Il passaggio di consegne da Claudio Feltrin al nuovo presidente, eletto per il quadriennio 2026-2030, è avvenuto nel corso dell’Assemblea Generale di FederlegnoArredo tenutasi il 27 ottobre al Salone d’Onore della Triennale Milano
Terra. All’origine del progetto: 10 mostre da segnare in agenda
Elisa Giardina Papa, She Flickered In and Out of History, 2026. Video installation, 18 minutes, variable dimensions. Still from the video. Courtesy of the artist. The project is supported by the Italian Council program (2024) promoted by the Directorate-General for Contemporary Creativity of the Italian Ministry of Culture.
Viaggio in dieci tappe tra ecologia, diritti e paesaggi italiani per ripensare il nostro legame con la Terra
La Terra, materia, paesaggio e costruzione culturale. La Terra, un insieme di stratificazioni in cui depositare memorie, consumare conflitti, ridefinire continuamente le relazioni tra ambiente, corpi e comunità. La Terra, il nostro orizzonte: è attorno a questa idea che si sviluppa il percorso che andiamo a raccontare. Dieci tappe della produzione culturale contemporanea italiana, in cui i luoghi si rivelano spazi situati di confronto e trasformazione, dove si misurano diritti, appartenenze e possibilità di immaginare altri modi di abitare il mondo. Dall’argilla al cemento, dalle architetture industriali agli spazi domestici, dai paesaggi vulcanici ai luoghi della memoria collettiva, la Terra emerge come un organismo vivo, mai neutrale, sul quale si depositano le tracce del nostro passaggio e le disuguaglianze che ancora lo attraversano. Qui la questione ecologica incontra quella sociale, le istanze femministe, transfemministe e intersezionali si intrecciano con le battaglie per i diritti e la libertà dei corpi, mentre il progetto riapre archivi, riscrive narrazioni e restituisce visibilità a ciò che è stato marginalizzato. Un percorso italiano e situato, appunto: perché è nei luoghi, nelle loro specificità e nelle comunità che li abitano che la cultura può farsi pratica di consapevolezza, spazio di dissenso e possibilità di cambiamento. La Terra, allora, non è soltanto ciò che ereditiamo, ma ciò che siamo chiamati a leggere e rileggere, conquistare e difendere, insieme.
Gordon Matta-Clark. Not the Work... The Worker + Shirin Neshat. Do U Dare!, MAXXI, Roma
Quanto gli spazi che abitiamo, fisici o digitali, influenzano le nostre possibilità di espressione e relazione? Dal 13 novembre, il MAXXI mette in dialogo due ricerche radicali. Gordon Matta-Clark. Not the Work... The Worker (sino al 28/2/2026), a cura di Jessamyn Fiore e Francesco Stocchi, ripercorre la ricerca dell’artista e architetto americano che ha rivoluzionato il concetto di spazio attraverso tagli e aperture negli edifici. In un presente segnato dalla crisi abitativa e dalla trasformazione delle città, il suo lavoro invita a ripensare l’architettura come spazio da condividere e reinventare. Con Shirin Neshat. Do U Dare!, a cura di Bartolomeo Pietromarchi con Anne Palopoli come curatrice associata (sino al 10/01/2027), una trilogia di film e una serie di fotografie prendono spunto dalla tragica vicenda di Nasim Aghdam, che nel 2018 attaccò la sede di YouTube, convinta di essere stata censurata dalla piattaforma, prima di togliersi la vita. Una storia che interroga il bisogno di visibilità, il potere dei media e le contraddizioni dell’identità digitale.
Dove: Galleria 4 del MAXXI, Roma.
