale, dalla forma estremamente riconoscibile ma allo stesso tempo non invadente, un oggetto nomade sempre al nostro fianco.
Ci racconta il concept creativo e progettuale di Geen-A?
Mi era stata chiesta esplicitamente una lampada da lettura e ciò che non volevo era finire in tecnicismi o rivisitazioni moderne di lampade retrò; ne è nato un segno semplice e deciso con carattere e identità proprie, qualcosa di contemporaneo e facile sia nella collocazione sia nella fonte luminosa per la quale sono ritornato all’utilizzo delle care e vecchie lampadine (LED naturalmente).
Quanto è importante lo studio della funzione e dei materiali in questo progetto?
In questo caso specifico, e con una precisa funzione da soddisfare, gli aspetti ergonomici ed illuminotecnici sono stati importanti per riproporzionare l’idea creativa e renderla concreta. La lampada è prodotta utilizzando del semplice metallo verniciato e una zavorra che ne eviti il ribaltamento dovuto all’esigua dimensione della base; così realizzata ci ha permesso di evitare complessi stampi che avrebbero fatto lievitare il costo al pubblico e rendendola più appetibile a un mercato più ampio.
Quale rapporto si è creato tra lei e Geen-a?
Geen-A è un prodotto che pur nella sua semplicità ha richiesto circa un anno e mezzo per essere completata ed essere messa in vendita. Ci si affeziona ai propri progetti un po’ come ci si affeziona alle persone e questa lampada ancor di più portando il nomignolo con cui veniva chiamata da me e dai miei familiari, mia madre.
Come e dove immagina questo prodotto tra 10 anni?
Dove esattamente non so, ma spero in tutto il mondo, di certo è che sarà sempre in compagnia di un libro e già questo mi rende felice.
29 giugno 2021