Domus Antoniolupi: dove il bagno diventa casa

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Street_Light, design Al Studio, Antoniolupi

Street_Light, design Al Studio, Antoniolupi

Al Salone del Mobile, l’azienda toscana presenta uno stand di 900 metri quadri ispirato alla casa romana. Progettato da Giorgio Rava, lo spazio ribalta la logica fieristica: prima l’architettura, poi i prodotti. Una conversazione con Andrea Lupi

Nella domus romana ogni ambiente aveva un nome, una funzione e un ritmo preciso. Gli spazi si organizzavano lungo un asse continuo, dall'atrio al tablino al peristilio, in una sequenza in cui il passaggio da un ambiente all’altro era al tempo stesso architettonico e sociale. La domus era un sistema integrato: ogni stanza dialogava con le altre, e la qualità dell'abitare si misurava nella coerenza dell'insieme. È un’idea di spazio che oggi torna di attualità nel modo in cui pensiamo la casa, e in particolare il bagno. Per decenni confinato a una funzione puramente tecnica, questo ambiente ha acquisito una centralità nuova: è diventato il luogo della cura di sé, un ambiente intimo ma non più isolato, che si apre e si contamina con il resto della casa. La distinzione tra zona giorno, zona notte e stanza da bagno è diventata un confine sempre più sottile, che richiede non solo competenze tecniche ma una visione progettuale capace di tenere insieme funzionalità, materia ed emozione. 

 

È esattamente questo il territorio di indagine di Antoniolupi, azienda toscana che da anni ha esteso la propria ricerca dall’ambiente bagno al living, portando in entrambi gli ambiti la stessa qualità di materiali, la stessa coerenza formale e la stessa attitudine sartoriale al progetto. Per il Salone del Mobile 2026, l’azienda tradurrà questa visione in architettura con la Domus Antoniolupi: non un allestimento fieristico nel senso tradizionale, ma uno spazio da attraversare e abitare.

 

Il progetto, firmato da Giorgio Rava, si svilupperà come una sequenza di cinque ambienti organizzati attorno a uno spazio centrale, secondo l’impianto dell’atrio nella casa romana antica. Ogni stanza offrirà una diversa interpretazione del rapporto tra bagno e living, costruendo ambienti in cui arredi, superfici e elementi legati all’acqua conviveranno all’interno di un unico paesaggio domestico.

 

Quest'anno Antoniolupi vuole invertire l’ordine consueto delle cose. “Di solito hai i prodotti e poi chiedi a un architetto di costruirci attorno un allestimento. Noi abbiamo lavorato all'opposto,” racconta Andrea Lupi, CEO e art director dell’azienda. “È nato prima il progetto della Domus e poi sono nati i prodotti. È come se li avessimo fatti in funzione dello spazio, della presentazione.” Lo stand – circa 900 metri quadri al Padiglione 22 (A05–A07), accessibile solo attraverso visite guidate – si configurerà come un’installazione in cui la fusione tra bagno e living prende forma concreta. “Vogliamo raccontare la nuova immagine di antoniolupi,” spiega Lupi, “e far percepire che questi due mondi possono convivere nello stesso spazio.” 

 

“A differenza di molti allestimenti fieristici, dove si tende a mostrare il maggior numero di finiture possibili, noi abbiamo scelto due soli materiali: il rovere Evo e il marmo botticino. Essenzialità e coerenza,” racconta il direttore artistico. Il rovere Evo è una nuova finitura naturale e tattile; accostato al botticino, definirà un paesaggio cromatico caldo e uniforme in cui i prodotti emergeranno senza competere con il contesto.

Neolitico, design Paolo Ulian, Antoniolupi

Neolitico, design Paolo Ulian, Antoniolupi

Skyline, design Antonio Iraci, Antoniolupi

Skyline, design Antonio Iraci, Antoniolupi

Piana Stone, design Nevio Tellatin, Antoniolupi

Piana Stone, design Nevio Tellatin, Antoniolupi

Nemesis, Antoniolupi

Nemesis, Antoniolupi

Fortepiano, Antoniolupi

Fortepiano, Antoniolupi

Lineadacqua, design Giorgio Rava, Antoniolupi

Lineadacqua, design Giorgio Rava, Antoniolupi

Domus Antoniolupi

Domus Antoniolupi

All’interno della Domus Antoniolupi conviveranno anime progettuali diverse, accomunate dalla stessa radice: la ricerca sulla materia e sull’interazione con l’acqua. Da un lato c’è Carsico, il lavabo-scultura firmato da Paolo Ulian, nato da una riflessione sul carotaggio del marmo. “È un lavabo poetico,” lo definisce Andrea Lupi. “Dal processo di carotaggio è uscito un oggetto che io definisco un organo. La macchina a controllo numerico fa un terzo del lavoro: il resto è manodopera, si torna al vecchio artista che scolpiva la pietra.” 

 

Dall’altro c’è la tecnologia Sensor, applicata alla collezione Lineadacqua di Giorgio Rava: un sistema che elimina completamente la rubinetteria tradizionale. “Con dei sensori si regolano temperatura e potenza dell’acqua, basta avvicinare la mano perché esca. Non si tocca più nulla,” racconta Lupi. Presentata l’anno scorso per il lavabo, la tecnologia verrà ora estesa a vasca e doccia. 

 

Tra le altre novità, Michele Vitaloni firma Nazionale, una linea di rubinetteria dalle geometrie rigorose; Brian Sironi presenta Lilium, un lavabo ispirato alla forma del fiore; Carlo Colombo disegna Slide, una vasca monolitica ricavata da un unico blocco di marmo. Lo stand ospiterà inoltre i tappeti in cavallino Batua di Nevio Tellatin e una nuova capsule collection di rivestimenti in gres porcellanato firmata da Carlo Colombo, Gumdesign, Giorgio Rava e Mario Trimarchi. 

 

“C’è innovazione, ricerca, design, coerenza progettuale. Chi verrà lo percepirà,” conclude Andrea Lupi. È forse la sintesi migliore di quello che la Domus Antoniolupi proverà a essere: non uno stand da visitare, ma un progetto da abitare. Anche solo per il tempo di una frenetica visita al Salone. 

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8 aprile 2026
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