Quando: Dal 13 novembre 2026 al 28 febbraio 2027
Viktor&Rolf. Spectrum, 10 Corso Como, Milano
Non c’è identità senza il suo doppio, né riflesso che non insinui uno scarto tra ciò che siamo e ciò che crediamo di essere. È da questa intuizione che prende forma Viktor&Rolf. Spectrum, la prima mostra italiana dedicata al duo olandese, presentata da 10 Corso Como in occasione del suo 35° anniversario. L’allestimento, progettato da Parasite 2.0, tra gli studi di architettura più radicali della scena contemporanea, assume lo specchio come dispositivo per esplorare identità, contrasti e corrispondenze. Curata da Alessio de’Navasques, l’esposizione raccoglie oltre venti look di haute couture, realizzati in trent’anni di carriera, per costruire un percorso che abbandona la cronologia seguendo il ritmo di ritorni e ossessioni ricorrenti. Come un prisma scompone la luce nelle sue infinite sfumature, così la mostra rifrange le molte anime di Viktor Horsting e Rolf Snoeren: ironia, surrealismo, teatralità e critica sociale. Tra abiti che sfidano la gravità, silhouette deformate e materiali d’archivio trasformati in nuove creazioni, il passato riaffiora continuamente sotto altre forme. Lo specchio non restituisce un’immagine fedele, ma moltiplica le possibilità di lettura: originale e replica, identità individuale e complicità creativa, presenza e riflesso si confondono. Perché nella moda di Viktor&Rolf il doppio non è mai una semplice copia, ma un dispositivo per mettere in discussione le convenzioni e reinventare, ogni volta, il linguaggio dell’abito.
Dove: Galleria 10 Corso Como (Corso Como 10, Milano)
Quando: Fiono al 22 novembre 2026
Raptor del Sol, Carlota Gadea Marqués, Fondazione Elpis, Milano
Che cosa rende possibile la vita su una terra trasformata, e fin dove può spingersi un corpo pur di sopravvivere? È da queste domande che prende forma Raptor del Sol, progetto dell’artista e compositrice spagnola Carlota Gadea Marqués, realizzato in collaborazione con Threes Production. Tra suono, performance e installazione, la ricerca si sviluppa a partire dai paesaggi vulcanici delle Canarie e dal rapporto che gli antichi abitanti guanci intrattenevano con i vulcani, luoghi sacri e pericolosi, considerati porte d’accesso agli inferi. Secondo la tradizione, al loro interno dimorava Guayota, divinità che rapì il Sole e fu infine imprigionata nel Teide. Un racconto mitologico che diventa occasione per interrogare la relazione tra corpi, ambiente e sopravvivenza, riportando al centro la forza primordiale della Terra e la vulnerabilità di chi la abita.
Dove: Lavanderia - Via Lamarmora 26, Milano
Quando: Fino al 1 dicembre 2026
From The Ground, Circolo del Design, Torino
Per chi si trova a Torino per Artissima, due tappe raccontano come il design possa ripensare il nostro rapporto con la Terra. Al Circolo del Design, From The Ground, parte del progetto Earthrise – Design for a Living Planet, esplora invece il rapporto tra materia, risorse e territori attraverso dodici progetti dedicati all’argilla, tra saperi locali e sperimentazione. Sabato 31 ottobre, alle 10:30, il collettivo portoghese By The End of May presenta RIO, un armadietto-semenzaio in terracotta attorno al quale incontrarsi per una colazione condivisa. Mentre al MAcA, sempre in tema di materia, EcoRadar, a cura del Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino, raccoglie oltre 30 prodotti, servizi e processi innovativi sviluppati da imprese piemontesi. Riciclo, riuso, materiali naturali e biocompositi dimostrano come la sostenibilità possa tradursi in pratiche industriali concrete.
Dove: Circolo del Design a Torino in Via San Francesco da Paola 17
Quando: Fino al 30 gennaio 2027
Delizie, Edoardo Piermattei + MIRA, Lingotto Fiere, Torino
Quale occasione migliore di Artissima per trasformare il cemento, materiale simbolo dell’architettura contemporanea, in una superficie espressiva? Con Delizie, l’artista Edoardo Piermattei si confronta con la materia costruttiva in un’installazione site-specific ispirata ai giardini delle ville medicee, luoghi di piacere, rappresentanza e produzione culturale. In dialogo con il tema della fiera, Fancy: A Flexible, Acrobatic Body, tre sculture monumentali (Ninfeo, Delizia e Fontana triste) compongono un paesaggio sospeso tra natura e artificio, funzione e immaginazione. Poco distante, ma sempre in fiera, MIRA – Istituto Mediterraneo per la Ricerca e le Arti, nuovo polo culturale di Messina, presenta l’opera del collettivo Polisonum e un programma di incontri dedicati alla diplomazia culturale. Domenica 1 novembre, alle 16:15, il talk Il contemporaneo come strumento di diplomazia culturale approfondisce il ruolo dell’arte nella costruzione di relazioni e collaborazioni tra i Paesi africani e mediterranei.
