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Incontro ravvicinato tra Intelligenza Artificiale e design

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La maggior parte di noi considera l’AI come una macchina, o come un sistema progettato per eseguire dei compiti programmati. Ma, oggi, l’AI usa gli algoritmi per imparare dalle proprie esperienze passate. E durante la recente pandemia, la continua transizione digitale ha messo una marcia in più.

Sembra una rivoluzione silenziosa. Gli effetti dell’introduzione dell’AI e dell’IOTnella sfera domestica, industriale, economica e ambientale sta già condizionando gran parte del nostro quotidiano a livello globale. I supercomputer dicono la loro sugli itinerari di viaggio, ottimizzano l’agricoltura e i sistemi di coltivazione, così come la gestione dei magazzini e delle catene di produzione, e naturalmente interferiscono con le nostre abitudini di consumo. Sin dalla prima rivoluzione industriale le macchine si sono ritagliate un posto nell’esistenza dell’uomo. Oggi, i sistemi complessi di AI possono ragionare, elaborare significati, interagire con altri e stanno decisamente traghettando l’esperienza dell’uomo in questo settore al livello successivo. Si prevede che entro il 2050 più del 50% del lavoro fatto dagli uomini sarà eseguito dai robot. I lavori più difficili da rimpiazzare richiederanno alti livelli di creatività e interazione umana, oltre ad avere una bassa percentuale di attività ripetitive. Nel suo articolo, Eric Baldwin affronta argomenti quali il futuro del lavoro, dell’intelligenza urbana, dei big data, dei trasporti, delle costruzioni e della singolarità, mettendo insieme gli intensi sforzi di ricercatori, designer visionari e pensatori di fama mondiale nell’audace tentativo di prevedere come l’AI trasformerà il modo in cui comunicheremo, commerceremo e ci collegheremo fra di noi nel corso dei prossimi trent’anni.

 

Crediti

Testo originale: Eric Baldwin

Foto: per gentile concessione di Bjarke Ingels Group (BIG)

Magazine: archdaily.com

Pubblicata da: ArchDaily

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2 luglio 2021