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Trend Research: Eco-Conscious Home - Zero Waste Design

La filosofia Zero Waste è partita dal mondo del Food in cui sta generando nuovi modelli di vendita e pratiche di consumo del cibo considerato “in eccedenza” ma a tutti gli effetti ancora passibile di essere consumato. A pioggia i suoi principi si stanno progressivamente estendendo a tutti i settori produttivi.

Applicato al mondo del design questo approccio significa iniziare a ragionare in un’ottica di circolarità, minimizzando gli scarti della produzione e progettando non solo la durabilità degli oggetti ma anche la loro disassemblabilità e capacità di riciclo o di smaltimento.

Zero Waste vuol dire anche sperimentare l’uso di materiali innovativi e implementare la ricerca sui biomateriali che permettono di ridurre l’impatto ambientale di mobili e arredi, rendendoli biodegradabili come i rifiuti organici. 

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R16 è una lampada o, meglio, un packaging che diventa lampada. Lo studio Waarmakers ha provato a dare una risposta a un tema molto critico della produzione in qualsiasi settore: l’imballaggio che nella maggioranza dei casi, dopo aver assolto alla sua funzione, diventa un rifiuto da smaltire con alti costi sia economici che per l’ambiente.

Partendo dalla considerazione che i tubi di cartone non solo sono estremamente resistenti ma anche portatori di un’estetica neutra che si addice a ogni tipo di interno, i designer Simon e Maarten hanno voluto rendere omaggio a questo materiale così versatile rendendolo una componente fondamentale del prodotto.

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L’involucro, infatti, contiene la lampada LED e tutto l’occorrente per il montaggio e la sospensione. Basta rimuovere una parte pretagliata dal tubo/packaging per ottenere lo spazio da cui passerà la luce e utilizzare una semplice matita per fissare il LED cilindrico. Un ultimo tocco di personalizzazione rende ogni R16 differente dalle altre. 

L’obiettivo che i designer dello studio sudcoreano Hattern si sono dati è stato quello di realizzare un prodotto la cui lavorazione non generasse alcuno scarto. È così che sono nati lo sgabello Zero Per Stool e l’estetica che lo contraddistingue. La struttura è composta di due parti – gambe e seduta – l’una realizzata utilizzando i residui della lavorazione dell’altra. Le gambe, infatti, vengono ricavate da fogli rettangolari di quercia bianca e la loro forma è stata studiata per essere montata a incastro, senza il ricorso ad altro materiale. Gli avanzi prodotti dal taglio vengono ridotti in pezzi e messi in uno stampo in cui viene colata della resina, regalando a ogni pezzo finito un aspetto diverso.

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Il modo in cui i pezzi di legno si dispongono, infatti, cambia ogni volta e la stessa resina può assumere colorazioni differenti, conferendo – con la sua consistenza translucida – un tocco artistico alla loro irregolarità.

Rendere gli arredi domestici biodegradabili è una strada che parecchi produttori e designer indipendenti stanno percorrendo, come Alki, un collettivo di designer baschi che – con l’approccio eco-friendly che contraddistingue tutti i loro progetti – ha ideato Kuskoa Bi, la prima sedia in bioplastica totalmente biodegradabile.

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Lo studio, con sede in una valle dominata dai Pirenei, è specializzato in metodi di produzione integrata per la realizzazione di elementi di design eco-consapevoli, confortevoli ed eleganti, che utilizzano materiali naturali e risorse amiche dell’ambiente. Nello specifico, questa seduta è caratterizzata da una sagoma particolarmente avvolgente, disegnata in modo da ottimizzare il supporto della schiena e delle braccia.

È qui che entra in gioco l’idea di sperimentare l’uso della bioplastica, che ha già vari campi di applicazione come l’automotive. La bioplastica è un polimero con caratteristiche e proprietà simili alla plastica, poiché può essere iniettato, estruso e termoformato ma, al contrario di quest’ultima, è composto al 100% da prodotti a base vegetale (barbabietola, amido di mais, canna da zucchero, ecc.). 

La designer olandese Christien Meindertsma ha introdotto l’uso alternativo della fibra di lino nella produzione di arredi, cosa che le è valsa l’assegnazione di ben due Dutch Design Award. La sua Flax Chair è, infatti, completamente realizzata in questa fibra tessile combinata col PLA, il polimero dell’acido lattico. Due materiali di derivazione naturale che rendono il prodotto finito completamente biodegradabile.

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La designer ha intravisto nella fibra di lino una grande opportunità, sia per le sue caratteristiche di preziosità sia perché la pianta cresce molte bene a quelle latitudini e richiede pochi investimenti di risorse. Da questo primo esperimento andato a buon fine, Christien sta pensando di creare un’intera linea che comprenderà sia nuove colorazioni della sedia sia nuovi pezzi di arredamento come i tavoli.