Il mondo creativo di Mollino, il lavoro collettivo di Piuarch, l’albero pop-up di Komagata, gli aforismi da Socrate a Rem Koolhaas, i mobili di famiglia di Emmanuel Carrère. 14 titoli da non perdere
Giulio Ghirardi e le case degli altri
Progetto Mia Dalton - Los Angleles
Bastano pochi oggetti per capire cosa racconta una stanza. Hai mai letto tra le crepe sui muri, nelle venature del parquet?
Aprire la porta piano e scoprire con stupore un divano in velluto perfettamente spazzolato, un grande specchio da muro e una luce ambrata che, coraggiosa, si è fatta strada tra le tende ampie.
Le case degli altri, sono da sempre perfette scenografie di narrazioni immaginarie. Pensare a cosa può essere accaduto al loro interno leggendo tra le crepe sui muri, sbirciando nelle librerie.
Bastano pochi oggetti per raccontare una storia e le fotografie di Giulio Ghirardi sfamano la mente di chi viaggia con la fantasia.
Il suo percorso ha inizio nell’architettura, frequentando il Politecnico di Milano, in seguito a una laurea triennale a Strasburgo. La passione per le immagini si accende invece molto tempo prima, quando all’età di dodici anni parte per un viaggio negli Stati Uniti con i genitori e porta a casa i suoi primi ricordi da sviluppare.
Grazie ai suoi studi impara a guardare gli spazi e conoscere i materiali, ma le lunghe attese sono in contrasto con chi ha il piacere di vedere presto un risultato. Con la fotografia, invece, scopre la soddisfazione dell’immediato, aggettivo che rimane distante dal mondo delle strutture.
Design longevity, il progetto ai tempi della silver economy
Le nostre società, si sa, cambiano ed evolvono in base a necessità più o meno latenti, e se in parallelo il design fa proprie queste evoluzioni accompagnandole e dandogli forma, ecco che la crescita dell’età media e dell’aspettativa di vita è un tema urgente che il design deve abbracciare e affrontare



