Il progetto “Tre stazioni per Arte-Scienza” a Roma

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View of Sala 04, Exhibition of Ti con Zero (credits: Formafantasma)

Il progetto del Palazzo delle Esposizioni di Roma, dedicato al tema dell’incontro fra arte, scienza e società: Il punto di vista di Simone Farresin dello studio Formafantasma. 

 

Tre diverse mostre intese come “stazioni”. Tre tappe, ognuna delle quali ci invita a riflettere da un punto di vista differente. Il Palazzo delle Esposizioni di Roma Dal 12 ottobre 2021 al 27 febbraio 2022 presenta il progetto, “Tre stazioni per Arte-Scienza”, declinato attraverso i tre punti di vista: storico, artistico e quello legato alla ricerca scientifica contemporanea. Dall’idea di stazione, intesa come luogo di incontro e di socialità, si passa alle stazioni di ricerca dove gli scienziati si fermavano per fare osservazioni ed esperimenti, fino alle stazioni spaziali, ed alle nuove forme di “stasi” contemporanee come lo smartworking. Partendo dalla mostra “Ti con zero”, (titolo tratto da un racconto di Italo Calvino pubblicato nel 1967) trenta artisti italiani e internazionali coinvolti nella mostra, hanno fondato il loro percorso di ricerca. Dagli algoritmi che usano l’errore come sistema generativo di forme agli apparati biologici sintetici, dai microbi eucarioti intuitivi alle intelligenze artificiali, fino alle desertificazioni, le esplorazioni spaziali e i panorami marziani, le opere esposte affrontano il senso di spaesamento di fronte alle conseguenze della “grande accelerazione” e del sopravanzamento della tecnica nel mondo moderno. Gli ambienti sono scanditi da un sistema di pannelli costituito da telai in legno rivestititi in tela neutra, concepito per delineare lo spazio. Proprio parlando di spazio espositivo, Simone Farresin dello studio Formafantasma, che ha curato gli ambienti delle tre esposizioni insieme ad Andrea Trimarchi, ci ha raccontato il suo punto di vista. Farresin: “Per t Con Zero” il set design è concepito partendo dall'idea di una griglia che divide rigorosamente lo spazio attraverso moduli realizzati in tessuto, quasi delle tele ancora non dipinte. Il riferimento qui è al tentativo scientifico di regolare, misurare e catalogare l’esistente. Il progetto espositivo si apre sotto forma di porte e finestre che si staccano dalle pareti dell'edificio. Queste variazioni sul tema servono sia a racchiudere alcune opere chiave in spazi sviluppati in modo a loro proporzionale, sia a suddividere lo spazio in ambienti più intimi.”  

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View from the stairs, Exhibition of Scienza di Roma (credits: Formafantasma)

Passando alla sezione intitolata “La Scienza di Roma”, il visitatore viene proiettato in un viaggio nel tempo che lo porterà alla fine dell’Ottocento. L’obiettivo è quello di raccontare la storia delle idee scientifiche e il loro impatto nella società attraverso i grandi scienziati che a Roma hanno lavorato e le grandi scoperte che qui sono state fatte. Ad esempio, gli acquarelli delle fasi lunari disegnate da Galileo Galilei, il cranio originale dell’uomo di Neanderthal di Saccopastore, gli strumenti originali dei “ragazzi di via Panisperna”. In questo contesto, ha raccontato il designer: “abbiamo abbracciato l'idea della mostra come strumento di apprendimento. Ispirato al modo in cui sono costruiti i libri didattici, il progetto espositivo divide lo spazio in aree. La mostra è concepita per lasciare spazio al visitatore di effettuare delle scelte, decidendo se farsi guidare nel percorso espositivo dal potere evocativo degli oggetti o dalla natura informativa delle foto esposte, tutte selezionate tra i materiali d'archivio della città di Roma”.  

La terza esposizione infine “Incertezza-Interpretare il presente, prevedere il futuro” illustra alcune delle molteplici sfaccettature dell’idea di incertezza, e i modi in cui la scienza fa i conti con essa. Sette aree tematiche conducono il visitatore a scoprire come la categoria dell’incertezza s’ intersechi con i metodi e i modelli mediante i quali la scienza ci permette di comprendere la realtà e di fare previsioni sui fenomeni naturali e sociali. Il percorso si apre con lo spazio Misurare l’incertezza. Sarà una grande installazione immersiva e interattiva, sviluppata e realizzata con DotDotDot, a coinvolgere il visitatore nel mondo delle particelle, attraverso una rappresentazione metaforica del collasso della funzione d’onda, uno dei concetti base della meccanica quantistica.  In questo caso invece, ha infine concluso Farresin: “La mostra esamina le metodologie e la formulazione di idee in campo scientifico. I concetti scientifici esplorati, che vanno dalla probabilità alla diffusione di malattie e studi sul clima, vengono introdotti in un ambiente interamente rosa. Nel mondo occidentale, il rosa è conosciuto come colore lontano da qualsiasi affiliazione scientifica a causa del pregiudizio di genere costruito secondo cui il rosa è un colore frivolo e implicitamente cliché della femminilità, quindi non conforme alla serietà scientifica. L'allestimento è ispirato del contenuto curatoriale. Allo stesso modo in cui la precisione scientifica e la certezza sono messe in discussione attraverso il progetto che esplora l’idea stessa di incertezza, il design dell'allestimento sovverte l'archetipo della mostra scientifica ambientata nell’oscurità”.  

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Alexandra Daisy Ginsberg, The Wilding of Mars, 2019, video files and 12 screens, Courtesy the artist

Info mostra

Titolo: Tre stazioni per Arte-Scienza - La scienza di Roma. Passato, presente e futuro di una città | Ti con zero | Incertezza. Interpretare il presente, prevedere il futuro Sede: Palazzo delle Esposizioni

Via Nazionale 194, – Roma

 

Date: 12 ottobre 2021 – 27 febbraio 2022

 

Promossa da: ROMA Culture (culture.roma.it) e Azienda Speciale Palaexpo

Ideate e organizzate da: Azienda Speciale Palaexpo Per La scienza di Roma Con i patrocini dell’Accademia Nazionale dei Lincei e della Sapienza Università di Roma In collaborazione con Sapienza Università di Roma Per Incertezza Concepita e co-prodotta da INFN – Istituto Nazionale di Fisica Nucleare Con la partecipazione di EGO Osservatorio Gravitazionale Europeo

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Christian Mio Loclair, Narciss, 02.05.2018, digital screen, neural networks, Courtesy the artist

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Carsten Nicolai, Anti, 2004, Courtesy Galerie EIGEN + ART Leipzig/Berlin and Pace Gallery

 

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Rachel Rose, Ninth Born, 2019, rock and blown glass, Courtesy the artist, Pilar Corrias Gallery, London and Gladstone Gallery, New York/Brussels

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Richard Mosse, Organ, from the series Ultra, 2019

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Revital Cohen, Tuur Van Balen, The Immortal, 2012, Courtesy the artists, supported by Wellcome Trust Art Award

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22 ottobre 2021