In questa edizione 2026 del Salone del Mobile.Milano, la tecnologia non è più un elemento da esibire, non coincide con la forma, né con il gesto progettuale evidente. È una tecnologia che si muove piuttosto in una dimensione più discreta, dove innovazione, materia e sostenibilità si sovrappongono e il digitale si integra fino a diventare quasi impercettibile
Botticelli Antichità & Alessandra di Castro, Free Symmetries, Balanced Lightness - Salone Raritas. Curated icons, unique objects, and outsider pieces, Salone del Mobile 2026
Per la prima volta con Salone Raritas è approdato in fiera il design dei pezzi unici e delle edizioni limitate, l’antiquariato e l’alto artigianato. Nina Yashar, Massimo Lunardon, Bruno Botticelli e Francesco Faccin: l’opinione degli espositori
Bellezza, cura artigianale e sostenibilità. Questo è tanto altro si è visto alla prima edizione di “Salone Raritas. Curated icons, unique objects, and outsider pieces” all’interno del Padiglione 9, la piattaforma curata da Annalisa Rosso, Direttore Editoriale e Culturale-Advisor del Salone del Mobile.Milano, con l’exhibition design firmato da Formafantasma, che ha presentato alcune tra le realtà più influenti del panorama globale oltre a delle vere e proprie chicche uniche nel loro genere. Ne abbiamo parlato con alcuni degli espositori per raccogliere pareri a caldo.
Prendiamo ad esempio Massimo Lunardon, maestro del vetro soffiato, per i quali “Salone Raritas è stata una nuova esperienza, fresca, frizzante e meravigliosa. Visto da dentro è stata la punta di diamante del Salone del Mobile, una piccola realtà che pur presentando anche oggetti di antiquariato e pezzi di un passato appena trascorso, aveva un sapore decisamente innovativo e “giovane”. Anche a livello di affluenza la soddisfazione è tanta con “una prima giornata con visite al nostro stand tutte molto interessanti, con persone culturalmente preparate a ciò che stavano vedendo, e una stampa competente proveniente da tutte le testate più importanti. E nei giorni a seguire un pubblico diverso ma sempre molto curioso di capire.”
Anche per Bruno Botticelli, presidente dell'Associazione Antiquari d’Italia, Salone Raritas è stata un'esperienza interessante e non mancano le proposte. “Abbiamo indubbiamente incontrato un pubblico diverso, pronto al nuovo stimolo ma credo sia necessario un aspetto didattico per un mondo sconosciuto ai più, soprattutto ai non italiani. A fronte di una conoscenza spontanea del mondo dell'antichità da parte di chi vive nel nostro paese per molti altri cittadini del mondo la produzione artistica - manifatturiera del passato italiano è una pagina sconosciuta. Viviamo un momento in cui è percepibile chiaramente un bisogno di singolarità in ogni aspetto delle nostre vite. Un bisogno ancora più forte da parte delle nuove generazioni che pur avendo in parte superato il concetto di logo hanno bisogno di chiavi di lettura del concetto di oggetto unico, adeguate ai nuovi linguaggi.”
Salone Raritas dunque non solo come spazio espositivo ma vero e proprio diffusore di una nuova educazione al design.
Ne è convinta anche Nina Yashar, founder di Nilufar secondo la quale “è stato particolarmente significativo vedere un’istituzione come il Salone del Mobile rivolgere un’attenzione così importante al mondo del collectible design e, più in generale, a ciò che è raro. Non tanto come una tendenza, quanto come un’attitudine e una sensibilità: un modo di osservare, selezionare e mettere in relazione oggetti e visioni”. Del resto i progetti Raritas e Nilufar non sono poi così distanti: “Nilufar nasce proprio da questo desiderio costante di esplorare ciò che non è ancora stato completamente raccontato, dando spazio a linguaggi diversi che dialogano tra loro senza gerarchie. In Raritas ho ritrovato questa stessa apertura e la volontà di costruire uno spazio dedicato alla ricerca, alla sperimentazione e alla visione”. Infine l’importanza del pubblico: “Siamo rimasti piacevolmente colpiti anche dalla qualità e dall’ampiezza del pubblico. Abbiamo avuto modo di confrontarci con interior designer e addetti ai lavori di diversa provenienza, così come con figure rilevanti dell’industria dell’arredo. Questo interesse così trasversale è, a mio avviso, uno degli aspetti più rilevanti emersi da questa prima edizione che sottolinea una crescente apertura verso il collectible design e una maggiore disponibilità ad accoglierne il valore anche in contesti più ampi. È un segnale importante per Milano e per le possibilità future di questo ambito, che può continuare a crescere mantenendo la propria identità ma interagendo sempre di più con altri mondi.”
E in vista del prossimo anno, il designer Francesco Faccin sottolinea come il design italiano si muova da sempre su una sottile linea di confine tra arte, ricerca, alta artigianalità e industria: “un approccio umanistico, prima ancora che funzionalistico, che definisce il “nostro” modo di fare design. Sottsass, Mendini, Munari, Mari, Branzi, De Lucchi, Gaetano Pesce… solo per citarne alcuni”.
Come sottolinea la curatrice del progetto, Annalisa Rosso, Salone Raritas rappresenta un’evoluzione naturale all’interno dell’ecosistema del Salone del Mobile. Accanto al design industriale, che resta centrale, vengono introdotti elementi diversi, eterogenei, selezionati in tutto il mondo: una risposta consapevole a una trasformazione già in atto nel panorama internazionale dell’architettura e dell’interior design, dove linguaggi diversi già convivono e si rafforzano reciprocamente.



