Salone del Mobile Milano

Triennale Bruges 2018

La città liquida

Bruges è semplice incanto. E’ silenzio e storia. Ed è sicuramente acqua.

Nel cuore di questa cittadina sospesa tra presente e passato, patrimonio mondiale dell’umanità, è oggi alla sua seconda edizione una Triennale, in bilico tra arte, architettura e design, di grande fascinazione e coinvolgimento, curata da Michel Dewilde e Till-Holger Borchert.

Il fil rouge della manifestazione, in calendario fino al 16 settembre, è una riflessione sul futuro e sulla città. Quanto può essere flessibile, liquida, resiliente, una città (storica come Bruges, ma anche no) in un'epoca in cui sembrano non esserci più certezze? Il mondo cambia rapidamente. Forme di pensiero e di associazione umana date per scontate iniziano a vacillare. Che cosa ci riserva il futuro? Il riferimento alla società liquida di Zygmunt Bauman è chiaro e diretto, ma l’approccio è esattamente contrario. Laddove il grande filosofo contemporaneo vedeva negatività, qui si cerca di costruire (o almeno ideare) la positività. Si mostra una città aperta, condivisa. Un ideale laboratorio, motore di un auspicabile cambiamento culturale, sociale, ecologico. Al centro, la comunità a condividere esperienze, idee e sogni. Le parole chiave diventano allora transizione, afflusso, ospitalità e scambio. E l’approccio, seppur idealista e a tratti utopistico, finalmente ottimista.

Tre le sezioni principali della Triennale: Spazi pubblici trasformati in luoghi di condivisione in cui la diversità stimola l’incontro; Associazioni (co-)creative, collaborazioni tra artisti, architetti e professionisti di altre discipline con progetti per trasformare radicalmente l’identità urbana; La città immaginata, una rappresentazione immaginifica dell’urbanità realizzata da 15 artisti provenienti da tutto il mondo –  Jarosław Kozakiewicz, Wesley Meuris, Renato Nicolodi, Nlé – Kunlé Adeyemi, Obba, Roxy Paine, John Powers, Raumlabor, Rotor (progetto in collaborazione con Beaufort2018), Ruimteveldwerk, Tomás Saraceno, Selgascano (Jose Selgas & Lucia Cano), Monir Shahroudy Farmanfarmaian, Studiokca e Peter Van Driessche-Atelier4.

Punto di partenza per visitare la Triennale è la mostra del Frac Centre-Val de Loire allestita nella chiesa e nei giardini del Grootseminarie che testimonia l’arrivo, negli anni novanta, di un nuovo approccio all’architettura, influenzato dallo sviluppo di metodi innovativi del design e dei processi di produzione digitali. Da lì in poi si snoda un percorso, quasi fuori dal tempo, tra incredibili sculture e allestimenti. Impossibile indicare il più bello, forse il più scenografico: una gigantesca balena, realizzata con 5 tonnellate di plastica riciclata raccolta in quasi tutti i mari e oceani del globo, che balza fuori dalle acque dei canali di Bruges, proprio davanti la statua di Jan van Eyck (StudioKCA). 

Solo un assaggio delle visioni, sogni, sinergie, meditazioni nate “in periferia” per iniziare a concepire e disegnare un mondo nuovo.

https://triennalebrugge.be/

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1. Architectures Liquides - Georges Emmerich © Iwan Baan
2. John Powers Lanchals © Iwan Baan
3. NLÉ MFS III - Minne Floating School  © Iwan Baan
4. OBBA The Floating Island © Iwan Baan
5. Peter Van Driessche- Atelier4 INFINITI 2 3  © Iwan Baan
6. Raumlabor House of Time © Iwan Baan
7. Renato Nicolodi ACHERON I © Iwan Baan
8. Selgascano Selgascano Pavilion © Iwan Baan
9. Selgascano Selgascano Pavilion © Iwan Baan