Le nostre società, si sa, cambiano ed evolvono in base a necessità più o meno latenti, e se in parallelo il design fa proprie queste evoluzioni accompagnandole e dandogli forma, ecco che la crescita dell’età media e dell’aspettativa di vita è un tema urgente che il design deve abbracciare e affrontare
Quando il Contract incontra il Design
Una nuova linea editoriale per The Book Contract + Design che riflette sul design italiano, passando dalla dominazione dei pezzi cult alla sinergia del “sistema” arredo.
Nella sua introduzione, del numero di settembre della rivista The Book Contract + Design, Giulio Ceppi fa un interessante riflessione sull’evoluzione del design italiano. In principio caratterizzato da prodotti iconici di Maestri, quali i Castiglioni, Magistretti, Mari, Sottsass, Zanuso, è stato contaminato poi dal Contract in cui l’attenzione non andava più al singolo prodotto, ma verso un sistema coordinato d’arredamento. Non si trattava più di cambiare il mondo, ma di arredarlo. Così il Made in Italy è diventato internazionale, trainato da altri protagonisti come Lissoni, Urquiola, Citterio, Dordoni, Starck. Ora invece, secondo Ceppi, è il momento della contaminazione tra il prodotto, quindi design, e il sistema, quindi il contract. Ridare importanza al prodotto, esaltandone il know-how e la qualità, come ha fatto Agnese Lonergan nel suo articolo “Lost in design” presentando una carrellata di oggetti iconici e senza tempo in esposizione al “supersalone” e negli showroom in città. Tra le aziende citate ci sono Janus et Cie, Minotti, Poliform, Flexform, Ethimo, LaPalma, Talenti, Living Divani, Zanotta e molte altre.
Crediti
Video: Michele Foti
Testo originale: Giulio Ceppi, Agnese Lonergan
Foto: courtesy The Book. Contract+Design
Magazine: The Book. Contract + Design
Editore: Contract network srl



