Giulia Pellegrino

ritratto di Giulia Pellegrino

Il primo lavoro a Milano è stato per Antonia Jannone, la storica gallerista che si occupa di disegni di Architettura: da lì in avanti la mia vita si è intrecciata indissolubilmente all’architettura e al design; ho coordinato per quindici anni la Fondazione dell’Ordine degli Architetti per poi fare il direttore dello studio di Cino Zucchi e ho ricoperto ruoli diversi nelle edizioni del “Fuorisalone” degli ultimi 20 anni. Dal 2014 al 2016 ho collaborato con team di C.Ar.D. - Contemporary Art and Design Festival nelle valli piacentine. Da circa otto anni lavoro con RonGilad e da poco più di due anche con Emilio Ambasz. Sono una delle persone fortunate che nella pandemia il lavoro lo ha trovato e non lo ha perso. Chiude il cerchio della mia attività professionale Archivia, piccola ma appassionata azienda che produce strumenti di scrittura dedicati a questo mondo, di cui sono partner fondatore. Tutto il 2021 è stato dedicato alla sfida più importante e divertente della mia carriera: Vietato L’Ingresso, progetto basato sull’idea di considerare l’idea di progettare allestimenti permanenti: il teatro degli Arcimboldi me ne ha dato la possibilità e abbiamo ristrutturato tutti i camerini; sono stata fortunata perché è stato un successo e mi ha fatto nominare curatore degli eventi di design ed architettura nel prestigioso manufatto di Gregotti. Milano mi ha adottata ed è bene dirle grazie: ci provo anche cercando di restituire una mia visione di questa città scrivendone in maniera decisamente scanzonata. PS: dormo sempre pochissimo. 
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