Verso il Salone Internazionale del Bagno 2026. Intervista a Elia Vismara

Rubinetterie Zazzari, Salone Internazionale del Bagno, Salone del Mobile.Milano 2024, ph. Ruggiero Scardigno

Rubinetterie Zazzari, Salone Internazionale del Bagno, Salone del Mobile.Milano 2024, ph. Ruggiero Scardigno

Verso il Salone Internazionale del Bagno 2026: Elia Vismara, Presidente di Assobagno di FederlegnoArredo, delinea i nuovi trend e gli sviluppi tecnologici che trasformeranno l'ambiente bagno nei prossimi anni 

Il bagno è oggi il fulcro del benessere domestico, uno spazio sempre più dedicato alla cura di sé e alla qualità del tempo. Come sta evolvendo il design di prodotto per rispondere a questa aspettativa? Quali tendenze emergono alla luce dei nuovi comportamenti d’acquisto e quali innovazioni tecnologiche stanno diventando realmente rilevanti per il consumatore? Ne parliamo con Elia Vismara, Presidente di Assobagno di FederlegnoArredo, in vista dell’edizione 2026 del Salone Internazionale del Bagno, in programma dal 21 al 26 aprile. 

Cosa pensa del futuro Salone Contract che debutterà nel 2027?

Ritengo che il Salone Contract rappresenti un filone di grande interesse per il settore bagno, che – come dimostrano le statistiche sulle strutture alberghiere a cinque stelle e cinque stelle lusso – ricopre un ruolo centrale nell’esperienza dell’ospitalità di alto livello. I tempi di permanenza nel bagno risultano significativamente superiori rispetto ad altri ambienti della suite, rendendolo uno spazio sempre più strategico. 

Da qui la scelta, da parte di molte aziende, di investire nel settore hospitality, trasformando il bagno d’hotel in un ambiente fortemente aspirazionale. Sarà interessante comprendere come OMA strutturerà questo percorso: presentare un ambiente bagno in ambito fieristico è complesso, a meno che non vi sia una curatela progettuale forte. In passato sono stati fatti alcuni tentativi, ma con esiti non sempre soddisfacenti. 

Il contract è oggi il segmento che offre le maggiori soddisfazioni in termini economici e di sviluppo. Si tratta di una sfida importante, ma anche di una grande opportunità. 

In che modo Assobagno supporta le aziende nella definizione di standard comuni?

Una delle attività fondamentali di Assobagno è quella di riunire attorno a un tavolo tutti gli attori della filiera, mettendo in dialogo merceologie diverse – rubinetterie, mobili, sanitari, cabine doccia – che spesso parlano linguaggi differenti. Questo ci consente di avere una visione a 360 gradi, indispensabile per favorire il confronto su problematiche comuni e sull’evoluzione delle tendenze. 

Negli ultimi anni stiamo inoltre lavorando con maggiore attenzione sul tema dell’internazionalizzazione, un ambito che era stato in parte trascurato e che oggi risulta strategico sia per affrontare il tema dei dazi sia per orientarsi in un contesto geopolitico sempre più complesso. Il supporto del nostro Centro Studi, attraverso dati aggregati e analisi statistiche, ci permette di fornire alle aziende indicazioni utili per le loro scelte strategiche. 

In relazione al Bathroom Design Monitor, quali cambiamenti significativi sono emersi?

Rispetto a dieci anni fa, la componente digitale è diventata centrale nei processi di informazione e prevendita. I dati mostrano che il 97% dei consumatori europei si informa prima dell’acquisto e che il 44% lo fa online. La vendita, tuttavia, continua ad avvenire prevalentemente nel punto vendita fisico, dove il consumatore arriva con un livello di consapevolezza molto più elevato. 

In passato si temeva che il canale digitale potesse sostituire quello tradizionale; oggi è evidente che lo ha invece arricchito. La multicanalità non ha prodotto una sottrazione, ma una stratificazione dei canali. 

Un dato particolarmente interessante riguarda i driver di scelta del prodotto: oltre alla funzione e al rapporto qualità-prezzo, emerge con forza il tema della robustezza, che precede persino il design. È un segnale importante, perché la robustezza è percepita come sinonimo di qualità e durabilità. 

Quali innovazioni tecnologiche stanno diventando realmente rilevanti per il consumatore?

Un ambito di forte innovazione riguarda l’introduzione del colore. Dal punto di vista tecnologico, l’evoluzione dei trattamenti superficiali – in particolare il PVD – ha aperto la strada a una molteplicità di finiture: dai bronzi agli ori, dal rame alle finiture gun metal e nichelate. 

