Il Manifesto

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Il Salone del Mobile analizza i suoi valori, il suo profondo legame con Milano e con le aziende, i brand e i designer che lo hanno reso grande nel mondo. Per progettare un futuro di qualità, innovazione, creatività.

Il Salone del Mobile, che a Milano affonda le proprie radici, vuole riassumere e sottolineare i punti di forza e gli elementi di interconnessione dell’evento con la città, con l’obiettivo di dare seguito al processo di internazionalizzazione che entrambi hanno intrapreso, e consegnare alla comunità del design alcuni punti progettuali per il prossimo futuro. Nato nel 2018, il Manifesto del Salone del Mobile.Milano è un atto di affetto nei confronti della città, un patto di intenti finalizzato a canalizzare le forze che a Milano possono lavorare insieme per mantenere il ruolo di leadership della manifestazione e della città, oltre che attrarre pensieri, progetti, risorse nuove. Nel 2019, si arricchisce di un nuovo vocabolo, "Ingegno".

Perché il Salone del Mobile non è solo una fiera.

Il Salone e l’identità culturale di Milano

“Milano al centro”, uno tra i punti del Manifesto del Salone del Mobile è, oggi, realtà. Migliore città d'Italia per qualità della vita nel 2018. “Best City” 2019 per una prestigiosa rivista britannica. Scelta da tanti designer italiani e stranieri, Milano è la città che più di tutte, in Europa, si è impegnata a fare cultura, a partecipare allo scambio di idee, a cogliere le urgenze dell’attualità e ha avuto la forza e il coraggio di cambiare radicalmente in pochi anni grazie a una coesione e a una coerenza cittadina forti. Oggi è una città globale, dinamica, contemporanea, innovativa, ricca di opportunità.

E il Salone del Mobile.Milano è il miglior esempio di evento capace di creare e supportare questa identità. Sempre più globale, aperto e in dialogo con le istituzioni e il sistema produttivo, il Salone è in primis luogo di incontro, laboratorio di sperimentazione, una piattaforma di qualità, podio non solo di business, ma anche di cultura. E, infatti, ogni anno, crea un ponte con i luoghi più simbolici di Milano: Brera, la Scala, la Triennale. Per fare squadra, mostrare la coralità di Milano nel promuovere la bellezza, accogliere e costruire un futuro di qualità.

Ecco l’opinione di James Bradburne, direttore generale della Pinacoteca di Brera; Alexander Pereira, sovrintendente del Teatro alla Scala di Milano; degli architetti Steven Holl e Neri & Hu.

Bradburne e Pereira

Holl e Neri & hu

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