Dieci mostre di design da non perdere in autunno

Testo di
Lina Bo Bardi. The Poetics of Survival

Lina Bo Bardi. The Poetics of Survival

Dialoghi, appuntamenti, format trasversali che si aprono al dialogo multidisciplinare e si allungano sulla linea del tempo per attingere alla storia: per il mondo del design, questo ottobre è il mese della ricognizione profonda

Cosa significa oggi progettare? A lanciare l'interrogativo cruciale è Joseph Grima, curatore della prima, attesissima Triennale di Design del Walker Art Center nel Minnesota. Progettare oggi significa intendere il design come un’architettura di valori universali, in cui parole come spiritualità, connessione emotiva e senso di comunità sovvertono le regole tradizionali del processo produttivo. Significa guardare alla storia di Paesi che provano a ricostruire un presente per le nuove generazioni sulle macerie lasciate da guerre e dittature, o immaginare di spingere l’orizzonte della creatività laddove i conflitti infuriano ancora e il pensiero si fa atto concreto di resistenza. Vuol dire, infine, conoscere la memoria storica delle sue figure chiave, essere consapevoli del ruolo e della forza delle donne, ma anche lasciare spazio alla gioia, riconoscendo nella leggerezza di una nota la bellezza di una città (Milano) che sa ancora sorprenderci. Da Minneapolis alle geografie più complesse del pianeta, un itinerario crossing che ci ricorda quanto la vera forza del progetto risieda nella sua capacità di curare, ricostruire e trasformare ogni idea in un avamposto di irriducibile speranza.   

Walker Design Triennial: Beyond Materialism, Minneapolis (Minnesota, Usa) 

Curata da Joseph Grima, Beyond Materialism inaugura la prima Triennale di design del Walker Art Center di Minneapolis. In un’epoca in cui al concetto di ricchezza non sembra più corrispondere quello di benessere, la mostra indaga una nuova sensibilità progettuale: circa 50 opere, nuove e recenti, di 26 designer e collettivi provenienti da oltre 10 Paesi articolano un percorso in 4 sezioni. Sono i capitoli attraverso i quali Grima sposta lo sguardo dal sistema produttivo verso una dimensione più immateriale, definita da valori trasversali e universali: spiritualità, connessione emotiva, senso di comunità. Valori ai quali il curatore affida la possibilità di prefigurare altri modi di abitare il futuro: “abbiamo bisogno di nuovi parametri per definire la prosperità”, osserva il curatore, indicando nella selezione in scena una generazione che prova a superare la logica del consumismo. L’esplorazione prende avvio con After Materials: Historical Notes, e il passato che diventa la chiave per leggere il mutamento in corso: dagli Shaker a Ettore Sottsass Jr., Buckminster Fuller, Nathalie Du Pasquier e Theaster Gates, una genealogia di esperienze che hanno progressivamente spostato il design oltre la sola dimensione funzionale. Segue A New Poetics: The Techno-Craftspeople che, attraverso le opere di Germane Barnes, Kostas Lambridis e Objects of Common Interest, porta al centro la materia, intesa come deposito di memoria e dispositivo narrativo. Da qui si osservano le fratture del presente: Reclaiming Design: Technology, Environment, Politics, è lo spazio dove le ricerche di Jonghoo Jeong, Maximilian Marchesani e Moon Seop Seo si confrontano con l’accelerazione tecnologica, la crisi ambientale e le disuguaglianze. Infine, Ritual and Symbolism: New Ideas of Community and Agency che oltrepassa l’oggetto per approdare al design come pratica sociale, fatta di gesti, rituali e condivisione. Due le nuove commissioni: di Lucas Muñoz Muñoz e VESSEL (James Bridle e Navine G. Dossos). Unica la domanda a restare sullo sfondo: cosa significa oggi progettare? 