Fino a sei anni fa, i prodotti in metallo erano quasi totalmente declinati in finitura cromata. Oggi, nella produzione di rubinetti e cabine doccia di fascia alta, il cromo lucido ha progressivamente lasciato spazio all’acciaio spazzolato, al nero e a un’ampia gamma di declinazioni del bronzo. Una piccola ma significativa rivoluzione cromatica, resa possibile dall’evoluzione delle tecnologie di trattamento superficiale. 

Per il consumatore può trattarsi semplicemente di una scelta estetica, ma dal punto di vista industriale negli ultimi dieci anni si sono compiuti passi da gigante. I numerosi rientri e i nuovi espositori di quest’anno indicano un mercato dinamico, in cui per emergere sarà necessario presentare innovazioni autentiche. Anche per questo, personalmente, sono curioso di visitare gli stand. 

Elia Vismara, Presidente Assobagno di FederlegnoArredo, Courtesy FederlegnoArredo

Elia Vismara, Presidente Assobagno di FederlegnoArredo, Courtesy FederlegnoArredo

Il tema dei rientri è stato sottolineato anche da Maria Porro durante la conferenza stampa.

Dal Salone Internazionale del Bagno 2024 tutti gli espositori sono usciti con grande soddisfazione. A mio avviso, molte delle aziende per loro scelta assenti avrebbero voluto esserci. Il Salone Internazionale del Bagno continua ad essere molto attrattivo per le aziende espositrici e continuano a esserci molte richieste di partecipazione 

Partecipare al Salone richiede investimenti importanti e una progettualità riconoscibile. Non è possibile presentarsi con soluzioni standardizzate o preallestite: è necessario portare innovazioni di prodotto chiare e distintive. 

Quali tendenze emergono oggi nel design del bagno?

Posso descrivervi quanto successo nel mondo delle cabine doccia: se dieci anni fa la tendenza dominante era quella delle cabine doccia “nude” completamente prive di profili, oggi assistiamo a un ritorno della profilatura. Questa scelta consente di caratterizzare cromaticamente e definire il perimetro di un elemento trasparente, mantenendone al tempo stesso la massima leggerezza visiva. 

In generale, si osserva inoltre una crescente ricerca di total look; la vasca da bagno tende a scomparire come elemento funzionale, fatta eccezione per alcune freestanding di grande valore formale, vere e proprie sculture collocate nello spazio bagno – e talvolta anche in altri ambienti della casa. Spazi, volumi e tempi di fruizione sono profondamente cambiati. 

L’innovazione tecnologica dovrebbe farci guadagnare tempo, eppure sembra che non ne abbiamo mai…

Forse il vero problema è proprio questo: la trasformazione del bagno da ambiente puramente funzionale a spazio di benessere personale richiede la necessità di fermarsi e di recuperare una nuova consapevolezza del tempo. 

Se dovesse immaginare il bagno del 2030, quali elementi considera imprescindibili? Quale sarà la prossima grande trasformazione?

Si iniziano a intravedere alcune scintille di cambiamento, in particolare sul fronte della connessione. Alcuni brand internazionali stanno introducendo funzioni avanzate nei loro prodotti: negli Stati Uniti, ad esempio, un noto brand di ceramica sanitaria sta sperimentando soluzioni che integrano il monitoraggio di parametri medici, come la glicemia o altri indicatori di salute. Altre visioni, spesso anticipate dalla narrativa fantascientifica, immaginano schermi informativi attivi durante la doccia. 

È probabile che una maggiore connessione entri anche nello spazio bagno, sebbene, a mio avviso, non diventerà mai un tema dominante. Più centrale sarà invece il tema della longevità: il bagno è l’ambiente che più di ogni altro deve saper accompagnare il passare del tempo e il cambiamento dei gesti quotidiani. Soluzioni come accessi a filo pavimento, superfici antiscivolo, sedute integrate e appoggi discreti diventeranno sempre più rilevanti. 

Il bagno come spazio di intimità e inclusione.

Il bagno è rimasto, nelle nostre abitazioni, l’unico luogo la cui porta viene ancora chiusa a chiave. È uno spazio intimo, quasi un piccolo tempio domestico. Proprio per questo deve evolvere da ambiente esclusivo a spazio inclusivo, attraverso nuove forme e nuove architetture capaci di rispondere a esigenze diverse. 

Non si tratta di esclusione, ma di dedicarsi del tempo. E se il bagno domestico custodisce l’intimità, il Salone Internazionale del Bagno deve invece essere sempre più aperto e inclusivo: un luogo di incontro, confronto e condivisione per tutta la filiera del progetto.

11 febbraio 2026
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