Dove: Artissima - Oval Lingotto, Torino
Quando: Dal 30 ottobre 2026 al 1 novembre 2026
Enrico A. Griffini. Costruire modernamente, 155 Tradate, Tradate
Che l’edificio di via Manzoni 31 a Milano, progettato da Enrico Agostino Griffini per le Assicurazioni Generali, sia lo stesso che oggi ospita l’Armani Hotel Milano è forse un’informazione ancora poco nota. Più familiari agli appassionati di architettura sono invece il Palazzo dell’Arengario, oggi sede del Museo del Novecento, e il Padiglione Granelli al Policlinico, entrambi legati al lavoro dell’architetto, tra i protagonisti del Razionalismo italiano. La mostra Enrico A. Griffini. Costruire modernamente, promossa da Ponderosa Music Records e in.circle, ne ripercorre la ricerca attraverso documenti d’archivio e materiali provenienti dall’Archivio Progetti dell’Università Iuav di Venezia. A ospitarla è l’ex stabilimento Koh-I-Noor di Tradate, progettato dallo stesso Griffini negli anni Quaranta e oggi in fase di recupero. Il cantiere aperto diventa parte dell’esposizione, mentre l’edificio rinasce come 155 Tradate, nuovo spazio dedicato alla cultura, alla musica e alle arti.
Dove: Tradate 55 - ex stabilimento Koh-I-Noor di Tradate
Quando: Fino al 20 dicembre 2026
Blu a occhiu nuru, Elisa Giardina Papa, MACTE, Termoli
Una mostra che segna un passaggio di testimone: Blu a occhiu nuru conclude il percorso di Caterina Riva alla direzione del MACTE e apre una nuova stagione per il museo, che si prepara ad accogliere la direzione di Rossella Farinotti. Al centro, la ricerca di Elisa Giardina Papa, vincitrice del Premio Mostra nell’ambito del 64° Premio Termoli, che intreccia geologia, mitologia e politica per riportare alla luce la storia di un’isola nata da un’eruzione vulcanica nel Mediterraneo nel 1831 e scomparsa pochi mesi dopo, al centro di una contesa di sovranità tra potenze europee. Attraverso il film She Flickered In and Out of History, accompagnato da un poema in siciliano e da una colonna sonora originale, e cinque sculture in vetro blu a forma di linguacce, l’artista riflette su confini, identità e storie dimenticate, dimostrando come anche un fenomeno naturale possa diventare una questione politica. La mostra si estende inoltre alla collezione permanente, con oltre venti opere in dialogo con il film, e ripercorre l’attività del museo dal 2020 al 2026. Un congedo che diventa occasione per rileggere il patrimonio del MACTE e immaginare nuove traiettorie per il suo futuro.
Dove: MACTE – Museo di Arte Contemporanea di Termoli
Quando: Fino al 30 gennaio 2027
HUM III: From Port to Port + Una comunità in mostra, Palazzo Ducale, Genova
Palazzo Ducale, laboratorio sociale e spazio di impegno collettiva: quando la cultura smette di limitarsi a raccontare il mondo e diventa un luogo in cui prendere posizione, anche il museo può farsi agente di trasformazione. È il filo che unisce due progetti ospitati dall’istituzione genovese diretta da Ilaria Bonacossa. Fino al 5 novembre, HUM III: From Port to Port, installazione sonora dell’artista Hajra Waheed a cura di Sara Alberani, intreccia storie di solidarietà tra lavoratori portuali e comunità costiere, dalle lotte anticoloniali alle mobilitazioni contro la guerra e il transito delle armi. In una città che ha fatto del porto un luogo di lavoro, conflitto e internazionalismo, l’opera mette in relazione memoria e azione politica, coinvolgendo anche il Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali. Dal 6 al 15 novembre, ‘Una comunità in mostra’ ripercorre invece la storia del movimento LGBTQIA+, restituendo visibilità alle battaglie per i diritti e alle soggettività che hanno trasformato la memoria in uno strumento di emancipazione. Due percorsi diversi, accomunati dall’idea che la cultura non sia neutrale: può custodire le storie, ma anche creare connessioni, alimentare il dissenso e aprire nuovi spazi di partecipazione.