Dove: Walker Art Center, Minneapolis (Minnesota, Usa) 
Quando: dal 17/10/26 al 14/02/2027

Walker Design Triennial: Beyond Materialism

Walker Design Triennial: Beyond Materialism

Costantino Nivola. Scolpire il vento, Milano

A cura di Cecilia Alemani, con il progetto di allestimento di Alessandro Floris, Costantino Nivola. Scolpire il vento porta alla Triennale di Milano oltre duecento opere di uno dei protagonisti del modernismo transatlantico più amati sulla scena internazionale. Cultore del dialogo tra le arti, Nivola fuggì dall’Italia fascista per approdare a New York nel 1939, dove trovò la libertà e lo spazio per reinventare il proprio linguaggio, fondato sull’incontro tra la memoria arcaica del Mediterraneo e l’energia della metropoli americana. Un’intesa di cui la curatela di Alemani, italiana che ha fatto di New York il luogo della propria formazione e del proprio lavoro, coglie appieno il significato più profondo. Il percorso attraversa scultura, architettura, design e grafica, seguendo l’idea di un’arte capace di appartenere alla comunità e abitare lo spazio pubblico: dalle prime prove grafiche per Olivetti alla rivoluzionaria tecnica del sand-casting, sviluppata a New York, fino alle grandi sculture antropomorfe. Sabbia, cemento e metallo diventano così gli strumenti di un artista capace di trasformare l’esperienza dell’esilio e l’incontro con la modernità in un’idea profondamente umanistica dell’arte: un ponte tra individuo, comunità e spazio. 

Dove: Triennale Milano
Quando: dal 11/11/26 al 14/02/27 

Costantino Nivola. Scolpire il vento

                                                      Costantino Nivola. Scolpire il vento

Selma Selman 1000 Tears, Bergamo

Classe 1991, Selma Selman è originaria di Bihać, in Bosnia-Erzegovina: la sua è una ricerca costruita sulla propria pelle, a partire dalla storia della famiglia e della comunità rom a cui appartiene. Tra le voci più incisive della scena internazionale, l’artista trasforma memoria, trauma e identità in strumenti di resistenza e autodeterminazione: 1000 Tears è un progetto che restituisce nella sua forma più intima e radicale una ricerca in cui esperienza personale, memoria familiare e storia collettiva si fanno materia artistica. Al centro dello spazio espositivo, un nuovo estratto di Crossing the Blue Bridge (2024), film nato da un episodio vissuto da Selman nel 1994 quando, durante un cessate il fuoco, la madre attraversò con le figlie il ponte di Bihać, noto come Blue Bridge, allora ricoperto di cadaveri e carcasse di cani: per proteggere la figlia da quella visione, la madre cercava di coprirle gli occhi con una mano, mentre con l’altra teneva le provviste appena acquistate. Il vento che le spingeva continuamente i capelli sul volto, impedendole di vedere, ha contribuito a trasformare quell’attraversamento in un’esperienza sospesa tra percezione e smarrimento. Rievocare quella scena trent’anni dopo significa avere la forza oggi di condividere un passato attraversato da zone d’ombra e restituire della mostra la forza del gesto politico. Tenere viva la memoria è una forma di resistenza all’oblio che non smette di interrogare la coscienza.

Dove: GAMeC, Spazio Zero (BG) 
Quando: dal 01/10/26 al 24/01/27  

Selma Selman 1000 Tears

Selma Selman 1000 Tears - Ph. Vanesa Miteva

In Practice – as opposed to ‘in theory’, Timisoara (Romania) 

