Salone del Mobile Milano

Les Rencontres de la Photographie d’Arles

Arles sta alla fotografia come Cannes al cinema. Les Rencontres de la photographie è uno dei più prestigiosi e celebrati festival della fotografia che, dal 1970, ha eletto a sua sede naturale questa piccola cittadina della Provenza, capace di conquistare anche quel genio folle di Van Gogh con la bellezza dei suoi colori e un’atmosfera sospesa nel tempo. 

E proprio il tempo è il grande protagonista della 49a edizione del Festival che, sotto la direzione del regista Sam Stourdzé, rilegge il passato e guarda al futuro, riflette sui cambiamenti della nostra epoca e ci proietta verso un’era digitale post-umana. La fotografia, dunque, quale straordinaria macchina del tempo. 

Il tema scelto quest’anno è, infatti, Back to the Future, declinato in varie sezioni tematiche. In due mesi di programmazione artistica eclettica e contemporanea – una costellazione di mostre (30), incontri, dialoghi, scambi e visioni, capaci di cavalcare il tempo e lo spazio, animati dai grandi nomi della fotografia e da talenti emergenti –, il Festival ha proiettato i suoi visitatori in diverse epoche: dal 2018 al 1968, con il moto rivoltoso che voleva cambiare il mondo, attraverso sessant’anni di America on the road, fino al racconto di un possibile futuro fatto di realtà aumentata e digitale. Queste, allora, le tre sezioni principali.

AMERICA GREAT AGAIN! 

In piena era Trump e a distanza di sessant’anni dalla pubblicazione del libro di Robert Frank Les Américains, che fu capace di svelare un’immagine sconosciuta del paese, i Rencontres mettono in scena la storia americana attraverso lo sguardo di cinque fotografi – Robert Frank (1924, Svizzera), Raymond Depardon (1942, Francia), Paul Graham (1964, Inghilterra), Taysir Batniji (1966, Palestina), Laura Henno (1976, Francia) – diversi per ricerca ed età ma accomunati dal fatto di non essere americani di origine. Attraverso i loro progetti, assistiamo al racconto dell’America degli anni Cinquanta (Sidelines, Robert Frank) e delle decadi successive, (Depardon USA, 1968-1999, Raymond Depardon), delle disparità di classe sempre più accese che dividono il paese oggi (The Whiteness of the Whale, Paul Graham), delle difficoltà d’integrazione culturale degli emigrati (Gaza to America, Home away from home, Taysir Batnij) e dell’esistenza peculiare degli abitanti dell’accampamento di Slab City, nel deserto della California (Redemption, Laura Henno).

RUN, COMRADE, THE OLD WORLS IS BEHIND YOU 

Mezzo secolo dopo il fatidico ‘68, che scardinò un sistema di valori fino ad allora considerato inattaccabile, quattro mostre ripercorrono le rivolte, le utopie e i cambiamenti che segnarono quell’epoca. L’esposizione 1968, What a story! Barricades, Expression, Repression, curata da Bernadette Caille, racconta le rivolte che infiammarono la Francia attraverso fotografie e documenti tratti dagli archivi della Prefettura di Polizia di Parigi. The train, RFK’s last journey narra la morte del presidente Robert F. Kennedy e del suo sogno dando ampio spazio alle immagini del viaggio funebre che la sua salma fece in treno tra New York City e Washington. I progetti fotografici e i video realizzati dagli artisti Paul Fusco, Rein Jelle Terpstra e Philippe Parreno presentano tre diverse prospettive su questo evento cardine della storia americana, creando un dialogo originale tra passato e presente. La mostra Paradise! From Fos-sur-Mer to La Grande Motte: between dreams and concrete illustra, attraverso scatti per lo più mai pubblicati, i miglioramenti che lo stato francese attuò nelle regioni contigue al delta del Rodano tra gli anni Sessanta e Settanta. The Auroville Project, l’installazione di video, sculture, foto, oggetti e piante degli artisti Christoph Draeger e Heidrun Holzfeind, ci parla della realtà di Auroville, una città situata nel Sud dell’India orientale, nata per essere “universale, dedicata a un esperimento di unità umana”.

