Segni, sequenze e trame come nuova grammatica del progetto: le novità del design a righe presentate al Salone 2025
Achille Castiglioni: progetto, funzione e cultura del quotidiano
Achille Castiglioni, courtesy Fondazione Achille Castiglioni
Uno sguardo sul lavoro di Achille Castiglioni tra gli oggetti più amati e i progetti meno noti, dove funzione, uso e attenzione all’utente guidano ogni scelta
Achille Castiglioni è stato un architetto, designer e accademico milanese (1918–2002) tra i più importanti e riconosciuti in ambito italiano e internazionale: uno dei protagonisti che hanno contribuito in modo decisivo alla costruzione del mito del Design Made in Italy, e unanimemente considerato tra i grandi Maestri del Design. Inizia la sua carriera di progettista nel 1944: appena laureato al Politecnico di Milano, entra a far parte dello studio fondato dai fratelli Livio e Pier Giacomo. Non è infatti possibile parlare di Achille Castiglioni senza il fratello Pier Giacomo Castiglioni. Il lavoro di progettazione condotto dai due fratelli Castiglioni si è sempre svolto senza una reale divisione dei ruoli. Come è stato spesso raccontato, “entrambi affrontavano insieme lo stesso problema, insieme escogitavano l’idea buona, insieme costruivano il modellino, e insieme godevano i molti successi nazionali e internazionali. Due corpi, una testa sola”. Questa collaborazione si protrae fino al 1968, anno della morte del fratello. La carriera di Achille Castiglioni invece attraversa quasi sei decenni e accompagna alcuni dei più profondi cambiamenti sociali e culturali del Novecento. Non è mai stato uno spettatore passivo, ma una delle figure che più hanno contribuito a far evolvere la cultura dell’abitare, in Italia e all’estero.
Vista dello Studio Museo Achille Castiglioni, Milano. Courtesy Fondazione Achille Castiglioni
Achille Castiglioni è considerato un Maestro del Design anche per il carattere profondamente didattico del rapporto tra i suoi oggetti e gli utilizzatori. È difficile usare un suo progetto senza interrogarsi sul perché di una scelta formale, costruttiva o funzionale: i suoi oggetti stimolano curiosità, invitano alla comprensione e spesso portano chi li possiede a indagarne il funzionamento e l’origine, trasformando l’uso quotidiano in un momento di racconto e consapevolezza. Nel corso della sua carriera ha contribuito in modo determinante alla diffusione internazionale del design italiano, collaborando con alcuni dei brand più prestigiosi del settore, tra cui Alessi, Kartell, Flos, Zanotta, De Padova, Poltrona Frau, Siemens e Brionvega, solo per citarne alcuni. In quasi sessant’anni di attività, Achille Castiglioni ha realizzato più di un centinaio di oggetti di design, alcuni dei quali sono oggi parte della collezione permanente del Museum of Modern Art di New York e di altri importanti musei internazionali. Il suo successo più grande, tuttavia, è forse un altro: essere riuscito a entrare, da protagonista o in modo silenzioso, nelle case di milioni di persone. Achille Castiglioni muore nei primi anni del nuovo millennio, all’età di 84 anni, nel suo studio di Piazza Castello a Milano, spazio che dal 2005 è stato trasformato nello Studio Museo Achille Castiglioni.
Abbiamo provato a raccontare il suo lavoro, la sua visione e la sua pratica progettuale attraverso una selezione necessariamente ristretta di oggetti: una mappa che mette insieme alcuni dei suoi prodotti più riconosciuti, progetti inusuali e collaborazioni iconiche con i brand protagonisti del Salone del Mobile.
Achille Castiglioni, studio per lampada Arco, disegno. Courtesy Fondazione Achille Castiglioni
Le lampade di Achille Castiglioni
Nella progettazione di apparecchi illuminanti, Castiglioni sfrutta tutta l’esperienza maturata negli allestimenti fieristici e museali, contesti in cui la luce artificiale non si limita a illuminare, ma si integra e determina lo spazio architettonico. In numerosi suoi progetti si può notare come l’uso della luce risulti innovativo prima ancora della forma dell’oggetto. Tra i suoi maggiori successi – non solo commerciali – si distingue la lampada Arco, tuttora presente nel catalogo Flos. Arco è l’apparecchio che ha ridefinito il rapporto tra tavolo e illuminazione, svincolando la luce dalla posizione fissa al soffitto e introducendo una nuova libertà d’uso nello spazio domestico. Nell’Arco nulla è decorativo: anche gli spigoli smussati della base hanno una funzione precisa, quella di evitare urti; allo stesso modo, il foro non è un elemento arbitrario, ma serve a facilitare lo spostamento della base. Arco è inoltre il primo oggetto di industrial design a cui viene riconosciuta la tutela del diritto d’autore al pari di un’opera d’arte. Un prodotto che, in oltre quarant’anni di produzione, ha subito un’unica modifica – quella del sistema elettrico – esclusivamente per adeguarsi alle normative vigenti.
Lampada Parentesi, design Achille Castiglioni (da un’idea di Pio Manzù), produzione Flos, 1971
Suggerita da uno schizzo di Pio Manzù, scomparso prematuramente nel 1969, la lampada Parentesi è essenzialmente costituita da un cavo in acciaio inossidabile, appeso al soffitto e mantenuto in tensione da un basamento a terra, lungo il quale scorre un tubolare portalampada. È proprio la forma di quest’ultimo elemento, simile a una parentesi, a conferire il nome e il carattere a una delle lampade saliscendi più iconiche del design contemporaneo. Parentesi viene proposta al pubblico in un kit, ideato dallo stesso Achille Castiglioni: una valigetta che contiene tutti i componenti della lampada, facilmente assemblabili. Anche in questo caso il produttore è Flos, e il prodotto è tuttora presente in catalogo.
Snoopy è una lampada da tavolo disegnata dai fratelli Castiglioni per Flos nel 1967. È composta da un riflettore in metallo verniciato di nero, una lastra di vetro di grande spessore e una base in marmo bianco con un innovativo, per l’epoca, dimmer che regola l’intensità della luce. Una descrizione così tecnica e neutrale del prodotto ci fa però perdere il suo ingrediente principale: l’ironia. Il suo nome è un chiaro indizio che la lampada, principalmente con la forma del paralume, vuole essere un tributo al personaggio dei Peanuts, la celebre striscia a fumetti creata da Charles M. Schulz.
Lampada Snoopy, design Achille e Pier Giacomo Castiglioni, produzione Flos, 1967
Gli oggetti “inusuali” di Achille Castiglioni
Non sono oggetti che si incontrano abitualmente al Salone del Mobile, ma sono comunque capaci di restituire con chiarezza le molteplici facce del Maestro: la sua straordinaria adattabilità a contesti molto diversi tra loro e la sua inesauribile voglia di sperimentare, giocare, osservare e scoprire. Sempre pronto a mettersi alla prova in campi nuovi, Castiglioni si cimenta anche nel design dell’abbigliamento, disegnando per Borsalino il prototipo di un cappello da uomo in occasione della mostra “Cappelli e scarpe di 12 designers”, che riuniva una selezione autorevole di progettisti italiani. Ispirandosi agli oggetti della memoria domestica, Castiglioni torce il feltro e realizza una coppa dalla forma evocativa, simile a un “budino della nonna”, appoggiata su una corta ala: un progetto che mescola ironia, familiarità e rigore formale.



