Achille Castiglioni: progetto, funzione e cultura del quotidiano

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Achille Castiglioni, courtesy Fondazione Achille Castiglioni

Achille Castiglioni, courtesy Fondazione Achille Castiglioni

Uno sguardo sul lavoro di Achille Castiglioni tra gli oggetti più amati e i progetti meno noti, dove funzione, uso e attenzione all’utente guidano ogni scelta 

Achille Castiglioni è stato un architetto, designer e accademico milanese (1918–2002) tra i più importanti e riconosciuti in ambito italiano e internazionale: uno dei protagonisti che hanno contribuito in modo decisivo alla costruzione del mito del Design Made in Italy, e unanimemente considerato tra i grandi Maestri del Design. Inizia la sua carriera di progettista nel 1944: appena laureato al Politecnico di Milano, entra a far parte dello studio fondato dai fratelli Livio e Pier Giacomo. Non è infatti possibile parlare di Achille Castiglioni senza il fratello Pier Giacomo Castiglioni. Il lavoro di progettazione condotto dai due fratelli Castiglioni si è sempre svolto senza una reale divisione dei ruoli. Come è stato spesso raccontato, “entrambi affrontavano insieme lo stesso problema, insieme escogitavano l’idea buona, insieme costruivano il modellino, e insieme godevano i molti successi nazionali e internazionali. Due corpi, una testa sola”. Questa collaborazione si protrae fino al 1968, anno della morte del fratello. La carriera di Achille Castiglioni invece attraversa quasi sei decenni e accompagna alcuni dei più profondi cambiamenti sociali e culturali del Novecento. Non è mai stato uno spettatore passivo, ma una delle figure che più hanno contribuito a far evolvere la cultura dell’abitare, in Italia e all’estero. 

Vista dello Studio Museo Achille Castiglioni, Milano. Courtesy Fondazione Achille Castiglioni

Vista dello Studio Museo Achille Castiglioni, Milano. Courtesy Fondazione Achille Castiglioni

Achille Castiglioni è considerato un Maestro del Design anche per il carattere profondamente didattico del rapporto tra i suoi oggetti e gli utilizzatori. È difficile usare un suo progetto senza interrogarsi sul perché di una scelta formale, costruttiva o funzionale: i suoi oggetti stimolano curiosità, invitano alla comprensione e spesso portano chi li possiede a indagarne il funzionamento e l’origine, trasformando l’uso quotidiano in un momento di racconto e consapevolezza. Nel corso della sua carriera ha contribuito in modo determinante alla diffusione internazionale del design italiano, collaborando con alcuni dei brand più prestigiosi del settore, tra cui Alessi, Kartell, Flos, Zanotta, De Padova, Poltrona Frau, Siemens e Brionvega, solo per citarne alcuni. In quasi sessant’anni di attività, Achille Castiglioni ha realizzato più di un centinaio di oggetti di design, alcuni dei quali sono oggi parte della collezione permanente del Museum of Modern Art di New York e di altri importanti musei internazionali. Il suo successo più grande, tuttavia, è forse un altro: essere riuscito a entrare, da protagonista o in modo silenzioso, nelle case di milioni di persone. Achille Castiglioni muore nei primi anni del nuovo millennio, all’età di 84 anni, nel suo studio di Piazza Castello a Milano, spazio che dal 2005 è stato trasformato nello Studio Museo Achille Castiglioni. 

Abbiamo provato a raccontare il suo lavoro, la sua visione e la sua pratica progettuale attraverso una selezione necessariamente ristretta di oggetti: una mappa che mette insieme alcuni dei suoi prodotti più riconosciuti, progetti inusuali e collaborazioni iconiche con i brand protagonisti del Salone del Mobile. 

Achille Castiglioni, studio per lampada Arco, disegno. Courtesy Fondazione Achille Castiglioni

Achille Castiglioni, studio per lampada Arco, disegno. Courtesy Fondazione Achille Castiglioni 

