Iryna Belan

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Dopo la laurea alla Cherson State University, in Ucraina, ho lavorato come docente di lingua tedesca e inglese per cinque anni, senza mai abbandonare completamente il ricordo delle esperienze e delle competenze che avevo acquisito frequentando per dieci anni la Scuola d’arte per bambini. Ho scelto di iscrivermi alla facoltà di design spaziale della British High School of Art and Design e dal 2005 lavoro come interior designer e arredatrice. Da più di dieci anni, il marchio italiano Milano Bedding produce il pouf Booklet, da me disegnato.

Quando gestivo il mio blog sul design ho ricevuto una proposta da parte del magazine azerbaigiano Salon per diventare editor; dopo quell’esperienza, ho lavorato come assistente del direttore del magazine ucraino Domus Design.

Attualmente faccio parte dell’Ordine dei giornalisti ucraino e lavoro come giornalista freelance per le riviste ucraine  Dom i Interier, Pragmatika e per la rivista azerbaigiana Nargis. Dopo la laurea in copywriting presso la  Kyiv Academy of Media Arts ho inoltre iniziato a lavorare come consulente di pubbliche relazioni.

Il mio amore per l’arte contemporanea mi ha infine portata a lavorare anche come curatrice d’arte e a partecipare a press tour di eventi quali Salone del Mobile di Milano, BRAFA, Tbilisi Art Fair, Collectible Design, Brussels Design September, Designblok in Prague, Warshaw Design Week. L’aspetto che più amo di questo lavoro è il momento in cui inizio a mettere nero su bianco nelle mie recensioni ciò che ho visto; trovo che la parola sia in assoluto il mezzo più potente che abbiamo a disposizione.  

Nutro inoltre una grande curiosità per le persone, con cui amo parlare.  Nel corso degli anni ho avuto il privilegio di intervistare i nomi più illustri del design e dell’arte contemporanea, tra cui Ron Arad, Piero Lissoni, Eero Aarnio, Lorenzo Quinn, Luca Nichetto, Lee Broom e Oki Sato, per citarne solo alcuni.

Nel tempo libero amo stare a contatto con la natura e l’arte visitando gallerie e musei, correre, cucinare, leggere e guardare film.

 

Foto di Rostislav Ripka