Salone del Mobile Milano

Il Manifesto

Il Salone del Mobile analizza i suoi valori, il suo profondo legame con Milano e con le aziende, i brand e i designer che lo hanno reso grande nel mondo. Per progettare un futuro di qualità, innovazione, creatività.

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Il Manifesto è arrivato Cina dove ha incontrato l’interesse della stampa locale.
Da sinistra, in senso orario: Tang Juan, Editor di Netease; Li Sha, Supervisore Design Channel di Netease; Hu Tingting, Direttore Generale di DesiDaily; Li Wenqian, Editor di Netease

 

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Il Manifesto ha raccontato i propri valori, i suoi punti e il suo legame con Milano incontrando un marcato interesse in vari Paesi tra cui la Germania.
Da sinistra, in senso orario: Jan van Rossem, Direttore del Dipartimento di architettura, design, auto di AW Architektur&Wohnen; il Manifesto ha attirato l’attenzione della stampa tedesca; Heike Edelmann, critico di design e giornalista freelance, e Thomas Edelmann, giornalista, critico di design e curatore, ad Hannover; Robert Volhard, Fondatore e membro del comitato di redazione di Stylepak a Francoforte.

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Il Manifesto del Salone del Mobile - che ne narra i valori, i punti di forza e gli elementi di interconnessione con Milano - è passato di mano in mano e ha viaggiato fino ad approdare oltreoceano a New York.
Da sinistra in senso orario: Cindy Allen, Editor in Chief, Interior Design;  Ken Carbone, Founding Partner, Carbone Smolan Agency; James Wagman Architects + Hudson Studio Architects; Wendy Parsons, Direttore Comunicazione, Cooper Hewitt Museum; Delegazione di designer cinesi sponsorizzati da NYSchool of Interior Design con Pam Durante/Pam Durante Interior Design; Joseph Cephas, Vice Presidente Comunicazione, ASID National

La 57a edizione del Salone del Mobile.Milano ha rappresentato un nuovo punto di partenza. E se ogni inizio richiede riflessione e impegno, per l'occasione il Salone del Mobile.Milano ha stilato il suo primo Manifesto: non solo un atto di affetto nei confronti della città e di tutti gli attori che ne hanno decretato il successo, ma soprattutto una dichiarazione di intenti che getta le basi di un nuovo modo di pensare, fare sistema e progetto.

Proprio con l’immagine di una Milano al centro del processo di rinnovamento si apre il Manifesto del Salone del Mobile, che intende fungere da volano verso un nuovo modo di pensare alla manifestazione e alla città, per consolidarne il processo di internazionalizzazione e il ruolo di leadership conquistato negli anni.

L’invito a innovare è, infatti, un’esortazione a non cedere all’autocelebrazione, ma a guardare al di là di quanto già fatto, per porsi come obiettivi qualità sostenibile, collaborazione, inclusione e condivisione, valorizzazione del talento dei giovani e del patrimonio culturale. In questo modo, si darà davvero forma a un design e un’architettura più attenti alle esigenze di una società in continua evoluzione, che gode di progetti avveniristici ma ha bisogno anche di tante piccole emozioni da vivere nel quotidiano.

Alcuni “Milanesi” accumunati da una grande capacità di innovare e di porsi oltre le etichette commentano i valori e i concetti presentati nel Manifesto, esprimendo il proprio modo di essere creativi, innovatori, comunicatori, imprenditori, creatori di cultura… Per emozionare. Come fa, da sempre, il Salone del Mobile.Milano.