Il mondo migliore di Yves Béhar

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Un’energia creativa inesauribile, per un design integrato che spazia dall’innovazione alla strategia, al digitale e all’interazione fisica e digitale con gli oggetti per creare un’esperienza sensoriale e immersiva.

Rendere il mondo un posto migliore è il sogno di tutti. C’è chi, come Yves Béhar, ne ha fatto la sua missione e scopo di vita e lavoro. Nato in Svizzera, compie gli studi in California e sull’onda dello spirito libero e innovatore della West Coast guarda sempre oltre il presente. Ed è lì, a San Francisco, che nel 1999 fonda Fuseproject, essenzialmente un laboratorio di idee innovative e scenari sostenibili. Da dove, infatti, sono usciti progetti umanitari come quelli per l’organizzazione no-profit One Laptop per Child: la serie di portatili per bambini che ha innovato il sistema educativo di alcuni paesi, al punto che XO è stato stampato sulle banconote del Ruanda e sui francobolli dell’Uruguay. O il programma Spring Accelerator, un sostegno per sviluppare business che possa migliorare la vita delle adolescenti. Progetti fatti per essere, dunque, essenzialmente utilizzati e, soprattutto, per aiutare. Progetti che fanno la differenza. La sua multidisciplinarità lo ha portato a firmare prodotti con brand di settori differenti: dai primi clienti dell’high tech della Silicon Valley, come Apple e Hewlett Packard; al mondo dello sport e abbigliamento con Puma, Birkenstock, Prada, Issey Miyake; alla tecnologia con General Electric, MINI, Samsung, Toshiba, Vodafone; all’arredo con Herman Miller o all’illuminazione con Swarovski; alla rete televisiva francese Canal +; o ad aziende innovative come Jawbone, di cui è diventato Chief Creative Officer trasformando l'azienda in un leader nel settore indossabile ed elettronica di consumo audio. Oggetti, dal nuovissimo specchio-area fitness al mobile-robot per un mini appartamento o al gasatore di bevande che invitano l’utente all’attivazione, ovvero a interagire fisicamente o digitalmente con essi per creare una full immersion, sensoriale ed emotiva.

Molti i riconoscimenti, tra i quali il prestigioso National Design Award del Cooper Hewitt Smithsonian National Design Museum, nel 2004, che ha inserito il suo lavoro nella collezione permanente.

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Vodafone watch

Lei è portato a muoversi verso il futuro e verso le prossime generazioni. Come poter guidare i giovani verso un mondo migliore? E che mondo vorrebbe lasciare ai suoi (quattro) figli?
Mi immagino un mondo sicuro, bello e prospero per tutti i bambini e tutte le persone. Per ottenerlo, ritengo che ogni settore, ogni azienda debba reinventare come fare business in modo sostenibile. Questo è possibile in quanto, ormai, per avere buoni risultati nel business occorre essere dei leader e offrire ciò che i consumatori vogliono: prodotti e servizi che soddisfino le aspettative. Fare la cosa giusta ha sempre significato dare alla gente il massimo utilizzando il minimo di risorse. Si deve accelerare questa tendenza, adoperando materiali e processi che siano benefici e non inquinanti per il pianeta.
A cosa sta lavorando ora, in virtù di questo futuro migliore?
Abbiamo diversi progetti che puntano a modificare le aspettative dei consumatori in relazione al packaging per prodotti di bellezza, per la cura personale e il consumo alimentare. Stiamo anche lavorando nel settore della salute e dell’assistenza sanitaria, per i quali la recente pandemia ha dimostrato che la telemedicina, l’intelligenza artificiale e una più adeguata progettazione ed esperienza possono dare risultati migliori per il benessere, più accessibilità e minori costi.
L’emozione vince sull’estetica, ha dichiarato. Idee e contenuti, quindi, piuttosto che stile. Da cosa le deriva questo atteggiamento?
Il titolo del nostro libro pubblicato da Thames and Hudson è "Designing Ideas" [Progettare le idee]. Lo stile è guidato dal contesto e dalle esigenze dell’esperienza. Spesso lo stile viene messo sullo stesso piano di una firma per la forma e il colore, ma io sono più interessato al lavoro come cosa a sé stante: la culla-robot in vimini Snoo, per esempio, è diversa dalla sedia Sayl realizzata per Herman Miller o la TV The Frame per Samsung, eppure hanno uno stile finalizzato al loro uso e relativo contesto.
Dare valore a ogni singolo elemento sembra essere un altro suo mantra progettuale. Quale dovrebbe essere il decalogo del perfetto designer?
Fuseproject è nato con l’idea di mettere insieme diverse discipline del design e mettere gli svariati settori creativi al servizio di un’idea. A noi piace confrontarci con le idee importanti del 21° secolo che hanno bisogno di buoni progetti, buona esperienza, buon brand e buona tecnologia per avere successo. Le persone oggi sanno tutto sul design, sull’esperienza dell’utente e sulla sostenibilità. Se un’azienda offre un’esperienza che ha delle carenze e delle tensioni, la gente se ne renderà conto e vorrà dei cambiamenti. Quindi il ruolo del design è quello di anticipare per quanto possibile i bisogni, le tensioni e i desideri latenti. E se il mercato attualmente non offre queste qualità, allora possono farlo un design a 360° e l’esperienza. È importante anche notare che quando prevediamo il futuro non riusciamo a vedere tutto quello che ci aspetta, quindi il design deve essere un buon ascoltatore e osservatore, in modo da apportare subito cambiamenti e miglioramenti. Il successo delle serrature smart della August è attribuibile al fatto che abbiamo perfezionato il prodotto insieme all’esperienza che facevamo ogni settimana, a partire dalla prima lanciata nel 2013, e quell’impegno preso con la perfezione è ciò che ci ha fatto diventare l’azienda leader nel mondo per la produzione di serrature domestiche. (In Europa Yale distribuisce i nostri design e le relative app).
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WiFi SmartLock

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Embodied MOXIE

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Form Frame

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Herman-Miller Sayl

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Nursery

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TOC Launch

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XO

Salone del mobile Salone del mobile
Dalla serratura smart all’orologio, dall’occhiale in plastica riciclata al purificatore d’aria, dalla colonna di ricarica per auto elettriche alla stazione sottomarina per il Fabien Cousteau Ocean Learning Center, dal ventilatore meccanico alla tv-quadro fino al recentissimo Forme Life, specchio-sistema per l’home fitness. Lei ha progettato di tutto e per tutti, dai bambini agli anziani ai disabili. C’è ancora qualcosa che le manca?
Tante cose! I design di prodotti che riducono il consumo di materiale, che durano più a lungo, che vanno incontro ai bisogni delle generazioni più anziane o delle persone malate, e che eliminano la complessità e la distrazione dalle nostre vite, sono quelli che servono in ogni luogo e a tutti. Gli occhiali da sole prodotti con il 100% di plastica riciclata recuperata dall’oceano, progettati per raccogliere fondi per la fondazione The Ocean Cleanup [Fondazione per la pulizia dell’oceano], per esempio, ci hanno fatto raccogliere abbastanza denaro da poter pulire 250.000 campi di calcio del Pacific Garbage Patch. Questo è il tipo di design circolare che ci occorre inventare in molti settori, che sia per progetti di recupero come la pulizia degli oceani, o per nuovi prodotti e servizi che coniugano il profitto, l’impegno dei consumatori e un impatto positivo sul nostro pianeta e le sue popolazioni.
12 agosto 2021