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Elia Vismara alla guida di FederlegnoArredo: nuove rotte per il Made in Italy
Elia Vismara, Presidente FederlegnoArredo
Il passaggio di consegne da Claudio Feltrin al nuovo presidente, eletto per il quadriennio 2026-2030, è avvenuto nel corso dell’Assemblea Generale di FederlegnoArredo tenutasi il 27 ottobre al Salone d’Onore della Triennale Milano
Elia Vismara giunge alla presidenza di FederlegnoArredo con una consolidata esperienza ai vertici del sistema associativo: dal 2015 nel Consiglio Generale di FederlegnoArredo, dal 2017 nel Consiglio di Presidenza di Assobagno, di cui è stato presidente dal 2020 ad oggi, e dal 2021 siede nel Cda di Federlegno Arredo Eventi. Dal 2025 è membro del consiglio direttivo dell’Ente Italiano di Normazione (UNI) di cui la Federazione è socio di rappresentanza. È inoltre presidente del Cda di Vismaravetro, azienda di famiglia attiva nel settore dell’arredobagno.
“Orgoglio, gratitudine, forte senso di responsabilità ed emozione nel rappresentare una delle filiere bandiera del Made in Italy”, le sue prime parole davanti alla platea dell’Assemblea. “Gratitudine perché non è scontato che tutti i tuoi colleghi e imprenditori possano vedere in te una persona che possa rappresentarli. Responsabilità perché è indubbio che rappresentare FederlegnoArredo – ovvero tutte le aziende del nostro settore – in Italia ed Europa sia una grande responsabilità. È indubbio che il nostro è il settore più bello al mondo: siamo la sintesi di sapere industriale, design, progetti, saper fare, qualità, bellezza. Quindi essere accostato a questo mondo è per me un grande orgoglio”.
L’internazionalizzazione
Al centro del nuovo mandato 2026-2030 sono: competitività, internazionalizzazione e politica industriale. "L’internazionalizzazione resta una leva fondamentale per la crescita della nostra filiera, ma oggi non possiamo limitarci a invitare le imprese a cercare nuovi mercati: dobbiamo creare le condizioni perché possano raggiungerli e competere ad armi pari. Questo significa lavorare perché l’Europa contrasti la concorrenza sleale, garantisca un accesso equo ai mercati e alle materie prime e riconosca il valore degli investimenti che le aziende realizzano. Occorre accompagnare le imprese nell’apertura di nuove opportunità, senza perdere di vista i mercati consolidati" ha affermato Vismara.
Visione industriale
A delineare le dimensioni della sfida sono i dati del Centro Studi FederlegnoArredo su elaborazioni Eurostat: nei primi sette mesi del 2026 le esportazioni della filiera hanno infatti registrato una flessione del 3,9% rispetto allo stesso periodo del 2025. A pesare sono soprattutto le performance dei tre principali mercati di destinazione: Francia (-4,4%), Stati Uniti (-9,4%) e Germania (-7,4%), che insieme determinano oltre 288 milioni di euro di export in meno rispetto all’anno precedente.
Nel periodo considerato, il 69,1% delle esportazioni italiane del legno-arredo è stato diretto verso l’Europa, comprendendo Unione europea ed Europa extra UE. La sola UE27 ha assorbito il 53% del totale. La contrazione delle vendite nel resto del mondo, pari al 7,9%, è stata più marcata rispetto a quella registrata in Europa (-2%), determinando un aumento del peso del continente sul totale dell’export. All’interno dell’Europa, le maggiori difficoltà riguardano l’UE27, in flessione del 2,4%, mentre l’Europa extra UE ha contenuto la perdita allo 0,6%.
Tra le aree più penalizzate figura il Medio Oriente, con un calo del 10,8%, determinato anche dalla contrazione delle vendite in Arabia Saudita (-23,3%) e negli Emirati Arabi Uniti (-8,3%). Non mancano, tuttavia, segnali positivi: Spagna (+5,4%) e Svizzera (+4,7%) consolidano la propria posizione, mentre Turchia (+13,9%) e Grecia (+9,8%) registrano crescite più dinamiche, seppure su volumi più contenuti.
