Materie prime: i metalli nell’arredo

09 Fucina-Latteria-Keiji Takeuchi HEADER

Latteria by Keiji Takeuchi for Fucina

Cresce l’attenzione verso i prodotti in acciaio, alluminio, rame, ottone: sono materiali versatili, resistenti e nobili allo stesso tempo. In più, sono riciclabili all’infinito. Entrati ormai a pieno titolo nella casa, diventano anche una scelta sostenibile

«Abbiamo assistito negli ultimi anni a una rivalutazione del metallo nel mondo dell’arredamento e in particolare nel segmento casa. I nostri prodotti, dal design essenziale e personalizzabili grazie alle molte finiture, partecipano alla creazione di ambienti belli e confortevoli. È stato premiato il nostro lavoro: abbiamo cercato di dare un’anima al metallo, attraverso lavorazioni come la verniciatura goffrata, per la quale chi lo tocca ci dice: “Non sembra metallo!”. Siamo in crescita a livello di fatturato e rete commerciale, nonostante da un anno a questa parte il prezzo della materia prima abbia avuto una crescita mai vista prima, più che triplicata, che ci ha costretti a rivalutare il listino dei prodotti». A parlare è Sandro Fantin, ingegnere e CEO dell’omonima azienda di Fiume Veneto (Pordenone), fondata nel 1968, che in questi ultimi anni si è concentrata nello sviluppo di collezioni d’arredo in acciaio adatte a ogni contesto, dalla casa all’ufficio, dal retail all’industria.
 
«Abbiamo lavorato con la stessa intensità sia sulle forme che sulle finiture, queste ultime raddoppiate in pochi anni da 20 a oltre 40 colori, grazie agli investimenti tecnologici sulla verniciatura a polveri atossiche», conferma l’art director Salvatore Indriolo. Fantin negli ultimi cinque anni ha accresciuto il suo fatturato di oltre il +50% e sfiorerà i 4 milioni di euro alla fine del 2021. Queste scelte premiano una crescita continua in termini di fatturato e di presenza sul mercato: «Abbiamo iniziato con Austria e Germania, poi Belgio, Olanda e Francia. L’interesse è in costante crescita anche in Italia, e stiamo cominciando anche negli Usa e in Asia».

00_Fantin-web-inspirations-Frame-Sideboard-01

Frame Sideboard, Fantin

Fantin-Frame-Kitchen-Cupboard

Frame Kitchen Cupboard, Puglia Private Apt, Fantin

Fantin-web-limbo-Frame-Sideboard-02

Frame Sideboard, Fantin

Fantin-web-limbo-Frame-Sideboard-03

Frame Sideboard, Fantin

Salone del mobile Salone del mobile

A trainare l’attenzione è anche la sostenibilità insita nei prodotti in metallo, riciclabili al 100%. «Il materiale che lavoriamo è già riciclato e poi può essere riutilizzato a sua volta in un cerchio virtuoso infinito. A questo si aggiunge una concezione del prodotto fatto per durare. La nostra Frame Kitchen, per esempio, è pensata come una workstation per essere spostata come un normale mobile, e non buttata», spiega Fantin. «Per tutti questi motivi guardiamo al futuro con buone prospettive», conclude.

Fantin ha collaborato con Moroso nella produzione della libreria Secret Cubic Shelves di Olafur Eliasson, presentata all’ultimo “supersalone” e nata dall’installazione Green Light – An artistic workshop alla Biennale di Venezia nel 2017. L’attenzione alle risorse è da sempre uno dei temi di ricerca dell’artista danese-islandese la libreria, in questa nuova edizione, è realizzata completamente in acciaio, anche in questo caso riciclato e riciclabile, con verniciatura a polveri atossiche.

