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Ad Hangzhou una nuova galleria privata omaggia Memphis Design

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La galleria privata YA Space! di Hangzhou rende omaggio a Memphis Design con un ampio spazio espositivo dal carattere giocoso, in cui i protagonisti sono gli arredi del celebre gruppo italiano. Progettato dal collettivo PIG Design, YA Space! è stato concepito oltre l’interpretazione fedele dello stile progettuale del movimento. Uno spazio di straordinaria inclusività di elementi estetici caratteristici del collettivo milanese fondato da Ettore Sottsass nel 1981.

Lo stile inconfondibile del Gruppo Memphis riecheggia nel nuovo spazio espositivo Ya Space! concepito per mostre di arredamento in cui facciata e interni rivaleggiano tra loro per fascino e magnetismo. Linee marcate, colori brillanti e massimalismo concettuale, così come dettati dal linguaggio progettuale del Gruppo, sono pienamente rappresentati in Ya Space!, galleria coerentemente concepita per ospitare una selezione di arredi di Memphis Design. Lungi dall’essere un’interpretazione letterale dell’estetica del Movimento, lo spazio costituisce, nelle intenzioni di PIG Design, il collettivo che l’ha progettato, il tentativo di spingersi oltre l’estrema enfasi posta da Memphis sull’effetto visivo grazie al potenziamento delle texture e a una maggiore sostenibilità. Le molteplici sfaccettature del rivestimento esterno rappresentano per il visitatore un’anticipazione di ciò che lo attende. I pannelli in acciaio inox corrugato sono disposti ad arte per creare effetti visivi sorprendenti.

Percorsi pochi scalini illuminati si giunge all’ingresso circolare della struttura ornato da un grande punto esclamativo. L’interno, su due livelli, reso nei soli toni del giallo, grigio e nero, è in continuità con l’attenzione riservata dai progettisti alle geometrie escheriane – il piano terra è stato immaginato come base di un gioco di costruzioni astratto. Nelle sale gli arredi appaiono come blocchi monumentali su cui indugiano proiezioni di luce sinuose a evidenziare i dettagli più significativi. Molte delle strutture utilizzano texture visibili sulle pareti come se le forme emergessero dall’edificio stesso. Una tecnica, questa, di variazione prospettica replicata al livello superiore: i pannelli geometrici modulari delle sale al primo piano ripropongono le stesse finiture della pavimentazione. Qui il visitatore è stimolato a osservare gli arredi da molteplici angolazioni grazie al diverso inquadramento della scena prodotta dai pannelli.

 

Crediti

Testo: Lauren Grace Morris

Foto: Shao Feng

Magazine: FRAME

Editore: Frame Publishers B.V.

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1 luglio 2021