Per la prima volta con Salone Raritas è approdato in fiera il design dei pezzi unici e delle edizioni limitate, l’antiquariato e l’alto artigianato. Nina Yashar, Massimo Lunardon, Bruno Botticelli e Francesco Faccin: l’opinione degli espositori
FORMATO2026: al via la terza edizione del concorso di design a Minsk
Categoria mobili imbottiti
L’Ambasciata d’Italia nella Repubblica di Belarus rinnova l’appuntamento con l'eccellenza creativa e il talento emergente
In occasione dell'Italian Design Day 2026, l'Ambasciata d'Italia nella Repubblica di Belarus a Minsk, ancora una volta in sinergia con New Studio (Minsk) e una rosa di validi sponsor, ha organizzato la terza edizione del concorso di design rivolto ai progettisti e agli studenti, con l'obiettivo di promuovere la cultura del design italiano, con particolare attenzione al Salone del Mobile.
Il concorso - unico in tutta la Belarus per il disegno industriale – si chiama da quest’anno FORMATO. L'iniziativa ha rappresentato un'opportunità interessante per professionisti e studenti designer, arrivando a raccogliere 90 progetti nelle 4 categorie (sedute, luci, accessori e mobili).
Il 19 marzo si è tenuta la serata conclusiva di FORMATO2026, alla presenza della giuria composta da Natalia Galonskaya, designer d’interni, Aleksandr Kratovich, architetto, Aleksandr Pugachov, dealer di grandi marchi tricolori, Ales Cherniavsky, designer industriale, e in collegamento con Marilia Pederbelli, curator al Museo del Design della Triennale di Milano.
Per la prima volta, per bocca della Dottoressa Pederbelli, è stato attribuito il Premio Milano, voluto dall’Ambasciata per sottolineare il legame dell’IDD con il Salone del Mobile.Milano. Altra prima assoluta, il miglior mobile in legno è stato premiato dallo sponsor PMC (Postavyj Mebelnyj Tsentr) con la realizzazione del prototipo del progetto.
Tecnologie invisibili, materiali sostenibili e intelligenza diffusa
In questa edizione 2026 del Salone del Mobile.Milano, la tecnologia non è più un elemento da esibire, non coincide con la forma, né con il gesto progettuale evidente. È una tecnologia che si muove piuttosto in una dimensione più discreta, dove innovazione, materia e sostenibilità si sovrappongono e il digitale si integra fino a diventare quasi impercettibile