AUGMENTED HUMANITY

Cosa si intende per umanità aumentata? Come sarà l’uomo del futuro? E come reagisce l’uomo del presente al progresso dell’intelligenza artificiale? Qual è il ruolo giocato dalla spiritualità? Attorno a questi quesiti si sviluppano quattro mostre fotografiche. Il progetto H+ dello svizzero Matthieu Gafsou analizza la nostra relazione con la tecnologia soffermandosi sul movimento del transumanesimo che promuove l’uso della scienza e dei progressi tecnologici per potenziare qualità fisiche e psichiche umane. Con Midnight at the Crossroads, Cristina de Middel e Bruno Morais ci portano alla scoperta della spiritualità africana che scorre nelle vene dell’America Latina, in un viaggio tra Benin, Cuba, Brasile e Haiti. In The Last Testament, Jonas Bendiksen ritrae sette uomini acclamati come i nuovi Messia, indagando quel confine sottile che intercorre tra la fede religiosa e il bisogno di salvezza dell’uomo. Infine, The Hobbyist. Looking for passion”, a cura di Pierre Hourquet, Anna Planas and Thomas Seelig, si sofferma sul rapporto tra la fotografia e la cultura dell’hobby.

Le mostre in programma, però, non finiscono qui. The World As It Is indaga la complessità del sistema geopolitico attuale sempre in cambiamento. Platforms of the Visibile raccoglie le nuove tendenze della fotografia documentarista. Stylistic Figures riflette sulla questione dello stile in campo fotografico. Dialogues mette a confronto il lavoro di grandi artisti in varie parti del mondo: da Godard a Picasso, passando da Pigalle al Barrio Chino. Emergences è un festival nel festival alla ricerca di nuovi talenti. Arles Books mette in mostra l’avanguardia creativa dei libri fotografici. Molti, infine, gli ospiti presenti con progetti individuali e tanti i programmi associati a Les Rencontres. Gli appassionati di architettura industriale non possono mancare la Fondation Luma, con la torre di Frank Gehry in costruzione e gli spazi espositivi frutto del progetto di riconversione dei Selldorf Architec.

Le mostre sono in corso fino al 23 settembre, tutti i giorni dalle 10 alle 19.30, in varie sedi. 

www.rencontres-arles.com

NH_18_-Les-Rencotres-de-la-photographie_G_001.jpg
NH_18_-Les-Rencotres-de-la-photographie_G_002.jpg
NH_18_-Les-Rencotres-de-la-photographie_G_003.jpg
NH_18_-Les-Rencotres-de-la-photographie_G_004.jpg
NH_18_-Les-Rencotres-de-la-photographie_G_005.jpg
NH_18_-Les-Rencotres-de-la-photographie_G_006.jpg
NH_18_-Les-Rencotres-de-la-photographie_G_007.jpg
NH_18_-Les-Rencotres-de-la-photographie_G_008.jpg
NH_18_-Les-Rencotres-de-la-photographie_G_009.jpg
NH_18_-Les-Rencotres-de-la-photographie_G_010.jpg
NH_18_-Les-Rencotres-de-la-photographie_G_011.jpg

01. Taysir Batniji, dalla serie Fathers, 2006.
Courtesy dell'artista, di Sfeir-Semler gallery Beirut/Hamburg e della galleria  Eric Dupont, Paris.


02. Raymond Depardon, Sioux City, Iowa, 1968.
Courtesy Raymond Depardon/Magnum Photos.


03. Robert Frank, New York City, 1951-55.
Collezione Fotostiftung Schweiz, Winterthur. Dono dell'artista


04. Paul Graham, New Orleans, dalla serie a shimmer of possibility, 2003-2006.
Courtesy Pace/MacGill Gallery, New York; Carlier | Gebauer, Berlin; 
Anthony Reynolds Gallery, London.


05. Marcelo Brodsky, Paris, 1968,  Serie1968: The Fire of Ideas 

Courtesy dell'artista, Henrique Faria Fine Art, New York & Rolf Art Gallery, Buenos Aires.


06. Tanks in the Esso refinery at Fos-sur-Mer, “made over” by the Atelier Jacques Fillacier, color consultant, with the collaboration of André Lemonnier, 1967 
Photograph Esso/Studio Robert, Martigues
Courtesy Fonds Pôle Intercommunal du Patrimoine Culturel, Conseil de Territoire Istres Ouest Provence, e Métropole Aix-Marseille-Provence.


07. Paul Fusco/Magnum Photos, Untitled, dalla serie RFK Funeral Train, 1968.
Courtesy Danziger Gallery.

08. Christto & Andrew, Transhuman Existence I., 2018.
Courtesy dell'artista e METRONOM.


09.  Cristina de Middel & Bruno Morais, Untitled dalla serie Midnight at the Crossroads, Benin, 2016. 
Courtesy dell'artista


10. Thomas Hauser, The Wake of Dust (Jules), 2015 
Courtesy dell'artista


11. Todd Hido, Untitled, #11896-4220751, dalla serie La Lumière sombre, 2018.
Courtesy La Galerie Particulière, Paris-Bruxelles.