Secret Cubic Shelves_Olafur Eliasson_Ph.Alessandro Paderni (2)

Secret Cubic Shelves by Olafur Eliasson for Moroso. Ph. Credits Alessandro Paderni

Secret Cubic Shelves_Olafur Eliasson_Ph.Alessandro Paderni (3)

Secret Cubic Shelves by Olafur Eliasson for Moroso. Ph. Credits Alessandro Paderni

Secret Cubic Shelves_Olafur Eliasson_Ph.Alessandro Paderni (4)

Secret Cubic Shelves by Olafur Eliasson for Moroso. Ph. Credits Alessandro Paderni

Secret Cubic Shelves_Olafur Eliasson_Ph.Alessandro Paderni (7)

Secret Cubic Shelves by Olafur Eliasson for Moroso. Ph. Credits Alessandro Paderni

Secret Cubic Shelves_Olafur Eliasson_Ph.Alessandro Paderni (9)

Secret Cubic Shelves by Olafur Eliasson for Moroso. Ph. Credits Alessandro Paderni

Salone del mobile Salone del mobile

Un altro metallo da fondere e riutilizzare all’infinito è l’alluminio, materiale al centro del lavoro dell’americana Emeco: “È super resistente, leggero e a prova di fuoco. È inoltre non corrosivo, non magnetico e non batterico. È questo il motivo per cui è stato scelto per la 1006 Navy Chair nel 1944 (la sedia per le navi della marina americana prodotta dall’azienda, ndr). L’alluminio può essere riciclato all’infinito. La maggior parte dell’alluminio prodotto alla fine del 1800 è presente ancora oggi. In lattine, padelle, parti di computer e mazze da golf. E sì, nelle nostre sedie”, si legge sul sito dell’azienda. Tra gli ultimi prodotti Emeco a metterne in mostra le qualità c’è lo sgabello Za progettato da Naoto Fukasawa, disponibile nelle finiture anodizzata, spazzolata, verniciata a polvere. È uno sgabello in alluminio anche Latteria, firmato da Keiji Takeuchi per Fucina, marchio creato all’interno di Lidi, azienda di Desio (Monza Brianza) che da oltre 50 anni lavora su facciate, scale, infissi in acciaio, alluminio e affini. In questo caso la seduta è prodotta mediante fresatura di un blocco unico di alluminio spesso 5 cm.

original emeco

Emeco’s Za Small stools and Naoto Fukasawa

original-25emeco_za_small_stools_colors_7742

Za Small stools by Naoto Fukasawa for Emeco

original-emeco_zacollectionbynaotofukasawa_home_1_5539

Za Small stool home by Naoto Fukasawa for Emeco

original-emeco_zacollectionbynaotofukasawa_outdoor_6_4051

Za Small stool outdoor by Naoto Fukasawa for Emeco

Salone del mobile Salone del mobile

È invece in profilato di alluminio, con sedile in pressofusione, la sedia impilabile Plato di Jasper Morrison per Magis. Mentre Harvey di Francesco Faccin per Et. Al, evoluzione del marchio Metalmobil, ha il piano in alluminio sorretto da due cavalletti in tubo d’acciaio elettrificati con i supporti per il fissaggio.

Magis_baguette_table_ambient_TV1700_black_TV1726_slate_plato_chair_SD1230_black_09_hr

