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Bitossi, 64ª edizione del Salone del Mobile.Milano
È l’oggetto che contribuisce a rendere i nostri interni speciali. Dai tappeti, ai vasi, fino ai rivestimenti, cronaca delle anteprime avvistate al Salone Internazionale del Complemento d’Arredo
Complemento d’arredo, accessorio, decorazione. Le definizioni restano sfuggenti, soprattutto se paragonate con quelle utilizzate per i mobili strettamente funzionali. Eppure, sebbene non servano a farci sedere, mangiare o dormire, anche questi prodotti eterogenei e in parte inclassificabili hanno un ruolo imprescindibile: quello di lasciare un segno, di materializzare una storia, di infondere un’aura di poesia senza la quale uno spazio, per quanto accogliente, non sarà mai altrettanto ispirante.
Nella stupefacente trasversalità che caratterizza la sua proposta, il Salone Internazionale del Complemento d’Arredo rende tangibile il contributo offerto dall’oggetto decorativo. Restituendo una visione allargata, a tutto tondo, di come evolvono tecnica e stile, e mostrando come l’approccio progettuale consenta di ampliare il ventaglio delle soluzioni, costruendo sulla qualità artigianale con l’obiettivo di innovare.
Una categoria ancestrale, quella del tappeto, esprime in maniera emblematica la ricchezza della ricerca contemporanea. Nel suo perimetro, la destinazione d’uso, i materiali e le tecniche impiegate possono cambiare, ma non è solo l’esclusività a determinarne il valore. A fare la differenza sono anche e soprattutto le idee e il modo in cui queste ultime sono sviluppate: ce lo racconta Amini, con i quattro tappeti ispirati agli elementi naturali - terra, acqua, aria e fuoco – disegnati da Altherr Désile Park. Nanimarquina sceglie invece di confrontarsi con la personalità e il linguaggio dell’artista Lucia Eames: un cognome che gli appassionati di design di tutto il mondo conoscono, trattandosi dell’unica figlia dei maestri americani Charles e Ray. I motivi ricorrenti nel suo linguaggio figurativo, spesso influenzato dalla natura e dalle sue forme organiche, vengono riproposti nella trama dei tappeti, facendo della sperimentazione con le fibre un’opportunità per traslare la sua sensibilità secondo una matrice architettonica. Anche il marchio di arredo Calligaris continua la sua ricerca sulla versatilità dei tappeti negli spazi dell’abitare. Il suo Nest, dalla forma irregolare e arrotondata, è ispirato alla sovrapposizione delle pietre levigate. Realizzato in polipropilene su telaio meccanico, è pensato per un inserimento pratico e versatile nella zona living e in sala da pranzo.
Sotto i tappeti, anche il pavimento si rinnova attraverso geometrie inaspettate. Supernova, nel catalogo di Listone Giordano su progetto di Pietro Olioso, guarda al mondo delle stelle e alle configurazioni suggerite dalla fisica della luce. Il suo modulo in parquet si contraddistingue per la presenza di lati concavi e convessi che, incastrati tra di loro, restituiscono un pattern decorativo reso ancora più imprevisto e cangiante dalle riflessioni della luce sul legno.
Un'altra tipologia per eccellenza, un altro archetipo del settore complemento è quello dei vasi. Costruendo nuove relazioni privilegiate con i designer, in continuità con la sua storia, Bitossi Ceramiche lavora tra gli altri con Martino Gamper, autore della nuova collezione Dittico. Realizzati nella tecnica del colaggio in terra bianca, i suoi vasi costituiscono una famiglia complementare che alterna linee organiche ad altre più strettamente lineari, costituendo un contrappunto tra forme geometriche in dialogo. Il marchio belga Atelier Vierkant si impone invece attraverso un salto di scala: le sue maxi-creazioni ceramiche Archae & Petrae, duo dai colori neutri, rievocano una presenza primordiale e trovano si inseriscono naturalmente negli spazi esterni, integrandosi spontaneamente nel paesaggio.
Nel campo della porcellana, il marchio veneto Villari torna al Salone privilegiando il suo archivio classico e déco. Tra i pezzi iconici in mostra, Lady V è riproposta in un nuovo color crema, un’interpretazione understated della celebre lampada. La suggestione dell'art déco torna anche tra le nuove proposte di Vista Alegre, maison portoghese fondata nel 1824 e tra le maggiori depositarie della tradizione del paese nel campo della lavorazione della porcellana, della ceramica e del cristallo. Il marchio torna al Salone con diverse anteprime, tra cui Breeze, servizio per la tavola in cristallo contraddistinto da un pattern costituito da una maglia di tagli diagonali, e Halo, una lampada che porcellana biscuit nera lavorata artigianalmente e cristallo satinato tagliato a mano. La rilettura del catalogo storico si apre a una rivitalizzazione contemporanea anche nel caso del vetro. Il marchio Daum, radicato nell’est della Francia e più precisamente a Nancy, patria dell’omonima École e simbolo del vetro Art Nouveau, svela al Salone una nuova versione della sua iconica collezione Tulipe, oggi presentata nella sua quarantanovesima tonalità distintiva, una sfumatura tra l’ambra e il rosa. Tra le nuove proposte di Venini, invece, vetro e luce si incontrano in una rinnovata convergenza con Volcano, reinterpretazione dei pannelli a parete concepiti da Manfredo Vaccari Giglioli negli anni ’70 per la Cassa di Risparmio di Cento. Ogni blocco, caratterizzato da una superficie levigata e da tonalità calde che rievocano il magma, si accompagna ad un sistema di illuminazione integrato e dimmerabile, che permette di giocare con l’intensità e le sfumature.
Dopo gli oggetti, parliamo di invece di fitness. Il tema del benessere attraversa con sempre maggiore pervasività gli spazi residenziali e contract, dove lo sport e il movimento diventano attività sempre più integrate nel nostro quotidiano. Ce lo ricorda Technogym, marchio italiano leader nel campo delle attrezzature sportive. La sua proposta per il Salone 2026, Sand Stone, non è un prodotto vero e proprio ma una nuova estetica ispirata ai colori e alle finiture dell’arenaria mediterranea. Passando dal tradizionale nero al beige, tapis roulant e attrezzi diventano un tutt’uno con l’esperienza sensoriale della casa, contribuendo ad affermarsi come nuove “macchine dell’abitare” domestico.
Non dobbiamo dimenticare, infine, che il benessere più grande che una casa può offrire è la capacità di farci sorridere. Ce lo ricorda Gufram, fucina delle grandi icone radicali del design italiano, con la riedizione di Fachiro, una poltrona sacco “punta a punta” che ci invita a sederci sulla sua superficie apparentemente ostile. Un modo di ingannare con ironia i riflessi della nostra percezione. E di ricordarci che sfidare regole e aspettative – meglio se con il gioco - rimane centrale per la vitalità di questo settore.



