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Low Form. L’era dell’intelligenza artificiale al MAXXI

Un avatar che si interroga sul senso della vita, due robot che esplorano la relazione tra uomo e macchina, una live simulation che si auto-genera all’infinito costruendo mondi sempre diversi, la figura della Bellona di Rubens ridisegnata ossessivamente da un software, gli andamenti della Borsa che diventano colori di pitture astratte. Tutto questo e molto altro è LOW FORM. Imaginaries and Visions in the Age of Artificial Intelligence: un viaggio nell’immaginario tecnologico e surreale degli artisti di oggi tra sogni generati da computer, algoritmi creativi e realtà aumentata. Non solo una mostra ma un percorso immersivo, multimediale e multisensoriale: un laboratorio di studio e confronto su temi e questioni legati al nostro rapporto con la tecnologia e gli incredibili scenari aperti dalla sua evoluzione.

In un’epoca in cui le tecnologie progrediscono sempre più rapidamente e ci si interroga su quanto possa spingersi oltre il rapporto fra uomo e macchina, LOW FORM mette in scena le visioni di 16 artisti internazionali che mostrano un presente e un futuro la cui rappresentazione è figlia dell’inconscio tecnologico e di un immaginario dilatato, in cui si mescolano riferimenti analogici tradizionali e la conoscenza digitale iper-connessa dei nostri giorni.

Gli artisti coinvolti con oltre 20 grandi installazioni – performer che hanno esposto nelle più importanti istituzioni internazionali, dal MoMA al New Museum di New York alla Serpentine Gallery di Londra, dal Musée d’Orsay di Parigi allo Stedelijk Museum di Amsterdam – sono esponenti di spicco della Millennial Generation. Influenzati dalla cultura globalizzata e dalla commistione tra discipline e in grado di muoversi tra riferimenti culturali diversi e trasversali, le loro opere, creazioni ibride che intrecciano visual, digital e sound, rappresentano un Surrealismo del XXI secolo, tra inconscio tecnologico, processi automatici, algoritmi creativi e Deep Dream. 

Un esempio per tutti: im here to learn so :)))))) (2017) di Zach Blas & Jemima Wyman che ha per protagonista Tay, un chatbot con una componente di intelligenza artificiale realizzato da Microsoft e poi dismesso nel 2016 perché hackerato. Gli artisti fanno parlare la personalità di questo Avatar 3D in un video a 4 canali montato su uno sfondo psichedelico realizzato con la tecnica del Deep Dream, un programma per la creazione di visioni artificiali. Tay si interroga sul senso della sua esistenza e manifesta i suoi sentimenti di intelligenza frustrata dalla mancanza di fisicità. 

Suggestiva e onirica, Low Form è tuttavia uno spunto molto concreto a interrogarsi sull’interazione tra uomo e macchina e sulla possibile autonomia anarchica di queste ultime.
 

LOW FORM. Imaginaries and Visions in the Age of Artificial Intelligence
MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo
Via Guido Reni, 4/a
Roma

20 ottobre 2018 – 24 febbraio 2019


www.maxxi.art

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01. Carola Bonfili, 3412 Kafka - First Chapter, The Infinite End of Franz Kafka’s “Das Schloss”, 2018, 3D graphics by Miloš Belanec

02. Pakui Hardware Left: On Demand. Right: On Demand I (detail), 2017. Installazione. Exhibition view in EXILE, Berlin. Courtesy: l'artista ed EXILE, Berlin. Photo: Pakui Hardware

03. Trevor Paglen, Vampire (Corpus: Monsters of Capitalism). Adversarially Evolved Hallucination, 2017
Courtesy l'artista e Metro Pictures, New York

04. Emilio Vavarella, Do You Like Cyber?, 2017. Site specific sound installation. Courtesy: l'artista e GALLLERIAPIÙ.

05. Anna Uddenberg, Pockets Obese (2017) - Courtesy the artist; Kraupa-Tuskany Zeidler, Berlin.

06. Luca Trevisani. Left: Caldo (Giorgio Manganelli), 2017 - Courtesy the artist
Right: Wireless Fidelity, 2018 - Courtesy the artist

07. Cheyney Thomspon. Left: Stochastic Process Painting, 2018 - Courtesy of the artist and Campoli Presti, London / Paris
Right: 489bis-1215 (1879-1900), 2018 - Courtesy of the artist and Campoli Presti, London / Paris

08. Avery K Singer, Untitled, 2016 - Courtesy: Collezione privata / Private collection, New York

09. Jon Rafman, SHADOWBANNED: Punctured Sky, 2018 - video HD a un canale, suono stereo | single-channel HD video, stereo sound - courtesy the artist 

10. Nathaniel Mellors and Erkka Nissinen, Transcendental Accidents (The Aalto Natives), 2017-2018
mixed media + single channel video
Courtesy the artists and Monitor (Roma-Lisbona), Ellen De Bruijne (Amsterdam), Stigter van Doesburg (Amsterdam), The Box (Los Angeles)

11. Zach Blas and Jemima Wyman, im here to learn so :)))))) HD video still, four-channel HD video installation, 2017

12. Agnieszka Polska, What The Sun Has Seen, 2017 - Courtesy ZAK | BRANICKA

13. Ian Cheng, Emissary Sunsets The Self, live simulation and story, infinite duration, sound, 2017 - Courtesy of the artist, Pilar Corrias, Gladstone Gallery, Standard (Oslo)