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Federico Churba

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Il tuo biglietto da visita si riassume in “esplora il mondo e impara”. Che cosa ti ha insegnato il mondo di importante?
Immagino che il valore più importante insegnatomi dal mondo sia quello dell’esplorazione. Se non indaghiamo, se non cerchiamo di approfondire, allora la fantasia si spegne. Ed ecco che ricompare il mondo, un contenitore di possibilità, un magazzino infinito di materiali grezzi da cui attingere forme e qualità, da combinare fra loro e sintetizzare per creare nuovi oggetti. Il mondo ha, così, ancora molto da insegnare e credere di modificarlo con quello che si fa rende la fonte senza fine.

Hai studiato, vivi e lavori in Argentina, ma collabori anche per aziende italiane. C’è qualcosa che ti ha colpito in particolare nel rapporto con loro e nel loro modo di lavorare?
Ogni azienda ha la sua peculiarità e queste caratteristiche vengono trasmesse in ogni area, dalla sua identità al suo catalogo prodotti al suo modo di lavorare.
In ogni modo, quello che mi ha sempre fortemente colpito è l’energia imprenditoriale, bandiera di tutte le industrie, che mi scuote e che condivido.

Insegni anche all’Università di Buenos Aires, tieni seminari e corsi per architetti e designer: quali sono i principi della materia ed etici che trasmetti ai tuoi allievi?
Credo fortemente che l’attività creativa è sempre accompagnata dall’atto del dare. Che le idee quando sono condivise crescono più forti e più velocemente e che lo scambio è generatore di un ambiente che conduce alla creazione.

Hai partecipato tre volte al SaloneSatellite. Ti ha aiutato nella tua carriera? Hai qualche ricordo particolare?
Il SaloneSatellite è stato una tale svolta nella mia carriera, un profondo avvicinamento ad aziende non solo italiane ma internazionali che ha veicolato il mio lavoro alla community e alla stampa di settore, connettendomi con colleghi emergenti o affermati.
E una grande festa, naturalmente!

Nel 2012 hai aperto il tuo negozio in una delle vie centrali di Buenos Aires. Una realtà piuttosto insolita. Che cosa ti ha spinto a farlo? Sei soddisfatto?
Capisco il vostro punto di vista, ma per me non è così inusuale. I fashion designer espongono i loro marchi, perché noi no?
Ciò è anche il risultato di un ambiente specifico mescolato a una cultura imprenditoriale. In Argentina non abbiamo una prospera industria del mobile desiderosa di utilizzare i nostri servizi. Ebbene, sì, sono molto soddisfatto. Mi dà l’opportunità di esplorare prospettive diverse, il che fa anche parte del nostro dovere.

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