Donne di successo, raccontate dalle loro case

Heide Middleton in her home in Sydney

Heide Middleton at the easel in her home in Sydney’s Northern Beaches

A Room of Her Own, il nuovo libro di Thames & Hudson apre le porte delle dimore di note creative, e del loro cuore

Sono venti donne di successo, raccontate attraverso gli interni delle loro dimore e atelier. Un cortocircuito creativo tra interior e interiorità, tra spazi di vita e luoghi dell’anima. A Room of Her Own è il nuovo libro realizzato per Thames & Hudson dalla scrittrice e fotografa australiana Robyn Lea. Il titolo è un dichiarato omaggio all’omonimo bestseller di Virginia Wolf, che nel 1929 denunciava la sudditanza della figura femminile in una società patriarcale. Oggi, a distanza di quasi un secolo, il tema è ancora attuale, e irrisolto. Il volume, dal sottotiolo Inside the Homes and Lives of Creative Women, scorre su due binari dicotomici: immagini e parole. Se alle prime è affidato il compito estetico di mostrare lo stile delle loro residenze, suggerendo spunti, pezzi iconici e opere, ai testi è dato il ruolo di farsi diario autobiografico, molto intimo, delle diverse protagoniste della storia, una o più, se donne di una stessa famiglia. Spesso alla suggestione di stanze così ben progettate e vissute fanno da contraltare storie, anche molto dure, di autorealizzazione. Un contrasto voluto da Lea per sottolineare come, al di là delle apparenze e del successo pubblico, il superamento del gender gap sia spesso ancora una battaglia personale quotidiana. Ma anche evidenziare come la femminilità sia proprio la capacità generatrice di trasformare anche i dolori in energia e creatività.

Living room in Marta Ferri’s home in Milan

Living room in Marta Ferri’s home in Milan. Photo/s: Robyn Lea

Sembra di udirle, in quelle stanze, le voci di queste note creative che hanno deciso di aprire il proprio cuore all’autrice, come se fossero le stesse pareti a parlare. Tra una sedia di Paul Kiaelhorm e un tessuto broccato, tra un’opera d’arte contemporanea e uno specchio del 1800.  “Credo che le case siano i ritratti di chi le crea”, dice in un capitolo l’artista siciliana Fiona Corsini di San Giuliano. “In una casa fai tutto ciò che ti fa sentire bene”, sembra farle eco la stilista Marta Ferri, ricordando come sin da bambina sua madre, Barbara Frua De Angeli, nota interior decorator che prediligeva i monocromi, l’avesse spinta a cercare il suo stile, arredando e decorando la sua cameretta a piacere con tessuti a fantasia, oggi la sua cifra. A loro si aggiungono Alice Stori Lichtestein, JJ Martin, Lisbeth McCoy, Claire Basler, Sue Townsend, Beatric Ost, Camilla, Amber e Claudia Guinness, Heidi Middleton, Lucilla Bonaccorsi Beccaria e Luisa Beccaria, Anna Maria Coronato, Fiorina e Francesca Golotta, Jessica Grindstaff, Petah Coyne e Dev Stern. Stiliste, designer, artiste, chef, direttrici di teatro, e tanto altro, imprenditrici tutte, soprattutto di sé stesse. Robyn Lea sin dall’incipit esprime il suo obiettivo: si tratta di donne che provengono da otto Paesi occidentali, ma spera siano un esempio di emancipazione globale per tutte.  Secondo Lea, stiamo assistendo a un nuovo rinascimento. Nel 1300 si assiste a una crisi pandemica, la peste nera, e al conseguente tracollo economico e sociale della civiltà, dalla quale si esce con maggior slancio, dando appunto vita a uno dei periodi più prolifici e illuminati della cultura mondiale. Oggi sembriamo purtroppo vivere il classico ricorso storico e, secondo l’autrice, le nuove tecnologie possono permettere alle creative di trovare strade per una maggior visibilità e autoaffermazione. Queste 20 donne l’hanno dimostrato.

sitting room of the artist Claire Baisler in the Chateau de Beauvoir.