È in questa geografia commerciale in evoluzione che si inserisce la priorità indicata dal nuovo presidente: non limitarsi a cercare nuovi sbocchi, ma costruire le condizioni per consentire alle imprese di raggiungerli e competere efficacemente. La diversificazione diventa quindi una necessità strategica, da affiancare alla difesa dei mercati consolidati. Un percorso che richiede politiche industriali, strumenti di accompagnamento all’estero e investimenti nelle competenze, oltre alla capacità delle aziende di adattarsi alle nuove dinamiche della domanda.
“Nessun imprenditore deve sentirsi mai solo all’estero”, ha dichiarato Antonio Tajani, ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione nel videomessaggio proiettato durante l’Assemblea, illustrando il ruolo di ambasciate, consolati e strumenti per l’internazionalizzazione nell’apertura di nuove opportunità commerciali. “Le vostre imprese sono protagoniste della nostra strategia per la crescita e l’internazionalizzazione”.
In questa direzione si inserisce la convenzione firmata ad aprile tra il Ministero e FederlegnoArredo, che punta a rafforzare la collaborazione, anche attraverso la formazione dei funzionari. Tajani ha inoltre richiamato il valore delle iniziative di promozione internazionale del design italiano, annunciando un incontro con le imprese in occasione della visita a Baku, in Azerbaigian, prevista per il 23 novembre, e una mostra del SaloneSatellite alla Farnesina a dicembre, dedicata ai giovani designer.
Salone del Mobile.Milano, un’infrastruttura strategica per il Paese
Maria Porro, Presidente del Salone del Mobile.Milano, ha definito il Salone "un’infrastruttura strategica per la competitività del Paese", sottolineandone la capacità di attrarre in Italia i protagonisti della domanda globale e offrire alle imprese una forza di proiezione internazionale che difficilmente potrebbero costruire individualmente. “La vera sfida per il Made in Italy non è soltanto conquistare nuovi mercati, ma continuare a essere protagonisti nella definizione del valore, dei linguaggi e dei modelli dell’abitare nel mondo”, ha proseguito Maria Porro. “Per riuscirci, dobbiamo superare la logica della promozione e ragionare in termini di politica industriale”.
Competenze e giovani per costruire il futuro
La competitività passa anche dalla formazione e dal ricambio generazionale. Vismara ha richiamato esplicitamente la necessità di investire nelle competenze e sulle nuove generazioni: "È su queste condizioni concrete che si gioca la competitività della filiera e su cui dobbiamo continuare a lavorare come sistema".
Il valore del legno-arredo italiano nasce infatti dall’incontro tra cultura progettuale, capacità manifatturiera, innovazione e conoscenza dei materiali. Un patrimonio che deve essere trasmesso e aggiornato, affinché le imprese possano continuare a distinguersi sui mercati internazionali e rispondere alle nuove esigenze dell’abitare.
In questa prospettiva, la valorizzazione dei giovani imprenditori e designer assume un significato che va oltre la promozione del talento: significa investire nella continuità delle competenze e nella capacità del settore di anticipare i cambiamenti.
Nuovi orizzonti per la filiera
La presidenza Vismara si apre con una sfida che coinvolge l’intero sistema produttivo: trasformare un patrimonio consolidato di qualità, design e saper fare in nuove opportunità di crescita.
Come ha sottolineato Maria Porro, il vantaggio italiano risiede nella capacità di trasformare cultura progettuale, manifattura e innovazione in un sistema riconoscibile e apprezzato nel mondo. Un primato che richiede investimenti, visione e capacità di muoversi insieme.
Per FederlegnoArredo, il nuovo mandato sarà quindi l’occasione per rafforzare la rappresentanza delle aziende e accompagnarle verso mercati e scenari in evoluzione. Non soltanto esportare prodotti, ma continuare a promuovere un modello industriale e culturale che unisce qualità, creatività e competenze.



