Ripensare l’architettura sostenibile oggi

Testo di
STUDIOARO, Meditation Gazebo, Denkanikottai, India 2022, ph. Turtle Arts

STUDIOARO, Meditation Gazebo, Denkanikottai, India 2022, ph. Turtle Arts

Dall’energia al riuso dell’esistente, una riflessione sui principi e le prospettive – ma anche su limiti e contraddizioni – dell’architettura sostenibile contemporanea 

Esiste davvero l’architettura sostenibile? È possibile definire “sostenibile” un’architettura? Negli ultimi decenni, l’architettura è stata chiamata a confrontarsi sempre più direttamente con le conseguenze ambientali, sociali ed economiche dei propri processi produttivi. Più che un concetto stabile, la sostenibilità in architettura è un campo in continua ridefinizione, che riflette mutamenti culturali, tecnologici e politici. Negli ultimi anni, sostenibilità è un termine da anni ripetuto come un mantra, usato così tante volte – e spesso a sproposito – da aver quasi perso significato. 

Uno spunto interessante sul senso e sull’evoluzione dell’idea di architettura sostenibile arriva dall’architetto Giovanni Comoglio, in un articolo pubblicato su Domus e intitolato “Quando la sostenibilità si chiamava “ecologia”: un percorso dalle pagine di Domus”. Comoglio rintraccia in un testo del gennaio 1997 il debutto del termine sulla rivista, un momento che “contiene tutte quelle traiettorie che, nemmeno troppo sorprendentemente, sono ancora oggi centrali nel progettare il nostro rapporto con il pianeta”. 

BC architects & studies + Assemble, Lot 8 Design and Research Laboratory, Arles, Francia, 2023, ph. Morgane Renou 

BC architects & studies + Assemble, Lot 8 Design and Research Laboratory, Arles, Francia, 2023, ph. Morgane Renou 

Impatto ambientale dell’edilizia: dati e prospettive 

Se cerchiamo il senso e la prospettiva di un’architettura sostenibile, dobbiamo partire da un dato di fatto: il settore dell’edilizia ha un impatto ambientale enorme. Secondo il 2022 Global Status Report for Buildings and Construction – pubblicazione del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) – l’industria delle costruzioni è responsabile del 37% delle emissioni globali di CO₂ e consuma oltre il 34% della domanda energetica mondiale. 

Dati allarmanti, destinati a crescere se non verranno adottate misure strutturali su scala globale. Le stime parlano di un raddoppio della domanda di edifici e superfici costruite entro il 2060, soprattutto in Asia, Africa e nei contesti metropolitani. 

Burj Al Babas è un enorme progetto immobiliare incompiuto in Turchia: un lussuoso villaggio di 732 castelli in miniatura in stile fiabesco abbandonato a causa del fallimento finanziario dell’iniziativa

Burj Al Babas è un enorme progetto immobiliare incompiuto in Turchia: un lussuoso villaggio di 732 castelli in miniatura in stile fiabesco abbandonato a causa del fallimento finanziario dell’iniziativa

Oltre lo stile: l’architettura sostenibile come prospettiva 

A partire da questa condizione, il mondo dell’architettura ha preso coscienza della necessità di trasformare radicalmente il modo di concepire gli edifici, puntando su materiali ecocompatibili, riuso delle risorse, fonti energetiche rinnovabili, attenzione al contesto ed efficientamento dei processi legati all’uso delle risorse ambientali. 

L’obiettivo dell’architettura sostenibile – detta anche bioarchitettura o bioedilizia – è minimizzare l’impatto ambientale degli edifici lungo l’intero ciclo di vita, dalla costruzione all’uso, fino alla dismissione e alla demolizione. 

L’architettura energetica non è uno stile e non detta un’estetica. Non è un filone unitario, ma una prospettiva progettuale fatta di pratiche, strategie e accorgimenti che devono mutare e adattarsi ai contesti. L’epoca delle soluzioni universali – spesso elaborate da progettisti maschi, bianchi e occidentali – appare ormai superata. 

