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Night Fever. Design Club Culture. 1960 – Today.

Affermava un insospettabile Charles Eames “Take your nightlife seriously”. Sarà per questo che discoteche e night club sono spazi privilegiati di sperimentazione non solo in termini di sound ma anche in fatto di moda, design e architettura? E che dire dell’evoluzione culturale, sociale e di costume a cui i luoghi della vita notturna hanno fatto da scenario, se non da volano? 

La mostra Night Fever. Designing Club Culture 1960 - Today, in programma presso il Vitra Design Museum fino al 9 settembre, vuole proprio rendere evidente l’inscindibile rapporto tra vita reale e club, da sempre ritenuti rifugi di puro divertissement, esplorandone quasi sessant’anni di storia attraverso un’ampia collezione di memorabilia raccolti dai curatori Jochen Eisenbrand (Vitra Design Museum), Catharine Rossi (Kingston University, Londra) e Katarina Serulus (ADAM - Brussels Design Museum).

Ne è nata, grazie anche all’allestimento di Konstantin Grcic e Matthias Singer, una rassegna molto rock di epicentri della cultura pop. Molti club erano vere e proprie opere d’arte globali in cui si fondevano architettura d’interni e design di mobili, grafica e arte, luce e musica, moda e performance. Questi spazi attraevano gli architetti più sperimentali del tempo, perché la loro natura apparentemente democratica, non modificata e non ancora commercializzata offriva la libertà di immaginare nuove possibilità per l'architettura e il design. Gli esempi illustri in mostra vanno dalle discoteche italiane degli anni Sessanta, realizzate da esponenti del Radical design, al leggendario Studio 54, frequentato abitualmente da Andy Warhol, con gli arredi firmati dall’architetto Scott Romley e dall’interior designer Ron Doud; dal Mudd Club o dall’Area di New York che, fondendo vita notturna e arte, offrivano nuove opportunità a giovani artisti emergenti come Keith Haring e Jean-Michel Basquiat, al Haçienda di Manchester, progettato da Ben Kelly, fino ai concept proposti da OMA, sotto l’egida di Rem Koolhaas, per un nuovo Ministry of Sound a Londra. 


Oltre a mobili, modelli e moda, la mostra comprende rari documenti cinematografici, esempi musicali, graphic design e posizioni contemporanee di artisti e fotografi come Mark Leckey, Chen Wei o Musa N. Nxumalo. Completata da estese installazioni con musica ed effetti luminosi, Night Fever è un affascinante viaggio attraverso subculture e mondi glamour – in cerca della notte che non conosce fine.


Night Fever. Design Club Culture 1960 – Today.


Vitra Schaudepot
Charles-Eames-Straße 2
79576 Weil am Rhein
Germania


17 marzo – 9 settembre 2018
10.00 – 18.00 
 

Curatori
Vitra Design Museum:
Jochen Eisenbrand, Chief-Curator
Meike Wolfschlag, Assistant Curator
Nina Steinmüller, Assistant Curator


Kingston University London:
Catharine Rossi, Co-Curator


ADAM – Brussels Design Museum:
Katarina Serulus, Co-Curator

https://www.design-museum.de/en/

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© Vitra Design Museum
Photo: Mark Niedermann