Le lampade di Achille Castiglioni 

Nella progettazione di apparecchi illuminanti, Castiglioni sfrutta tutta l’esperienza maturata negli allestimenti fieristici e museali, contesti in cui la luce artificiale non si limita a illuminare, ma si integra e determina lo spazio architettonico. In numerosi suoi progetti si può notare come l’uso della luce risulti innovativo prima ancora della forma dell’oggetto. Tra i suoi maggiori successi – non solo commerciali – si distingue la lampada Arco, tuttora presente nel catalogo Flos. Arco è l’apparecchio che ha ridefinito il rapporto tra tavolo e illuminazione, svincolando la luce dalla posizione fissa al soffitto e introducendo una nuova libertà d’uso nello spazio domestico. Nell’Arco nulla è decorativo: anche gli spigoli smussati della base hanno una funzione precisa, quella di evitare urti; allo stesso modo, il foro non è un elemento arbitrario, ma serve a facilitare lo spostamento della base. Arco è inoltre il primo oggetto di industrial design a cui viene riconosciuta la tutela del diritto d’autore al pari di un’opera d’arte. Un prodotto che, in oltre quarant’anni di produzione, ha subito un’unica modifica – quella del sistema elettrico – esclusivamente per adeguarsi alle normative vigenti. 

Lampada Parentesi, design Achille Castiglioni (da un’idea di Pio Manzù), produzione Flos, 1971

Lampada Parentesi, design Achille Castiglioni (da un’idea di Pio Manzù), produzione Flos, 1971 

Suggerita da uno schizzo di Pio Manzù, scomparso prematuramente nel 1969, la lampada Parentesi è essenzialmente costituita da un cavo in acciaio inossidabile, appeso al soffitto e mantenuto in tensione da un basamento a terra, lungo il quale scorre un tubolare portalampada. È proprio la forma di quest’ultimo elemento, simile a una parentesi, a conferire il nome e il carattere a una delle lampade saliscendi più iconiche del design contemporaneo. Parentesi viene proposta al pubblico in un kit, ideato dallo stesso Achille Castiglioni: una valigetta che contiene tutti i componenti della lampada, facilmente assemblabili. Anche in questo caso il produttore è Flos, e il prodotto è tuttora presente in catalogo. 

Snoopy è una lampada da tavolo disegnata dai fratelli Castiglioni per Flos nel 1967. È composta da un riflettore in metallo verniciato di nero, una lastra di vetro di grande spessore e una base in marmo bianco con un innovativo, per l’epoca, dimmer che regola l’intensità della luce. Una descrizione così tecnica e neutrale del prodotto ci fa però perdere il suo ingrediente principale: l’ironia. Il suo nome è un chiaro indizio che la lampada, principalmente con la forma del paralume, vuole essere un tributo al personaggio dei Peanuts, la celebre striscia a fumetti creata da Charles M. Schulz. 

Lampada Snoopy, design Achille e Pier Giacomo Castiglioni, produzione Flos, 1967

Lampada Snoopy, design Achille e Pier Giacomo Castiglioni, produzione Flos, 1967

Gli oggetti “inusuali” di Achille Castiglioni 

Non sono oggetti che si incontrano abitualmente al Salone del Mobile, ma sono comunque capaci di restituire con chiarezza le molteplici facce del Maestro: la sua straordinaria adattabilità a contesti molto diversi tra loro e la sua inesauribile voglia di sperimentare, giocare, osservare e scoprire. Sempre pronto a mettersi alla prova in campi nuovi, Castiglioni si cimenta anche nel design dell’abbigliamento, disegnando per Borsalino il prototipo di un cappello da uomo in occasione della mostra “Cappelli e scarpe di 12 designers”, che riuniva una selezione autorevole di progettisti italiani. Ispirandosi agli oggetti della memoria domestica, Castiglioni torce il feltro e realizza una coppa dalla forma evocativa, simile a un “budino della nonna”, appoggiata su una corta ala: un progetto che mescola ironia, familiarità e rigore formale. 

Prototipo di cappello per Borsalino, design Achille Castiglioni, 1980. Courtesy Fondazione Achille Castiglioni

Prototipo di cappello per Borsalino, design Achille Castiglioni, 1980. Courtesy Fondazione Achille Castiglioni

Il progetto per un letto d’ospedale nasce invece dall’esigenza di ripensare il posto letto come uno strumento realmente utile in ogni situazione clinica e patologica, tenendo conto non solo delle necessità del paziente, ma anche di quelle del personale sanitario. Il risultato è una tipologia di letto indipendente dall’ambiente d’uso, dotata di numerosi accessori – testate, spondine, sostegni per trazioni e fleboclisi – che ne ampliano la funzionalità e la flessibilità. 