Sitting room in the guest wing of the Chateau de Beauvoir, artist Claire Baisler's home in France. Photo/s: Robyn Lea

Tanti sono i livelli di lettura di questo libro, un coffee table book di splendide immagini, un romanzo di formazione collettivo, una carrellata di design. Alcuni temi sono ricorrenti, come ad esempio l’Italia. Dove l’interior decorator Camilla Guinness e le figlie Amber e Claudia hanno passato anni intensi di vita, in Toscana. E dove poi Amber è riuscita a tornare, salvando una villa di un amico di famiglia per farne una residenza d’artista. O la storia della stilista Luisa Beccaria e della sua primogenita Lucilla, che segue le orme della madre. La loro vita si divide tra Milano e Castelluccio, in Sicilia, dove Luisa ha ristrutturato un’antica dimora del marito Lucio Beccaria partendo da quattro stanze, ben poche per lei, il marito e i loro cinque figli, e facendone oggi un grande e poetico nido dove riunire tutti. Ancora Italia con JJ Martin, americana ormai meneghina d’adozione, che proprio nella patria della moda ha cominciato una seconda vita di stilista e designer che oggi la consacra a star dello stile internazionale. JJ ha un altro tratto in comune con molte delle donne di questo libro, una spiccata spiritualità. Un senso del destino come lezione di vita da cui apprendere un messaggio rigenerativo. Lei pratica yoga e meditazione, l’artista Beatrix Ost invece consulta quotidianamente il suo pendolo, che le ha anche suggerito dove traslocare, l’ayurveda ha guidato la regista Jessica Grindstaff a uscire dal baratro di una famiglia difficile.
Ma anche le storie di Petah Coyne, artista americana che crea installazioni di fiori ipercontemporanee trasformando l’insegnamento di ikebana ricevuto da piccola da sua madre, oppure quella di Alice Stori Lichtestein, che non ha mai pensato di andare a vivere nel castello da fiaba in Austria ereditato dal marito finché non ha messo al mondo dei figli, e in quel luogo bucolico non solo ha sentito l’istinto di crescerli, ma anche di farne un importante hub di design. Tante e diverse sono le vite raccontate, ma tutte partono e ritornano a un luogo, il luogo del cuore, curato e disegnato su misura di sé, ma sempre aperto verso il mondo. Oggi anche ai nostri occhi. “A parte ballare, il mio momento preferito è riposizionare gli arredi in casa come un collage” chiosa l’artista multimediale danese Lisbeth McCoy. Perché, alla fine, arredare casa è costruire un’idea di mondo. E queste donne hanno idee bellissime per cambiarlo.

A Room of Her Own, Book Cover

A Room of Her Own, Book Cover

A room in the New York apartment of the artist Beatrix Ost

A room in the New York apartment of the artist Beatrix Ost. Photo/s: Robyn Lea

Living room in the New York apartment of the artist Lisbeth McCoy

Living room in the New York apartment of the artist Lisbeth McCoy. Photo/s: Robyn Lea

Kitchen in the villa of the stylist Luisa Beccaria in Castelluccio, Sicily

Kitchen in the family villa of the stylist Luisa Beccaria in Castelluccio, Sicily. Photo/s: Robyn Lea

drawing room in the home of Alice Stori Liechtenstein

One of the drawing rooms in the 12th century Schloss Hollenegg, now the home and creative hub of Alice Stori Liechtenstein. Photo/s: Robyn Lea

Salone del mobile Salone del mobile

Titolo: A Room of Her Own, Inside the Homes and Lives of Creative Women

Testi e fotografie: Robyn Lea

Casa Editrice: Thames & Hudson

Anno di pubblicazione: 2021

Pagine: 240

30 novembre 2021