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Photo credits Chiara Cadeddu

Vivere all’italiana

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La rivista italiana DDN, che diffonde informazione e cultura del progetto e del design in Italia e in tutto il mondo, raccoglie quattro progetti di residenze milanesi che, grazie alla loro eterogeneità e all’approccio progettuale, cercano di raccontare cosa significa “vivere all’italiana”.

Prendendo ispirazione dalle parole di Joe Colombo, secondo cui l’arredo sparisce e “l’habitat sarà dappertutto” nell’edificio storico tra via Moscova e via Turati, prima opera di Giovanni Muzio, all’epoca collaboratore dell’architetto Vittorino Colonnese, Studio wok insieme a Carolina Carpaneda Studio progettano l’ Attico alla Ca’ Brutta, un layout rinnovato e più aperto, caratterizzato da rivestimenti, materiali e dagli arredi fissi, che in alcuni ambienti entrano in dialogo con gli elementi storici dell’edificio. Una palazzina degli anni ‘30, invece, ospita PostHome, la prima casa smart e accogliente nata da un’idea di Claudia Campone, fondatrice di Thirtyone Design & Management. L’idea nasce durante il primo lockdown e, grazie all’aiuto di aziende e artigiani, si rivela un progetto corale all’insegna di innovazione e sostenibilità. Un ambiente domestico e tecnologico provvisto di spazi per home working, riunioni, ma anche esposizione di prodotti. Audace ed eccentrica la residenza ristrutturata da Luca Strada Associati, al quinto piano di un palazzo storico nel centro di Milano, con vista sulla basilica di San Simpliciano e il parco Sempione, riprogettata per essere il pied-à-terre di un giovane manager, uno spazio dalla forte personalità in cui gli arredi firmati sono accompagnati da tappezzerie animalier personalizzate e dai dettagli in marmo. Infine, dalla penna progettuale di Brera Contract sta nascendo Amber Dust, appartamento su due piani in cui gli spazi sono un dialogo visivo tra colori e finiture: le carte da parati, i complementi di arredo e lo styling consentono di diversificare ciascuno ambiente personalizzandolo. Una raccolta di residenze milanesi eccentriche e molto diverse tra loro, in cui l’armonia tra i colori, le finiture e gli arredi diventa protagonista e prova di grande sensibilità. L’esempio perfetto della progettualità italiana contemporanea.

 

 

 

Crediti

Testo originale: Luisa Castiglioni

Foto: Chiara Cadeddu

Editore: Design Diffusion World srl

Articolo originale pubblicato sull’ultimo numero di DDN

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1 settembre 2021