Letto da ospedale TR15, design Achille Castiglioni, Giancarlo Pozzi ed Ernesto Zerbi, produzione OMSA, 1974. Courtesy Fondazione Achille Castiglioni

Letto da ospedale TR15, design Achille Castiglioni, Giancarlo Pozzi ed Ernesto Zerbi, produzione OMSA, 1974. Courtesy Fondazione Achille Castiglioni

Nato dalla collaborazione con l’azienda alimentare statunitense Kraft e oggi prodotto da Alessi, Sleek è un cucchiaino in plastica progettato per estrarre correttamente la maionese dal vasetto, ripulendolo in modo efficace. La sua sagoma segue esattamente le geometrie del contenitore Kraft – stessi raggi di curvatura e una parte piana studiata per aderire alle pareti interne – dimostrando come anche un oggetto nato come semplice strumento promozionale possa diventare un esercizio di precisione progettuale. Ancora una volta, questi oggetti “inusuali” confermano la grande attenzione che Achille Castiglioni dedicava non solo alla forma, ma soprattutto all’uso e all’esperienza dell’utente finale. 

Sleek, design Achille e Pier Giacomo Castiglioni Castiglioni, produzione Kraft (1962) poi Alessi (dal 1996)

Sleek, design Achille e Pier Giacomo Castiglioni Castiglioni, produzione Kraft (1962) poi Alessi (dal 1996) 

Le collezioni bagno di Castiglioni 

Meno nota, ma ugualmente rilevante, è la collaborazione di Achille Castiglioni con Ideal Standard, azienda che, attraverso i suoi prodotti, non ha soltanto portato il design nell’ambiente bagno, ma ha contribuito in modo radicale all’evoluzione della cultura dell’abitare in questo spazio domestico. 

Acquatonda è la prima collezione nata dal dialogo tra l’architetto e l’azienda: una serie di elementi dai volumi compatti e privi di rilievi, concepiti come veri e propri oggetti plastici, nei quali la ricerca sulle curvature diventa centrale. Anche in questo caso, la funzionalità è il fulcro del progetto. Nel lavabo, la forma del bacile è approfondita nel punto di raccolta dell’acqua e progressivamente allargata verso l’utilizzatore per intercettare il gocciolio proveniente dai gomiti; il bordo anteriore è sagomato per contenere gli spruzzi; le apparecchiature di erogazione e scarico, ridotte a spazi minimi, sono occultate dalle linee d’inviluppo. Gli altri due elementi della collezione sono formalmente analoghi. Il vaso presenta un corpo unico, quasi monolitico, in cui vaso e cassetta si fondono in un solo volume: una forma direttamente determinata dalla posizione del sifone e dalle esigenze funzionali. 

Progetto preliminare per collezione Acquatonda, design Achille Castiglioni, 1969. Courtesy Fondazione Achille Castiglioni

Progetto preliminare per collezione Acquatonda, design Achille Castiglioni, 1969. Courtesy Fondazione Achille Castiglioni

La linea Linda rappresenta la seconda occasione per Castiglioni di confrontarsi con la progettazione dei sanitari, dopo l’esperienza di Acquatonda. La serie – lavabo, bidet e wc – è pensata per pareti attrezzate e prefabbricate con rubinetterie a parete e deve rispondere a precisi requisiti di economicità, oltre che alla normativa europea. 

Come racconta lo stesso Castiglioni: “Avevo risposto così bene alle richieste del brief che la linea di sanitari corrispondeva esattamente a quanto l’azienda si aspettava e anzi veniva fuori un pezzo giudicato troppo economico, ma era proprio quello che io desideravo: una serie dalle dimensioni ridotte e dalla forma essenziale destinata al grande pubblico […]. Tuttavia l’azienda voleva collocarla comunque in una fascia alta […]. Ero andato avanti nello studio del sedile del vaso della serie Linda, che avevo concepito in plastica leggera, di forma anatomica e poco costoso, ma poiché la caratterizzazione formale era improntata alla massima essenzialità, mi fu chiesto successivamente di progettare un sedile più consistente e di maggior effetto, perché il primo svalutava l’apparecchio”. 

Collezione Linda, design Achille Castiglioni, produzione Ideal Standard, 1977. Courtesy Fondazione Achille Castiglioni

Collezione Linda, design Achille Castiglioni, produzione Ideal Standard, 1977. Courtesy Fondazione Achille Castiglioni

Questa collaborazione mette in luce uno degli aspetti meno raccontati ma più significativi del lavoro di Achille Castiglioni: la capacità di confrontarsi con vincoli produttivi, normativi ed economici senza rinunciare a una visione rigorosa e profondamente etica del progetto. 

13 gennaio 2026
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