La Manifestazione torna protagonista a Fiera Milano Rho dal 13 al 18 aprile 2027, confermandosi l’epicentro globale dell’innovazione e del progetto
Design Kiosk, design DWA Design Studio - Piazza della Scala
Nei giorni della fiera, una serie di iniziative promosse dal Salone a Milano ha veicolato la cultura del progetto tra cittadinanza e professionisti. Gettando un ponte tra il patrimonio della città e il dinamismo del presente
Il perimetro di certi ecosistemi non si ferma a una linea di confine. Va oltre, getta ponti, crea iniziative che danno vita a risonanze, scambi e dialoghi. Una vocazione che appartiene anche al Salone del Mobile.Milano. Superando le porte del complesso progettato da Massimiliano Fuksas, l’ultima edizione del Salone ha alimentato una rete di iniziative disseminate per la città. Un modo per ricordare quel denominatore comune che identifica la capitale mondiale del design con la sua fiera. E per non dimenticare che questo legame deve essere sempre ribadito: non solo come promemoria dell’identità del territorio, ma anche come opportunità di rinnovamento per la cultura del progetto.
In Piazza della Scala, simbolo internazionale della città meneghina, è tornato il Design Kiosk, l’edicola del design firmata da DWA Design Studio. L’idea, lanciata nel 2024, ha raccolto anche quest’anno un grande successo di pubblico, confermandosi come un punto di accesso fresco e trasversale ai protagonisti e alle novità di settore. L’installazione, immancabile grazie al suo vivido rosso “Salone”, ha accolto una selezione di riviste indipendenti, libri specializzati, poster in edizione limitata, oggetti per la casa, fino alla capsule collection del Salone del Mobile.Milano.
Agli oggetti si sono poi affiancate le parole, quelle condivise dai protagonisti del mondo dell’editoria, coinvolti in una serie di talk a cura di Reading Room. Un modo per dare voce a riviste internazionali indipendenti - tra cui Ark Journal, Magazine C, e Never Too Small - che coltivano un punto di vista originale su cosa significa abitare oggi. E per portare in piazza, letteralmente, l’esperienza di un design che si fa racconto, immaginazione e testimonianza.
Con Architectures of Freedom, l’autrice e ricercatrice Bianca Felicori ha curato un percorso di cinque architetture da riscoprire sul territorio milanese. Già autrice di Forgotten Architecture, volume sulle architetture dimenticate pubblicato da Nero edizioni, Felicori non è nuova ad una rilettura di un patrimonio tutt’altro che minore, ma spesso rimasto ai margini della narrazione dominante. La sua selezione ha accompagnato il pubblico tra cinque edifici emblematici di Milano per riscoprirne l’originalità e il valore: la Biblioteca Sormani di Arrigo Arrighetti, il Collegio di Milano di Marco Zanuso, la Casa a Tre Cilindri di Bruno Morassutti e Angelo Mangiarotti, la Chiesa di San Giovanni Bono di Arrigo Arrighetti, fino all'edificio di Corso Italia di Luigi Moretti. In ogni tappa, un’architettura leggera, un metaforico aquilone sviluppato in collaborazione con K-Way, costella il percorso e invita all’approfondimento.
Sulla stessa linea della riscoperta, Common Archive – La Notte Bianca del Progetto ha offerto una possibilità straordinaria: quella di avere accesso, per una notte, agli archivi di design disseminati per la città di Milano. Il 24 aprile, dalle 18.30 alle 23.00, oltre cinquanta eventi tra visite guidate e incontri sono stati aperti alla cittadinanza. In questo percorso a tappe, dedicato all’esplorazione di un patrimonio inestimabile che pochi luoghi al mondo possono vantare, sono state incluse istituzioni cittadine, archivi associativi e museali, tra cui: la Triennale Milano, il Politecnico di Milano, la Cittadella degli Archivi, il CASVA – Centro Alti Studi sulle Arti Visive, il Centro di Documentazione sul Progetto Grafico di AIAP, l’ADI Design Museum, l’Archivio Storico di Fondazione Fiera Milano, la Collezione delle Stampe “Bertarelli” del Castello Sforzesco.
A questa mappa diffusa si sono aggiunte le case-studio e le fondazioni dei Maestri che hanno fatto grande Milano nel dopoguerra, da Achille Castiglioni a Franco Albini, da Vico Magistretti a Gae Aulenti, da Giovanni Muzio a Gio Ponti, a Giancarlo Iliprandi, a Bruno Danese e Jacqueline Vodoz. L’iniziativa, a cura dell’Osservatorio del Salone del Mobile.Milano, è stata sviluppata in collaborazione con la Scuola del Design del Politecnico di Milano e ha ricevuto il patrocinio di Regione Lombardia e del Comune di Milano. A suggello di quanto archivi e istituzioni, se messi in relazione, possano contribuire a rendere vivo e accessibile un patrimonio che auspichiamo aperto e plurale.



