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In conversazione con Antonio Citterio: il lavoro di una vita

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Deyan Sudjic incontra Antonio Citterio per scoprire la storia di collaborazione dell’architetto con Flexform, azienda a conduzione familiare. Sin dai suoi primi progetti, a fine anni '60, e con i numerosi pezzi rivoluzionari di grande successo degli anni '70, Citterio ha contribuito allo sviluppo dell’identità dell’impresa e alla ridefinizione degli interni domestici.

Cresciuto a Meda, un piccolo paese nel cuore della Brianza, polo industriale della Lombardia settentrionale – una zona potenzialmente ben nota ai visitatori abituali del Salone del Mobile – Citterio si approccia alla Flexform per la prima volta da studente ventitreenne del Politecnico di Milano. Quello che inizia come un’amicizia nata tra i banchi di scuola con uno dei membri della famiglia Galimberti si rivela in realtà un momento carpe diem per Antonio Citterio. All’epoca, infatti, la Flexform era in piena transizione dal design tradizionale a uno stile più contemporaneo. Negli anni ‘60, i salotti italiani erano dominati dalla poltrona del pater familias; le donne erano troppo impegnate per avere il tempo di rilassarsi e il divano era dedicato ai “generi supplicanti”. Citterio ricorda che molti elementi di arredo sembravano vere e proprie sculture in quegli anni, mentre lui era alla ricerca di un design molto “più calmo”. Il divano Aria, prodotto insieme al suo socio di studio dell’epoca, Paolo Nava, è uno dei suoi primi progetti. Dopo poco, nascono altri due pezzi iconici che consentono a Citterio di giocare un ruolo importante nel plasmare l’identità dell’azienda. Gli anni ‘60 e ‘70 hanno visto un incredibile boom economico in Italia. Oltre a una maggiore liquidità dei consumatori e a grandi cambiamenti di mercato, anche le abitudini di vita di una gran parte della classe media stavano cambiando. Il divano Groundpiece rivoluziona così il lifestyle contemporaneo. “Le persone all’inizio non capivano. Ci è voluto un po’ di tempo per far funzionare questo approccio… Anche il nostro stile di vita è cambiato. Il divano non era un normale elemento di arredo per la casa. Se ne avevi uno, era un divano letto, qualcosa su cui dormire. La mia idea era un divano sul quale mangiare e lavorare, oltre che rilassarsi” afferma Citterio. Nasce così un concetto completamente nuovo; Citterio rimuove i piedi dal divano, posizionandolo direttamente sul pavimento e spostandolo al centro dello spazio living. Liberandolo dalla classica posizione contro il muro, si crea spazio intorno al divano per sedute aggiuntive ed elementi contenitori. Una vera e propria ridefinizione degli interni domestici.

 

 

Crediti

Testo originale: Deyan Sudjic

Foto: Federico Ciamei

Magazine: Wallpaper*

Editore: Future Publishing 

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5 agosto 2021