Magis baguette TV1700 + TV1726, SD1230 chair

Magis_plato_ambient_mono_SD1230_coloured_01_hr

SD1230 chair, Magis

Magis_plato_ambient_mono_SD1230_green_01_hr

SD1230 chair, Magis

SD1230 collection, Magis

SD1230 collection, Magis

Magis_plato_usability_SD1230_group_05_hr

SD1230 collection, Magis

1_Chiara

Harvey by Francesco Faccin for Et.al

4_Chiara copia

Harvey by Francesco Faccin for Et.al

9 copia

Harvey by Francesco Faccin for Et.al

11 copia

Harvey by Francesco Faccin for Et.al

Salone del mobile Salone del mobile

“Alluminio e acciaio sono da tempo materiali entrati a pieno titolo nella casa e nei luoghi destinati alla collettività. Hanno caratteristiche apprezzate da tutti e alcune loro lavorazioni hanno trovato particolare sintonia anche nel mondo dell’industrial design e dell’art design. Negli ultimi anni, forse anche per un ritorno del decor, si è affermata la richiesta di ottone e rame. Sono materiali nobili, dal valore intrinseco molto elevato, resistenti, e con possibilità di finiture molto varie (come l’ossidazione, la fiammatura, la spazzolatura) che ne modificano sensibilmente l’estetica ma lasciano invariate le virtù del materiale. Per esempio, per il solo rame, alla De Castelli abbiamo a catalogo 24 diverse finiture, alle quali poi possono essere applicate diverse lavorazioni”, racconta Albino Celato, amministratore delegato dell’azienda di Crocetta del Montello (Treviso) che trasforma i metalli in superfici e collezioni di arredi. L’ultima, Rame at home, nata dall’esplorazione delle proprietà antibatteriche del materiale, comprende Alpha di Martinelli Venezia, un piccolo tavolo contenitore modulare a base romboidale, con la pelle in rame naturale lavorato con tecnica DeErosion, che prevede un’erosione controllata.

Alpha_01_phAlbertoParise

Alpha by Martinelli Venezia for De Castelli. Ph. Credits Alberto Parise

Alpha_02_phAlbertoParise

Alpha by Martinelli Venezia for De Castelli. Ph. Credits Alberto Parise

Alpha_03_phAlbertoParise

Alpha by Martinelli Venezia for De Castelli. Ph. Credits Alberto Parise

RameAtHome_.jpg

Rame At Home, Alpha by Martinelli Venezia for De Castelli. Ph. Credits MarcoMenghi

Salone del mobile Salone del mobile

Per Federica Biasi, art director di Mingardo, il metallo è un “materiale semplice: spazia dalle lavorazioni più semplici alle più complesse. Questo lo rende molto flessibile anche nei costi, pur rimanendo nobile e ricco. È più difficile da usare nelle versioni monomateriche, come abbiamo sempre fatto con Mingardo, e cercheremo di “ammorbidire” i prodotti con altri materiali, tenendo però il focus sulla sua lavorazione”. L’azienda nata come Carpenteria Metallica Mingardo a Monselice (Padova) nel 1970 è stata impegnata quest’anno durante la Milano Design Week nel progetto Flame for Research: una collezione di candelabri disegnati da 10 designer e battuti all’asta con il ricavato devoluto all’Istituto Mario Negri.

“I metalli scatenano una creatività incredibile, che dà modo di realizzare forme tensionate, curvature e spessori ultrasottili che non si possono ottenere con altri materiali, arredi che sembrano dei pezzi unici artistici ma industrializzati e realizzati in serie”, ha dichiarato Mirko Orsenigo ceo e responsabile di produzione di Desalto, azienda che lavora il metallo a Cantù (Como). Ne è un esempio il tavolo MM8 di Guglielmo Poletti, con un piano di soli 8 mm come dice il nome, mentre tra i pezzi presentati all’ultimo “supersalone” dal marchio troviamo la famiglia di arredi outdoor Kiki Wire di Pocci + Dondoli in trafilato di acciaio.

DESALTO_21HR_03SE_R_KOKIWIRE_POLIURETANO LAMPONE

Koki Wire, Desalto

DESALTO_21HR_03SE_R_KOKIWIRE_SGABELLO ALTO

Koki Wire, Desalto

DESALTO_MM8_G.Poletti_01

MM8 by Guglielmo Poletti for Desalto

DESALTO_MM8_G.Poletti_02

MM8 by Guglielmo Poletti for Desalto

DESALTO_MM8_G.Poletti_03

MM8 by Guglielmo Poletti for Desalto

Salone del mobile Salone del mobile

Nel catalogo dei profili metallici non mancano le lampade, come la collezione Akoya di Filippo Protasoni per Fabbian, azienda di Castelminio di Resana (Treviso) attiva nel campo dell’illuminazione. Comprende applique e sospensione da interno ed è composta da due dischi metallici (nelle finiture bianco, antracite e corten) che contengono un diffusore in vetro soffiato.

AKOYA_still_cam01_Post

Akoya, Fabbian

AKOYA_still_cam03_Post

Akoya, Fabbian

AKOYA_still_cam05_Post

Akoya, Fabbian

AKOYA_still_famiglia_cam02_Post

Akoya collection, Fabbian

Salone del mobile Salone del mobile
11 ottobre 2021