Perché la sesta edizione di Beta-Timișoara Architecture Biennial, curata dagli architetti Andreas Kofler e Tudor Vlăsceanu, è importante? Non soltanto per gli oltre 40 progetti provenienti da 15 Paesi, ma per il modo in cui, a questa latitudine, ripensa il ruolo dell’architettura: non più oggetto compiuto, ma processo di sperimentazione, negoziazione e invenzione. In una Romania che porta ancora le tracce della lunga stagione del regime di Nicolae Ceaușescu e delle trasformazioni radicali seguite alla sua caduta, Beta guarda a ciò che resta non come a un’eredità immobile, ma come a una materia da cui ripartire, interrogando il rapporto tra memoria, trasformazione urbana e nuove forme dell’abitare. Situata accanto al Giardino Botanico, l’ex scuola Ion Mincu diventa spazio espositivo e laboratorio: interventi, prototipi, installazioni, film e progetti di ricerca e riuso testano nuove possibilità per un edificio segnato dal tempo. Si reinterpretano finestre danneggiate, si aprono nuove connessioni tra gli ambienti, si recuperano materiali dalle demolizioni, si raccoglie l’acqua piovana, si introducono spazi di coesistenza. Non una visione univoca, ma una costellazione di ipotesi che mette alla prova ciò che un luogo può ancora diventare. Tra i protagonisti Rotor, Bêka & Lemoine e HouseEurope!, insieme a una generazione di giovani progettisti e collettivi europei, testimoni di un modo di fare architettura più aperto e collaborativo, attento alla responsabilità sociale del progetto. Una possibile nouvelle vague che prova a coltivare il nuovo dentro le tracce del passato e a trasformare Beta, oltre la durata della Biennale, in un laboratorio urbano capace di interrogare ciò che una città può diventare quando decide di fare i conti con ciò che ha ereditato. 

Dove: Ion Mincu High, Timisoara (Romania) 
Quando: sino al 25 ottobre 2026

Andreas Kofler e Tudor Vlăsceanu

Gli architetti Andreas Kofler e Tudor Vlăsceanu, curatori di Beta-Timișoara Architecture Biennial

Biba: Function. Context. Idea., Ljubljana

Secondo Biba Bertok, industrial designer slovena classe 1941, esistono due modi di esercitare la professione: immaginare nuove visioni del futuro oppure mettere la produzione industriale al servizio della quotidianità. Bertok apparteneva al secondo gruppo, quello dei ‘designer diligenti’, impegnati a elevare la qualità di un progetto a ogni livello, dalla dimensione domestica al sistema produttivo, fino alle prestazioni funzionali degli oggetti. Nonostante sia stata costretta a confrontarsi con la lentezza del sistema produttivo dell’arredo e con la resistenza di aziende e committenti più attenti alle logiche del mercato che all’innovazione, rimase fedele al principio del buon progetto: infondere umanità nella vita delle moderne cellule di cemento delle città dormitorio slovene. Lo fece attraverso il colore, i tessuti e arredi multifunzionali, capaci di adattarsi agli utenti, agli spazi e ai diversi budget. Curata da Barbara Predan e Špela Šubic, la mostra è la prima ricognizione organica dedicata a chi, pioniera del design sistemico applicato all’arredo, ha contribuito in modo decisivo allo sviluppo dei sistemi mobiliari sloveni: un invito a rileggerne l’eredità alla luce del contesto storico e del ruolo delle donne nell’industria dell’arredo e nel design. Un percorso che dal passato socialista della Slovenia guarda anche al futuro della ricerca progettuale. Non è dunque casuale che sia Martina Muzi a curare la 29ª Biennale del Design (BIO 29): da novembre 2026 ad aprile 2027, Soft Fields indagherà come le conoscenze confinate nella ricerca e nell’industria possano essere rese accessibili, riorientate e ridistribuite attraverso il design. 

Dove: Museum of Architecture and Design (MAO) in Ljubljana
Quando: sino al 08/11/26

Biba: Function. Context. Idea.

Biba: Function. Context. Idea. 

