Intervista al designer Ron Gilad sull’importanza dell’illuminazione degli spazi e delle città contemporanee
Il contract nei musei: 5 progetti da conoscere
Triennale Milano, Tacchini Italia Forniture - Ph. Gianluca Di Ioia
Un museo non è solo un contenitore di opere: è uno spazio sociale in cui sostare e da attraversare. Per questo arredo e illuminazione non sono mai dettagli
Negli spazi comuni dei luoghi di cultura, comfort e rigore estetico devono fare i conti con standard di sicurezza severi: gli arredi devono resistere all’usura, essere lavabili e igienizzabili, facili da spostare e capaci di rendere flessibili gli interni. Per la luce il discorso è più complesso: temperature, fasci e intensità vanno calibrati sulla fragilità delle opere e sul comfort visivo dei visitatori, senza dimenticare la presenza degli apparecchi nello spazio. Tra scenografia e funzionalità l’equilibrio è delicato, e un impianto permanente è una grande responsabilità. Il contract per i musei nasce dallo spazio, non dal catalogo, e quando funziona quasi non si nota: insieme, arredo e luce creano luoghi sicuri, accoglienti e per tutti. Cinque progetti, dal Museo Egizio di Torino alla Collezione Peggy Guggenheim a Venezia, mostrano come.
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Museo Egizio, Torino, Artemide
Per il rinnovo di circa 500 metri quadrati tra piano terreno e ipogeo, in vista del bicentenario celebrato nell’autunno 2024, il Museo Egizio di Torino ha scelto Artemide. Gli spazi sono illuminati quasi interamente con il binario magnetico A.24 e con il sistema Turn Around, firmati da Carlotta de Bevilacqua. Nelle teche protagonisti sono i moduli Vector 20 e 30, i più piccoli del catalogo Artemide: puntano la luce sui reperti senza mai interferire con la loro presenza. Un esempio di illuminazione museale che lavora per sottrazione, mettendo al centro ciò che è esposto.
Bourse de Commerce, Parigi, Flos
Nel 2021 la Bourse de Commerce di Parigi, ex Borsa ristrutturata da Tadao Ando per ospitare la Pinault Collection, si è accesa con le installazioni di Ronan ed Erwan Bouroullec, realizzate da Flos Bespoke. Il progetto riguarda ingresso, scalinata monumentale e ristorante: nell’androne fluttua Horizontal Light, cinque tubi in vetro e alluminio lunghi sei metri, mentre nel ristorante compare anche Vertical Light. I designer hanno precisato di non dover illuminare le sale espositive, ma le aree di passaggio. Ne è nato un dialogo delicato tra architettura storica e design contemporaneo.
Triennale Milano, Tacchini Italia Forniture
A Triennale Milano, Tacchini Italia Forniture è partner di arredo anche per Cucina Triennale, il ristorante-caffetteria gestito da T’a Milano al Piano Parco, affacciato sul giardino di 7.300 metri quadrati in Parco Sempione. Nello spazio d’ingresso, che conduce alle gallerie espositive, ha collocato una selezione di arredi: il sistema di sedute Le Mura XL di Mario Bellini, la poltrona Additional System di Joe Colombo, la lampada da terra Mano Light e il tavolino Altar, tutti rivestiti con tessuti Dedar. Riedizioni di maestri del design e pezzi contemporanei accolgono così i visitatori in un luogo da vivere, non solo da visitare.
ADI Design Museum, Milano, Pedrali
All’ADI Design Museum di Milano, che ospita in modo permanente la Collezione Compasso d’Oro, Pedrali ha contribuito all’allestimento con le sedute Dome, disegnate da Odo Fioravanti, per eventi, iniziative e presentazioni. Realizzata in polipropilene stampato a iniezione con fibra di vetro, la sedia è leggera, impilabile e facile da pulire e manutenere. Un dettaglio rende il progetto ancora più significativo: Frida, altra sedia di Pedrali firmata da Fioravanti, ha ottenuto il Compasso d’Oro nel 2011 e fa parte della collezione. L’azienda arreda così un museo che custodisce anche un suo prodotto.
Collezione Peggy Guggenheim, Venezia, Arper
Nello storico Palazzo Venier dei Leoni, dove Peggy Guggenheim visse per trent’anni, gli spazi espositivi sono limitati e trovare posto per le sedute non è semplice. Per la veranda sul Canal Grande, Arper, sostenitrice del museo dal 2017 con il programma Guggenheim Intrapresæ, ha scelto le collezioni Pix e Kiik. Dovevano essere comode, con una palette cromatica capace di valorizzare gli allestimenti senza vincolarli, resistenti agli sbalzi termici e al clima veneziano, e facili da spostare per rendere lo spazio flessibile. Il risultato è un angolo di comfort e quiete per la sosta dei visitatori.
Road to Salone 2027: la Collezione Permanente del SaloneSatellite debutta a Giacarta
Prima tappa in Indonesia per il percorso globale della Manifestazione: dal 18 settembre al 18 ottobre 2026, all’Indonesia Design Week, la Collezione Permanente del SaloneSatellite racconta 27 anni di talenti, imprese e futuro del progetto