Dove: Palazzo Ducale, Spazio Aperto - Genova
Quando: Dal 6 novembre al 15 novembre 2026
Jesus as a Girl, ANOHNI, Made in Cloister, Napoli
E se per immaginare un futuro diverso fosse necessario riscrivere anche le nostre divinità? È da questa domanda, insieme spirituale e politica, che prende forma Jesus as a Girl, la prima mostra personale in Italia di ANOHNI, artista e musicista che intreccia ecologia, identità e critica del potere. Ospitata negli spazi cinquecenteschi della Fondazione Made in Cloister, a Napoli, l’installazione conclude RINASCITA, il programma biennale dedicato alle possibilità di trasformazione in un presente attraversato da profonde crisi. Tra luce, suono, sculture e immagini in movimento, ANOHNI immagina il ritorno dell’archetipo femminile al centro della creazione, mettendo in discussione millenni di teologie patriarcali. Una visione che risuona con le istanze femministe, transfemministe e intersezionali, invitandoci a ripensare le gerarchie di genere e il rapporto tra corpi, ambiente e potere. Attraverso materiali di recupero e immagini che evocano vulnerabilità e metamorfosi, l’artista trasforma il chiostro in uno spazio di riflessione. Perché cambiare il futuro significa anche ripensare chi, e che cosa, abbiamo scelto di mettere al centro.
Dove: Chiostro di Santa Caterina a Formiello (Fondazione Made in Cloister, cuore di Porta Capuana)
Quando: Fino al 6 marzo 2027
Joanna Piotrowska. BURROWED, Palazzo Strozzi, Firenze
Quando la casa smette di essere un rifugio e l’intimità si trasforma in una forma di controllo? È attorno a questa ambiguità che ruota BURROWED, la prima mostra personale in un’istituzione italiana della fotografa polacca Joanna Piotrowska, concepita per il Project Space di Palazzo Strozzi e curata da Leonardo Bigazzi. Attraverso fotografie e collage, l’artista scava nelle dinamiche psicologiche e sociali che attraversano la quotidianità, portando alla luce le tensioni nascoste nei corpi, negli spazi domestici e nelle relazioni. Qui la violenza raramente si manifesta in modo esplicito: affiora piuttosto nei gesti, nelle posture e nelle forme di protezione che possono diventare confinamento. Un’indagine che risuona con le riflessioni contemporanee sul controllo esercitato sui corpi e sulle gerarchie che attraversano la sfera privata, spesso considerata un territorio neutrale. Il titolo evoca una tana scavata per trovare riparo, ma anche un movimento verso l’interno, negli strati di memoria e nelle immagini che custodiscono significati ancora da decifrare. Piotrowska non offre risposte definitive: costruisce narrazioni frammentarie, lasciando allo spettatore il compito di interpretarle. Perché anche ciò che chiamiamo sicurezza può nascondere rapporti di potere, e riconoscerli è il primo passo per metterli in discussione.
Dove: Fondazione Palazzo Strozzi
Quando: Dal 10 novembre 2026 al 24 gennaio 2027
Valeriano Antonioli (Lungarno Collection, Portrait): “I viaggiatori di alta gamma continuano ad aumentare: è un trend da perseguire”
Dall'incontro in Torre PwC a Milano in avvicinamento a Salone Contract 2027, le nuove prospettive del design e dell'ospitalità internazionale raccontate dal CEO di Lungarno Collection e Portrait Hotel and Resorts