Knowledge Takes Form, Doha

Doha si prepara a ridisegnare i confini della cultura mediorientale attraverso una doppia inaugurazione di rilievo internazionale. La stagione autunnale di Qatar Museums vedrà infatti il debutto ravvicinato di due rassegne di punta: la biennale Design Doha e la quadriennale d'arte contemporanea Rubaiya Qatar (dal 21/11/26 al 30/04/27). Entrambi gli appuntamenti scelgono di non isolarsi in una bolla estetica, ma si inseriscono nel complesso contesto dei conflitti nella regione per offrire risposte concrete alla crisi geopolitica. Guidata dal direttore Fahad Al Obaidly e dall'artistic director Glenn Adamson, la Design Doha Biennial, sotto il cappello Knowledge Takes Form, dimostrerà come il design dell'area MENASA non sia pura decorazione, ma un archivio di saperi storici e artigianali tramandati tra generazioni. A testimonianza del prestigio internazionale della rassegna, Maria Porro, presidente del Salone del Mobile, sarà presente nella giuria. Qui la conoscenza si materializza in progetti sostenibili per rispondere alle emergenze ambientali e alla ricostruzione post-conflitto, traducendo il sapere in infrastrutture concrete attraverso 16 diverse discipline. In parallelo, la quadriennale Rubaiya Qatar debutterà capillarmente tra gli spazi di ALRIWAQ, Mathaf e Katara con la mostra centrale Unruly Waters. Il progetto curatoriale sfrutterà la metafora dell'acqua per analizzare politicamente le migrazioni forzate e la scarsità di risorse legate alle guerre. A fare da ideale cerniera, il 20 novembre 2026 inaugurerà nel MIA Park il Doha Pavilion: Gerhard Richter, uno spazio permanente esagonale firmato in collaborazione con lo studio Selldorf Architects. La compresenza di questi appuntamenti offrirà un osservatorio privilegiato per verificare sul campo l'efficacia pragmatica del design e l'impatto critico dell'arte contemporanea. 

Dove: Design Doha Biennial 2026
Quando: 5-7 novembre 2026

doha

Knowledge Takes Form

Allo Sbagliato, Milano

La storica tradizione milanese dei club alla Cochi & Renato e Jannacci e dei clan alla Celentano si prepara a rivivere sotto una veste inedita: sarà Marco Mengoni con il format di una venue pop-up a evocare le atmosfere intime degli anni Settanta. Il suo Allo Sbagliato non è un locale esclusivo, ma un contenitore da 500 posti: un luogo aperto all’incontro fra le arti, una residency, un caravanserraglio contemporaneo esquisitamente milanese in cui il cantautore promuove una nuova idea di mecenatismo musicale. Il progetto unisce mondi diversi: se gli appassionati di design apprezzeranno gli arredi firmati Kartell, Porro, Davide Groppi e Ingo Maurer, di cui il Salone del Mobile ha favorito il coinvolgimento, i fan potranno scegliere tra 26 serate dal vivo in cui l'artista si esibirà con la sua band direttamente in mezzo al pubblico, annullando ogni barriera fisica. Sotto la direzione creativa dello stesso Mengoni, il cartellone spazierà tra musica live, stand-up comedy, DJ set e performance d'arte contemporanea. Tra gli ospiti spiccano i nomi di Benjamin Clementine, Mace, Sayf, Faccianuvola e Rareş, che affiancheranno comici come Luca Ravenna e il duo Nuzzo e Di Biase, mentre Sabrina Rosenheim e Carla Giaccio Darias firmeranno le prime incursioni artistiche. “Io questa volta lo voglio fare SBAGLIATO”, ha dichiarato il cantante in conferenza stampa: il locale rifiuta infatti di aderire a categorie fisse, per cambiare pelle ogni sera. A sigillare l'autenticità dell’esperienza, un unico codice condiviso: il telefono si lascia obbligatoriamente all'ingresso. Allo Sbagliato è rigorosamente un off-line club in cui il pubblico torna a essere protagonista attivo di una performance collettiva. Cedere alle distrazioni è proprio sbagliato. 