Dorte Mandrup, Icefjord Centre, Ilulissat, Groenlandia, 2021, ph. Adam Mørk

Dorte Mandrup, Icefjord Centre, Ilulissat, Groenlandia, 2021, ph. Adam Mørk

Energia, materiali, riuso: i macro-temi della sostenibilità 

Piuttosto che fornire una definizione univoca di architettura sostenibile, è più utile individuarne alcuni macro-temi. La gestione dell’energia è centrale e comprende l’approccio bioclimatico – orientamento, soleggiamento, ombreggiamento e ventilazione naturale – e la qualità dell’involucro edilizio, in grado di ridurre i consumi nella fase d’uso. 

A questi si affiancano le energie rinnovabili, l’efficienza degli impianti, la scelta dei materiali da costruzione valutati secondo il Life Cycle Assessment, e la loro provenienza territoriale, privilegiando filiere locali e ambiti ecoregionali. Riciclo e riuso diventano criteri progettuali: sistemi a secco, modularità, smontabilità e valorizzazione dell’esistente come alternativa al consumo di suolo e risorse primarie. 

ecoLogicStudio, Photo.Synth.Etica, installazione di facciata che integra sistemi a microalghe per la cattura della CO₂, sperimentando il rapporto tra architettura, ambiente e biotecnologia. Courtesy ecoLogicStudio

ecoLogicStudio, Photo.Synth.Etica, installazione di facciata che integra sistemi a microalghe per la cattura della CO₂, sperimentando il rapporto tra architettura, ambiente e biotecnologia, courtesy ecoLogicStudio

Pratiche eccellenti di architettura sostenibile 

Una lezione sulla complessità del tema arriva dal lavoro di Dorte Mandrup. In un’intervista pubblicata su Abitare, l’architetta scandinava sottolinea come i regolamenti edilizi e il contesto culturale influenzino profondamente l’idea stessa di sostenibilità: “I regolamenti edilizi in Danimarca sono molto severi soprattutto sull’uso energetico in fase di gestione, già a partire dagli anni Settanta, dopo la crisi petrolifera. Oggi, però, è altrettanto importante analizzare il ciclo di vita dell’edificio, calcolando le emissioni di CO₂ generate in fase di costruzione e lungo tutta la sua esistenza, fino allo smantellamento”. 

Un approccio non sovrapponibile a quello di Diébédo Francis Kéré, la cui idea di sostenibilità nasce dall’architettura vernacolare, dall’uso di materiali locali, da strategie passive per il comfort climatico e dal coinvolgimento delle comunità locali. Una sensibilità radicata nel contesto che gli è valsa il Pritzker Prize 2022. 

Kéré Architecture, Estensione della Scuola Elementare di Gando, Burkina Faso, 2008, ph. Erik Jan Ouwerkerk

Kéré Architecture, Estensione della Scuola Elementare di Gando, Burkina Faso, 2008, ph. Erik Jan Ouwerkerk

Dalla progettazione alle politiche urbane: il caso HouseEurope! 

Una delle questioni decisive è riconoscere che la sostenibilità ambientale non può essere affidata a eccezioni virtuose o a un’élite di progetti esemplari. Finché resta un’opzione, e non una condizione strutturale, il suo impatto rimane marginale. Per questo il nodo si sposta inevitabilmente sul piano delle politiche pubbliche. 

In questa direzione si colloca HouseEurope!, iniziativa ideata dallo studio di architettura tedesco B+, che mette in discussione il modello immobiliare fondato sulla demolizione e ricostruzione del patrimonio costruito. Il progetto rivendica il valore materiale, ambientale e sociale dell’edilizia esistente, introducendo parametri come la CO₂ incorporata nei processi normativi. 

HouseEurope!, installazione presentata al CIVA di Bruxelles, 2023, courtesy HouseEurope! / B+ Architecture

HouseEurope!, installazione presentata al CIVA di Bruxelles, 2023, courtesy HouseEurope! / B+ Architecture

La domanda finale, allora, non è se queste pratiche siano auspicabili, ma come possano diventare sistemiche su scala globale, in un presente segnato da instabilità geopolitiche, crisi energetiche e nuove asimmetrie economiche. 

23 gennaio 2026
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