Il riconoscimento è stato conferito oggi dal Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, Antonio Tajani, in occasione dell’inaugurazione ufficiale della 64ª edizione della Manifestazione
La lanterna di Raritas si accende di storie
Mitterrand Gallery, Salone Raritas
Nell’allestimento immaginato da Formafantasma gallerie internazionali, manifatture storiche e aziende specializzate in lavorazioni uniche si raccontano, ognuna a modo suo. C’è chi espone il suo savoir faire, chi riporta l’attenzione sui maestri del Novecento e chi chiama a collaborare artisti e designer contemporanei
Si è finalmente alzato il sipario sulla prima edizione di Raritas. Curated Icons, unique objects and outsider pieces, la piattaforma curata da Annalisa Rosso e dedicata all’altissima manifattura, all’antiquariato e alle edizioni limitate, non necessariamente (o non più, o non solo) per collezionisti ma pronti ad assumere una valenza progettuale. Percorrendo i corridoi di questa nuova “fiera nella fiera”, tra gli stand in diverse tonalità di colore chiare e terrose, troviamo 28 realtà che vengono da tutto il mondo e rispondono alla chiamata dell’eccellenza in maniera personale, ciascuna con il proprio carattere e linguaggio. Alcune di loro presentano delle piccole monografiche incentrate su figure importanti, ma a volte non del tutto comprese, dell’arte e del progetto del secondo Novecento, o degli affondi su particolari periodi storici. Altre mostrano gli esiti di percorsi di ricerca portati avanti insieme a progettisti di oggi, ragionando con loro su problemi concreti come la valorizzazione degli scarti o su una particolare lettura del presente.
La lista completa degli espositori comprende 13Desserts, 1182 Ltd. ABI, Botticelli Antichità & Alessandra Di Castro, Brun fine Art, Consorzio La Permanente Mobili Cantù, Galerie Philia, Galerie Zippenfenig, Hering Berlin, Marta Sala Éditions, Massimo Lunardon Edizioni, Matera, Max Radford Gallery, Mercado Moderno, Mitterrand Gallery, Mouromtsev Design Editions, Neutra, Nilufar, Officine Saffi Lab, Paradisoterrestre, Parasite 2.0 x Bianco67, Salviati x Draga & Aurel, Serafini, Side Gallery, Studio Francesco Faccin con Fonderia Artistica Battaglia, Studio Sabine Marcelis, Xavier Lust, Zaza Maizon by A1Architects.
Massimo Lunardon Edizioni si concentra sulla figura di Andrea Branzi, in questo momento al centro anche di una importante retrospettiva alla Triennale, e presenta una serie di oggetti in vetro, pezzi unici ed edizioni limitate, da lui disegnati nel corso della sua lunga collaborazione con il maestro veneziano. Ad accomunarli, oltre alla trasparenza, è la presenza di una forte componente poetica e riflessiva: per Branzi, infatti, il vetro era il materiale “attraversabile” per eccellenza, capace non soltanto di lasciar filtrare la luce dando vita a riflessi mutevoli e affascinanti ma anche di favorire le connessioni tra le persone, le presenze organiche che abitano le loro case – come, per esempio, i fiori o le piante – e lo stesso ambiente domestico. Tra le opere esposte troviamo gli Ice Dolmen, una collezione di cinque opere immaginate dal designer e realizzate da Massimo Lunardon tra il 2022 e il 2023, paesaggi arcaici nei quali le pietre che formano i celebri monumenti megalitici si trasformano in spesse lastre di vetro stimolando la riflessione sulla sacralità primitiva del rapporto tra uomo, natura e artefatto.
Rimanere “morbidi” – cioè gentili, accoglienti, ironici – quando il gioco si fa duro e la situazione internazionale incerta: potrebbe essere questo il motto che riassume lo spirito del progetto con cui la galleria Mouromtsev Design Editions, giovanissima poiché fondata a Dubai nel 2025, fa il suo debutto a Milano. Al centro c’è una collezione originale di sei pezzi unici appartenenti a diverse tipologie di oggetti (un daybed, un tappeto, una lampada da terra, un coffee table e una lounge chair) firmata da Job Smeets con la curatela di Maria Cristina Didero e realizzata in collaborazione con Gufram. Si intitola Soft Parade e ha la missione di far pensare chi la osserva usando l’ironia e la provocazione, due armi da sempre presenti nella faretra dell’artista belga. Il fuoco, per esempio, che siamo abituati ad associare al pericolo, diventa una comoda seduta. Lo pneumatico, che da solo ci potrebbe dritti nel campo semantico della velocità e dell’efficienza industriale, qui emette luce e ci ricorda che “The World Will Be Saved By Beauty”, la bellezza salverà il mondo.
La Galerie Zippenfenig, l’unica galleria viennese specializzata nel collectible design, rende omaggio a un’importante personalità austriaca: l’architetto e designer Heidulf Gerngross, nato in Carinzia nel 1939. Alla radice della sua pratica c’è il concetto ideato da lui stesso dell’Archiquant, il quanto architettonico, una forma geometrica al tempo stesso nuova e arcaica che unisce curva e retta e può essere usata per costruire un intero alfabeto progettuale. A partire da questo modulo, e tenendo come punto di riferimento fondamentale il corpo umano, il progettista carinziano ha elaborato un sistema completo di oggetti funzionali – tavoli, sgabelli e altri pezzi che il curatore Stephan Hamel mette in relazione con una seduta scultorea realizzata da uno dei più importanti artisti visivi del Paese, Franz West (1947-2012). “Il dialogo tra Archiquant e West si sviluppa lungo uno slittamento: dalla struttura implicita all’esperienza esplicita”, spiega Hamel. “Gerngross definisce le condizioni, West le attualizza. Il primo opera a livello di grammatica generativa, il secondo a livello performativo”.
Da Parigi, la Galerie Mitterrand porta a Salone Raritas una selezione di opere di Claude (1924-2019) e François-Xavier Lalanne (1927-2008), una coppia di artisti e designer che nel dopoguerra ha saputo portare la fantasia dei Surrealisti nell’ambiente domestico e creare un proprio universo molto riconoscibile popolato da piante e animali tanto eccentrici quanto affascinanti. Tra queste troviamo, per esempio, gli arredi Williamsburg disegnati da Claude Lalanne nel 1984 su commissione per il Museo delle Arti Decorative dell’omonima città della Virginia, un progetto molto importante nella parabola professionale dell’artista perché segna il passaggio a una maggiore integrazione dei suoi lavori nell’ambiente circostante. La Lampe Échassier, petit modèle del 1990, una lampada in bronzo, rame e vetro opalino nella quale il corpo arrotondato di un uccello diventa fonte luminosa, e gli altri pezzi di François-Xavier, la metà maschile de “i Lalanne”, evidenziano la singolarità del suo immaginario.
Zaza Maizon, il brand saudita fondato dall’architetto Abdulaziz Khalid Al Tayyash, integra elementi della cultura del Paese del Golfo Persico in una ricerca decisamente contemporanea nella quale lo studio del movimento e dei suoi effetti sulle forme ha un ruolo centrale. La Vitturi Chair, una seduta scultorea in acciaio inossidabile, cattura l’essenza cinetica del gesto rapido con il quale i sauditi si sistemano lo “shemagh”, il copricapo tradizionale che in altre regioni del mondo arabo viene chiamato “kefiah”. La scultura Tawāshuj ha, certo, le fattezze di un cammello, ma al tempo stesso richiama un paesaggio fatto di rilievi rocciosi plasmati dal vento e di corsi d’acqua dall’andamento sinuoso.



