Konstantin Grcic e la Bell Chair di Magis

Konstantin Grcic e Bell Chair

Konstantin Grcic - Photo Michael Mann

Economica, versatile e responsabile: la Bell Chair di Konstantin Grcic per Magis è una sedia monoscocca realizzata interamente in polipropilene riciclato e riciclabile al 100%.

Che cosa stava cercando di ottenere?
Il progetto è partito con l’ipotesi di poter sviluppare una sedia da vendere al pubblico per poco più di 60 €. Tutto era legato a questa cifra: dalla tecnologia al tipo di materia prima utilizzata, fino alla quantità e peso esatti del materiale da impiegare per ciascuna sedia, il tempo di produzione, l’impronta dal punto di vista logistico…. Il nostro obiettivo era quello di sviluppare una sedia di alta qualità con il materiale strettamente necessario. Questo elemento era importante per noi per motivi ecologici, ma ha avuto anche un forte impatto economico sul progetto. Volevamo che la seduta fosse accessibile a tutti e per raggiungere lo scopo, abbiamo dovuto trovare il giusto equilibrio fra la tecnologia, la performance e l’estetica.
In questo progetto, lo studio dei materiali è stata la cosa più importante che ha dato origine a tutto?
Naturalmente, ci siamo prima di tutto chiesti se il mondo avesse bisogno di tale sedia. All’inizio ero piuttosto critico, ma più si andava avanti più riuscivo a considerare il nostro progetto come una grande opportunità. Esiste l’esigenza di sedie che siano accessibili e versatili, ma i prodotti presenti sul mercato tendono a essere ordinari o troppo esclusivi. Abbiamo visto un potenziale interessante nel creare una seduta molto economica ma ben progettata e ben costruita. Il grande exploit si è avuto con l’impegno di chi ci ha fornito un materiale riciclato di alta qualità, che non viene recuperato da rifiuti derivanti dal consumo, ma si ottiene da scarti industriali. Così Magis trasforma in un nuovo prodotto i rifiuti accumulati dalla produzione dei suoi stessi mobili.
Che tipo di relazione è nata fra lei e il prodotto?
Se ci si pensa, il monoblocco di plastica è la sedia più popolare del mondo. Si è venduta a miliardi, ma allo stesso tempo ha assunto tante connotazioni negative: è considerata brutta e a buon mercato, e si ritiene che la sua diffusione stia inquinando il nostro pianeta. È stata chiaramente una sfida affrontare un oggetto che, nonostante il suo innegabile successo, è bollato da questo stigma di rifiuto! Cercando qualcosa di positivo in questo tipo di prodotto, mi sono reso conto proprio di quanto siano razionali. E su questa base ho cominciato a vedere il grande potenziale del progetto − in termini di design nonché di sostenibilità. Il semplice fatto che la nostra sedia non impieghi più di 2,7 kg di plastica − quasi metà di una sedia di medie dimensioni − lo dimostra piuttosto chiaramente.
Come e dove vede questo prodotto fra 10 anni?
Spero in molti luoghi diversi − in caffè, uffici, alberghi, giardini, musei.... la sedia Bell è durevole e versatile e dovrebbe essere utilizzata come tale.
29 giugno 2021