Marco Piva e il suo Admeto per Visionnaire

Marco Piva, Admeto

Marco Piva e Admeto

Moderno e funzionale, questo low table nasce da una combinazione di materiali a contrasto ma perfettamente integrati in una composizione dall’appeal scultoreo

Admeto in poche parole.
Admeto è un elemento di arredo scultoreo, derivante dalla composizione di forme e volumi dal chiaro riferimento architettonico.
Infatti, vetro, marmo e metallo, attraverso la loro raffinata combinazione, danno vita a una serie di tavoli da soggiorno che sommano funzionalità ed estetica in una sintesi dal sapore quasi monumentale.
Ci racconta il concept creativo e progettuale di Admeto?
Il concept dei prodotti che ho disegnato per Visionnaire trae origine, fin dai primi realizzati nel 2018, dal desiderio di creare opere esteticamente impeccabili e al tempo stesso funzionali, che possano suscitare una forte attrazione nei loro fruitori, coniugando semplicità, armonia ed eleganza.
Nello specifico, Admeto nasce dalla ricerca di inusuali valori estetici che desideravo conferire all’oggetto tavolo, ponendolo in una condizione di continuità visiva tra le scale del progetto dall’architettura agli interni, parte di una mia ricerca finalizzata all'armonizzazione globale di volumi, ambienti e oggetti.
La raffinata qualità produttiva tipicamente italiana di Visionnaire, inoltre, conferisce a Admeto il valore aggiunto dell’irripetibilità rendendolo, come per un’opera d’arte, unico.
Admeto è una forma definita dal contrasto tra un materiale naturale, il marmo, con altri due artificiali, vetro e metallo – generati da specifiche tecnologie.
L’eleganza delle venature policrome del marmo si sommano ed interagiscono con le texture lucenti del metallo e del vetro trasmettendo, attraverso la loro combinazione e particolare lavorazione, preziosità, valore ed eccellenza.
Ho pensato a una forma elegante ma al contempo decisa e funzionale, a una nuova concezione del prodotto d’arredo di alta gamma, orientato a una visione di esclusività.
Quanto è importante lo studio dei materiali in questo low table?
Credo che la ricerca e la sperimentazione siano gli elementi fondativi del Design italiano, e da sempre costituiscono la base del mio lavoro.
La ricerca sui materiali e sui processi produttivi, siano essi di natura artigianale o industriale, è fondamentale, e lo è stata anche per Admeto.
Ho un’attenzione maniacale, insita nel mio DNA creativo, per i materiali e le finiture, si pensi che nel mio Studio è stata creata una vasta materioteca interna costantemente aggiornata, un nostro percorso “parallelo” all’attività progettuale, un “progetto di ricerca” sempre in evoluzione.
In Admeto il top in vetro fumé è stato incastonato in tre basamenti monolitici rivestiti esternamente in marmo Dover White, mentre le pareti interne delle basi sono state rivestite in acciaio inox con lavorazione in bassorilievo a doppio livello con finiture alternate lucida e satinata.
Insieme a Visionnaire abbiamo effettuato un attento studio per arrivare a questa selezione, indagando il rapporto che si creava con la luce e definendo miratamente i rapporti sia tra i materiali stessi sia con lo spazio circostante, in cui la “presenza estetica” di Admeto agisce come attrattore estetico.
Quale rapporto si è creato tra lei e Admeto?
Il mio rapporto con Admeto è intenso e profondo. È nato sin dal mio primo gesto sulla carta, progressivamente elaborato in dettagli sempre più specifici e ricercati e successivamente caratterizzato dai materiali che desideravo utilizzare, definiti insieme al Team tecnico di Visionnaire. Come per tutti gli oggetti che disegno anche con Admeto si è instaurato un legame sinestetico percettivo di visione e tattilità. Admeto sarà parte di una famiglia di piani e basi di dimensioni diverse, tutte generate da una geometria rigorosa che lascia però spazio all’espressività dei materiali naturali.
Come e dove immagina questo prodotto tra 10 anni?
Non vorrei peccare di presunzione, ma credo di aver disegnato un prodotto “senza tempo” che ha ottenuto il prestigioso Design Award 2021 da parte di Wallpaper.
La strutturazione di Admeto crea, infatti, un elemento architettonico nel quale il dualismo tra marmo e vetro – tra la monumentalità e il “peso visivo” della pietra in rapporto alla trasparenza e leggerezza del vetro – conferisce all’oggetto la sua esclusiva personalità, che trova le sue radici dell’architettura archetipa del passato ma tradotta in un elemento di arredo moderno ed innovativo.
Tra 10 anni lo immagino in soggiorni importanti ed esclusivi di abitazioni, in nobili edifici storici e monumentali così come in edifici ultra moderni, nelle hall di eleganti alberghi e uffici, nelle vip lounge di aeroporti prestigiosi, su yacht esclusivi… insomma, ovviamente, lo vorrei trovare ovunque ci sia necessità e desiderio di circondarsi di oggetti portatori di bellezza ed eleganza.
22 luglio 2021