Come cambiare il mondo dell’abitare fin da piccoli, leggendo

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Gertrude. L’arte di creare un giardino (Topipittori, 2026)

Gertrude. L’arte di creare un giardino (Topipittori, 2026)

È uscito in libreria Gertrude. L’arte di creare un giardino di Ángela León, edito da Topipittori, terzo di una collana di libri dedicati a donne straordinarie che hanno cambiato il nostro modo di vivere e di abitare 

Lina nasce a Roma nel 1914. Charlotte nasce a Parigi nel 1903. Gertrude nasce a Londra nel 1843. In anni e contesti diversi che hanno plasmato le loro passioni e i loro talenti, ben raccontati da Ángela León per la casa editrice Topipittori. Lina è l’architetta Lina Bo Bardi, Charlotte è la designer Charlotte Perriand e, infine, Gertrude è Gertrude Jekyll, progettista di giardini, sulla quale è appena stato pubblicato Gertrude. L’arte di creare un giardino (Topipittori, 2026). Le unisce il fatto di essere state donne eccezionali, ma anche poco conosciute, o perlomeno non quanto dovrebbero esserlo, dato ciò che hanno inventato. E le unisce anche l’interesse che Ángela León e Giovanna Zoboli, fondatrice della casa editrice insieme a Paolo Canton nel 2004, hanno mostrato nei loro confronti, volendone portare alla luce la storia attraverso questi meravigliosi testi illustrati. 

Gertrude. L’arte di creare un giardino (Topipittori, 2026)

Gertrude. L’arte di creare un giardino (Topipittori, 2026)

Come nasce la vostra relazione?

Zoboli: La relazione con Ángela León nasce grazie a Guido Scarabottolo che anni fa mi mostrò alcuni disegni realizzati da una mano straordinaria, per una guida fantastica della città di San Paolo. Credo che le persone che sanno disegnare le architetture, i paesaggi e i volti in maniera molto fluida, siano anche le migliori a saperle raccontare. Mi colpirono molto. La nostra collaborazione con Ángela è iniziata con un libro edito in collaborazione con i Musei Fiorentini per la nostra collana “Piccola Pinacoteca Portatile”, un libro sul colore verde nell’arte. Poco dopo Ángela mi ha proposto un progetto sulla vita e la figura di Lina Bo Bardi che, per pura coincidenza in quel momento avevo appena scoperto. Dal lavoro di Ángela su Lina è nato un format che poi si è rivelato ideale anche per raccontare altre donne eccezionali, come Charlotte Perriand e Gertrude Jekyll. In Inghilterra Jekyll è una specie di monumento nazionale: il giardino inglese per come lo conosciamo oggi è praticamente opera sua. In più è stata una scrittrice eccezionale sui temi del giardinaggio e della natura, a cui molto deve l’amore degli inglesi per le piante, gli animali e il paesaggio. 

 

León: Non abbiamo cominciato a lavorare con l’idea di fare una collana di storie di donne. Topipittori mi ha proposto di illustrare un libro su Lina Bo Bardi e, dato che avevo vissuto in Brasile e la ammiravo molto, ho chiesto loro se potevo anche scriverlo. Mi è piaciuto farlo e abbiamo deciso di pubblicarne un altro, e poi un altro e senza volerlo è cominciata la collana. L'obiettivo di raccontare storie è quello di renderle appassionanti e, preferibilmente, inedite: in effetti, di donne di talento di cui non si è parlato abbastanza ce ne sono state molte. Farlo è anche un modo per valorizzarle e riparare un po’ all’ingiustizia che non abbiano avuto, al momento opportuno, il riconoscimento che meritavano. Con Topipittori avevamo cominciato a parlare di Lina perché in quel momento c’era una mostra alla galleria Nilufar di Milano e, qualche tempo dopo, ha ricevuto anche il Leone d’Oro speciale alla memoria da parte della Biennale Architettura 2021. Quando ho cominciato il libro su Charlotte, la Fondazione Louis Vuitton aveva, invece, organizzato una bellissima esposizione su di lei. Negli ultimi anni abbiamo iniziato a prestare attenzione a figure come queste, ma, ad esempio, credo che in spagnolo non esistano ancora libri su di loro, quindi è importante che escano opere ispiratrici che ne divulghino le storie. 

In tutte e tre le storie i bambini sono anche protagonisti: primo perché il racconto inizia quando le tre donne sono bambine e poi perché loro stesse hanno coinvolto i bambini nelle fasi di progettazione delle loro creazioni.

Zoboli: È interessante come Ángela abbia deciso di partire dalle radici e dall’infanzia di queste donne e anche come all’inizio non ci siano solo loro da bambine, ma il contesto storico in cui crescono. Come dire: noi nasciamo e assorbiamo ogni cosa, e siamo anche in grado, attraverso la creatività, di cambiare il mondo stesso in cui siamo arrivati. Tutte e tre queste bambine hanno avuto nella loro infanzia delle vere e proprie illuminazioni. Charlotte quando va in ospedale per essere operata di appendicite scopre la bellezza delle pareti bianche, degli spazi vuoti, essenziali dell’ospedale, e se ne innamora; Lina non vede l’ora di crescere per avere delle avventure; Gertrude scopre la natura, inventa i nomi delle piante e, quando si trasferisce in campagna con la famiglia per scappare da una Londra inquinatissima, diventa una bambina selvatica, gira da sola per la campagna, fa amicizia con gli animali che incontra. Poi passerà attraverso altre grandi passioni, come quella per la pittura alla quale dovette rinunciare per un problema alla vista, ma alla natura tornerà scoprendo il suo più grande talento, quello di creare giardini. A unire queste tre figure sono l’idea della natura come elemento centrale a cui ispirarsi e con cui confrontarsi per costruire architetture, ambienti, spazi sia interni sia esterni, e poi la passione per la creatività degli artigiani, il lavoro fatto con le mani, le tecniche. Questi due aspetti cuciono le tre figure in un racconto corale. 

 

León: Ora sto lavorando a un nuovo libro su Margarete Schütte-Lihotzky. Anche lei, come le altre tre, è una donna molto creativa e coraggiosa, che ha preso decisioni poco convenzionali e rischiose riguardo non solo al suo modo di lavorare, ma anche di vivere. Tutte avevano una sensibilità molto particolare verso aspetti del mondo che le circondava, come la natura, i modi di vivere o la giustizia sociale. Tutte sono di grande ispirazione. 

E tu a chi ti ispiri nel tuo lavoro?

León: Di solito consulto il lavoro dei miei artisti preferiti: Maira Kalman, Yann Kebbi, Roger Duvoisin. Non ho studiato illustrazione e ho ancora molto da imparare, quindi loro per me questi sono modelli che studio quando devo prendere decisioni concrete durante il processo di composizione di un disegno. Ma per me l'ispirazione o ciò che mi predispone a lavorare bene, con entusiasmo, può anche essere un film, un concerto o un giardino o un oggetto di uso quotidiano. Credo che ogni lavoro ben fatto sia fonte di ispirazione. 

25 febbraio 2026
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