Dove: Milano, via Privata S. Mansueto 1
Quando: dal 5/11/26 al 19/12/26

Allo Sbagliato

Allo Sbagliato

Es Devlin: Other Worlds, Londra

Da Venezia a Londra: con Es Devlin: Other Worlds l’artista inglese da Homo Faber vola al London Design Museum per inaugurare la sua prima retrospettiva europea. La mostra celebra trent'anni di visioni monumentali, tra palchi per icone della musica e installazioni cinetiche rotanti e supera i confini tradizionali di allestimento per includere opere, video e il suo più grande archivio mai esposto. Al centro del racconto, 30-Year Desk, un monumentale tavolo circolare che raccoglie i modelli in scala dei suoi lavori più celebri: dalla scenografia per The Lehman Trilogy alle Olimpiadi di Londra 2012, fino al Super Bowl 2022 e ai palchi per i più grandi tour mondiali. Completano il percorso il santuario ecologico Come Home Again e l'installazione An Infinite Library, i cui libri (di Penguin) saranno donati in beneficenza per il National Year of Reading 2026. Un'occasione unica per decodificare una mente che trasforma lo spazio in pura emozione. 

Dove: London Design Museum
Quando: dal 02/10/26 al 04/04/27

Leggi anche: L’installazione di Es Devlin ospitata nel Cortile d’Onore della Pinacoteca di Brera

Es Devlin

Es Devlin: Other Worlds

Reification of Value, Milano

E se fosse il pensiero, prima ancora della parola, a diventare materia? È da questa domanda che prende forma il progetto di Maurice Benayo un: un racconto che intreccia neuroscienze, arte e blockchain per trasformare idee e valori umani (dall’amore alla libertà, dalla compassione alla solidarietà) in forme visibili e tangibili. Al centro della mostra, nella Sala Immersiva del Centro per la Cultura Digitale di Porta Venezia, a Milano, c’è Neuro-design Factory: uno spazio nel quale il visitatore diventa autore indossando un casco EEG. Il processo è semplice: il dispositivo rileva l’attività cerebrale e la traduce in una forma tridimensionale, che viene poi restituita al suo creatore e registrata come NFT sulla blockchain. Le opere digitali confluiscono quindi nella Value Trading Room, una sorta di borsa dei valori, dove vengono catalogate nella Tavola Periodica dei Valori e infine analizzate dall’intelligenza artificiale. Da qui, il progetto si allarga alle migliaia di menti coinvolte dal 2018, che confluiscono in Fusion VoV per dare vita a un’unica grande opera collettiva. E invitarci a riflettere: ciò che oggi consideriamo prezioso, lo è davvero?

Dove: MEET Digital Culture Center, Milano 
Quando: dal 29/10/26 al 31/01/27

Reification of Value

Reification of Value

Lina Bo Bardi. The Poetics of Survival, Shanghai

Curata da Renato Anelli e allestita da OPEN Architecture su 2.000 metri quadrati dell'ex centrale elettrica di Huangpu, la mostra esplora l'opera della progettista italo-brasiliana attraverso oltre trecento pezzi d'archivio, tra cui 33 disegni autografi e arredi storici come l'iconica Bowl Chair. Il percorso evidenzia come l'architettura e il design non fossero per lei semplici esercizi estetici, ma strumenti concreti per aiutare le comunità a superare traumi storici e crisi economiche. L’allestimento, che si srotola in un percorso segnato da tende di lino grezzo, è pensato per offrire al visitatore un’esperienza dal forte impatto sensoriale: nella hall del museo è stata infatti ricostruita in scala reale la piscina del SESC Pompéia, il centro culturale, sociale e sportivo inaugurato a San Paolo, in Brasile, nel 1982. Un intervento che si apre alla condivisione con il pubblico. Lina Bo Bardi. The Poetics of Survival segna così un punto di svolta storico per l’istituzione: per la prima volta il prestigioso programma espositivo Architecture & City viene dedicato interamente a una progettista donna.

Dove: Power Station of Art, Shanghai
Quando: sino al 25/10/26

Lina Bo Bardi. The Poetics of Survival

Lina Bo Bardi. The Poetics of Survival

1 ottobre 2026
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