“+12,9% nel primo semestre”, parola di Anna Roscio di Intesa Sanpaolo

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Anna Roscio, responsabile Sales & Marketing Imprese di Intesa Sanpaolo

I dati che stanno segnando la ripresa del settore del mobile nelle parole della responsabile Sales & Marketing Imprese di Intesa Sanpaolo, partner istituzionale del Salone del Mobile.Milano

Sistema casa
Riprende il settore del mobile segnando un +12,9%, nascono nuovi strumenti per le imprese e si consolida il ruolo delle fiere come vetrina per il mondo: l’intervista ad Anna Roscio, responsabile Sales & Marketing Imprese di Intesa Sanpaolo, partner istituzionale del Salone del Mobile.Milano.
Partiamo con una domanda per addetti ai lavori: qual è lo scenario macroeconomico del settore del mobile?
I dati dell’andamento del settore delle esportazioni e degli investimenti segnano una ricrescita: grazie all’export e alla sostenibilità c’è una forte ripresa del fatturato. Possiamo dire che il design italiano ritrova nei consumatori stranieri una grande leva di sviluppo, il settore torna a crescere grazie alla domanda del mercato interno ma anche grazie a quello internazionale.
Quali sono i dati della ripresa?
Secondo uno studio condotto e presentato da Gregorio De Felice, Chief Economist di Intesa Sanpaolo, nel primo semestre 2021 il fatturato è tornato oltre i livelli pre-pandemici, con un incremento del 12,9% rispetto ai valori registrati negli stessi mesi del 2019. In Europa, solo Danimarca e Polonia hanno fatto meglio dell’Italia. Le imprese medio-grandi sono le maggiori protagoniste della ripresa in corso. In particolare, si è registrato un balzo dei flussi di export verso Stati Uniti e Francia. Un buon contributo alla crescita è venuto anche dall’Asia - Cina, Corea del Sud e Qatar.
In questo contesto cosa rappresenta una fiera come il Salone?
Sicuramente è una leva e uno stimolo per le imprese del settore, ricopre un valore fondamentale perché le aiuta a farsi conoscere nel mondo. Sono però altrettanto importanti gli strumenti finanziari che aiutano proprio le imprese a investire e a trasformarsi.
Le imprese italiane del mobile con certificazioni ambientali hanno registrato un aumento del fatturato del 6,7% tra il 2017 e il 2019; il resto delle imprese del settore si è fermata a +1,8%. Quanto conta la sostenibilità?
Sostenibilità, uno dei grandi temi di questa edizione del Salone, non significa solo fare prodotti sostenibili ma anche trasformare i processi di produzione e, soprattutto, la visione dell’azienda. Per questo banca Intesa Sanpaolo, che è vicina al settore e partner istituzionale del Salone, mette a disposizione finanziamenti dedicati al tema della sostenibilità. Proprio per accrescere il valore della competitività delle imprese del “Sistema Casa”, obiettivo comune con FederlegnoArredo, Intesa Sanpaolo riserva al settore un plafond di 1 miliardo di euro per linee di finanziamento in ambito S-Loan e Circular Economy.
Cosa significa per voi essere partner di una iniziativa come il Salone?
Siamo un partner istituzionale di lungo corso, abbiamo sostenuto il Salone anche nelle scorse edizioni. Quest’anno abbiamo confermato il nostro sostegno, anche quando non si era certi venisse realizzato. Per noi questa partnership rappresenta il nostro modo di fare banca, essere vicini alle imprese e offrire loro tutto quello che serve per affermarsi e farsi conoscere sul mercato italiano e internazionale.
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Protagonisti di questa edizione inedita i giovani, soprattutto quelli appena usciti dalle scuole di design. Quale incoraggiamento dare a chi è all’inizio della professione e ha a che fare con pochi guadagni e tante spese?
I giovani rappresentano spesso startup a livello aziendale, l’avvio di una nuova impresa sconta la mancanza di una storia pregressa, però l’attenzione che il gruppo Intesa Sanpaolo riserva ai giovani, in particolare ai giovani imprenditori, è molto elevata anche grazie a strumenti di valutazione che vanno aldilà della misurazione dei risultati economici finanziari ma guardano al carattere innovativo del progetto.
Quest’anno è saltato all’occhio l’aspetto sperimentale del “supersalone”, un inno alla creatività. Ma resta sempre l’aspetto commerciale. Come coniugare le due sfere?
Abbiamo un modo di fare banca che cerca di farlo: non eroghiamo esclusivamente il credito, come fa la banca tradizionalmente. Ma guardiamo ai bisogni legati agli investimenti, come salvaguardare nuovi mercati, andare all’estero, fare formazione. Ci rivolgiamo spesso anche alle neo-imprese e alle startup che sono espressioni di giovani creativi e innovativi che hanno bisogno di essere accompagnati da profili manageriali.
Un bilancio alla fine di un Salone che è andato oltre le aspettative.
Alla città di Milano ha fatto benissimo, ha creato un indotto sul turismo, sulla recettività, sugli esercizi commerciali. Ha avuto un forte potere simbolico di rinascita, questo fa bene non solo alla città ma anche a tutto il sistema in generale.
16 settembre 2021